BAGNO A RIPOLI – “Un abbraccio al nostro Leccio”.
Una camminata notturna fino alla fattoria di Belmonte, per ribadire da parte di tutta la comunità ripolese l’importanza e l’affetto per la pianta secolare ferita nelle scorse ore da un incendio.
L’iniziativa si svolgerà stasera con partenza alle ore 20.45 dal CRC Antella. Ad organizzarla l’associazione Amici del Leccio di Belmonte e il CRC.
Saranno presenti anche i rappresentanti delle istituzioni.
La passeggiata sarà un omaggio in ricordo della veglia al Leccio per la visione dei Fochi di San Giovanni a Firenze che un tempo era una tradizione per molti cittadini di Antella e non solo.
“Un danno grave ma ma apparentemente non letale”
Un danno grave ma apparentemente non letale. Nonostante la ferita provocata dal fuoco, il leccio di Belmonte, gigante verde con seicento anni di vita, può farcela a sopravvivere.
Questo il primo parere degli esperti che all’indomani dell’incendio che ha colpito l’albero secolare di Antella hanno preso visione della pianta e delle sue condizioni.
A intervenire a poche ore dall’evento, su richiesta del sindaco Francesco Pignotti, sono stati il professor Francesco Ferrini, ordinario di Arboricoltura e Coltivazioni Arboree all’Università di Firenze, e il dottor Simone Pinzauti, dottore forestale, entrambi cittadini ripolesi.
“Stiamo parlando di una pianta vetusta, antica, e quindi ogni episodio che può turbare un equilibrio sedimentato in seicento anni può essere causa di mortalità – spiega il professor Ferini – Però confido che la pianta ce la farà”.
“La pianta – aggiunge il professor Pinzauti – ha avuto un danno grave e un’azione così è inspiegabile, ma il leccio è un esemplare molto resistente, siamo fiduciosi che quanto accaduto non avrà conseguenze letali”.
Il sindaco Francesco Pignotti, accompagnato dal vicesindaco Francesco Conti, e dagli assessori Sandra Baragli e Paolo Frezzi, ha ringraziato la Misericordia di Firenze, proprietaria dell’area, che come l’amministrazione si è subito attivata per la salvaguardia del Leccio dei Belmonte.
“Anche la Misericordia – viene fatto sapere – ha incaricato un tecnico per verificare lo stato della pianta. La speranza condivisa è di salvare l’albero, patrimonio naturalistico e memoria della nostra comunità. Noi faremo di tutto per riuscirci”.
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