giovedì 2 Luglio 2020
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    Antonio Nunzi Conti (San Casciano Classico): “Il calo di fatturato del vino inciderà anche sulla cura degli olivi”

    "La cura delle olivete è spesso legata alle vendite del vino. Uno degli obiettivi prioritari per sostenere l'agricoltura in questa fase è, finalmente, una sua sburocratizzazione"

    SAN CASCIANO – Ultimo appuntamento sul Gazzettino del Chianti nell’ambito dei nostri “incontri” con i produttori di vino del territorio del Chianti Classico.

    Chiudiamo a San Casciano, con il presidente dell’associazione San Casciano Classico Antonio Nunzi Conti, un “tour” che ci ha portato in giro fra tutte le associazioni territoriali del mondo del Gallo Nero.

    Per una panoramica, oggettiva e dalla viva voce di chi affronta la pandemia dal versante-vino, della situazione: da Castelnuovo Berardenga a Barberino Tavarnelle.

    🍷 CASTELNUOVO BERARDENGA – Elena Gallo (Classico Berardenga): “Il Coronavirus per il vino? Come una grandinata in pieno giugno”

    🍷 PANZANO IN CHIANTI – Cosimo Gericke (Unione Viticoltori Panzano): “Ora è il momento di non mollare per la paura”

    Nunzi Conti, come descriverebbe questi tre mesi per il mondo del vino chiantigiano? Quando si è accorto che qualcosa di epocale stava montando?

    “Un vero e proprio Tsunami che ha cambiato le nostre aspettative in un batter d’occhio. In questi ultimi anni si è lavorato molto bene in vigna, in cantina, con la comunicazione, i nostri vini hanno raggiunto livelli qualitativi molto alti grazie soprattutto ai tanti artigiani del vino, piccole e medie imprese del nostro territorio, che si sono fatti valere portando sui mercati mondiali prodotti sempre più apprezzati. Questo miglioramento della qualità è stato accompagnato da un egregio lavoro di comunicazione e marketing svolto dal Consorzio del Chianti Classico. Pertanto le nostre aspettative di inizio 2020 erano improntate all’ottimismo. Mi sono reso conto  fin da subito, allo scoppiare dei primi casi in Lombardia, che il Coronavirus sarebbe entrato prepotentemente nelle nostre vite, appunto come uno Tsunami”.

    Come avete vissuto questi tre mesi? Qual è stato il vostro lavoro quotidiano?

    “Abbiamo vissuto questi tre mesi con grande preoccupazione, personalmente dormire la notte mi riusciva e mi riesce spesso difficile.  Il nostro lavoro è stato completamente stravolto,  la chiusura praticamente in tutto il mondo di ristoranti, hotel, bar, ha provocato una sensibile riduzione delle vendite di vino e olio. Come se non bastasse sono poi iniziate le cancellazioni delle prenotazioni dei turisti, un vero peccato perchè ci si aspettava un altro anno di grandi soddisfazioni soprattutto per l’enoturismo cresciuto in modo considerevole in questi ultimi due anni. E’ molto duro portare avanti un’impresa quando si assistono a cali di fatturato molto importanti e assolutamente imprevisti, senza però poter fermare i costi. La campagna non si ferma e in primavera bisogna lavorare molto duramente e spendere tanto per mantenere in ordine ed efficienza i nostri vigneti”,

    I viticoltori sancascianesi che compongono l’associazione San Casciano Classico

    Quali a suo modo di vedere, per il settore vitivinicolo, le problematiche principali? E quali le possibili soluzioni?

    “La problematica principale è il forte calo delle vendite nel canale Horeca (ristoranti, enoteche e bar, n.d.r.) che è quello che da il maggior valore aggiunto alle nostre produzioni. Questo calo se perdura avrà effetti innanzitutto sul prezzo, quello del vino sfuso Chianti Classico è già diminuito rispetto ad inizio anno, e sulle giacenze con grossi problemi di stoccaggio in vista della prossima vendemmia. Ovviamente un calo del fatturato va ad incidere sulla gestione delle nostre campagne con il rischio di curare meno o addirittura abbandonare una coltura importante come l’olivo, la cui cura è spesso strettamente legata ai risultati economici che si ottengono con le vendite del vino. In questo momento è indispensabile: agire sulla liquidità delle aziende attraverso la concessione di contributi a fondo perduto, blocco del pagamento di tutte le imposte per tutto il 2020, concessione di prestiti garantiti dallo stato e rimborsabili in tempi molto più lunghi rispetto a quelli previsti dal Decreto Cura Italia”.

    Altri punti cardine?

    “Sburocratizzare le campagne: gli agricoltori sono intrappolati da almeno 20 anni dentro una gabbia burocratica creata dalla stratificazione di leggi e regolamenti che di fatto impediscono lo svolgimento del nostro lavoro di imprenditori agricoli. Basta pensare a quello che ci costa, in tempo e denaro, ottenere autorizzazioni anche banali come quello di fare una semplice recinzione agricola a salvaguardia delle nostre produzioni, che altrimenti verrebbero devastate dagli ungulati, o come quella di costruire una semplice tettoia per il ricovero delle macchine agricole. Ovviamente bisogna vigilare sul rispetto delle norme vigenti, ma oggi più che mai tutti dovrebbero avere uno spirito di “civil servant” con l’intento di velocizzare gli iter autorizzativi per creare lavoro e ricchezza per il territorio. I ritardi autorizzativi creano povertà perché scoraggiono gli imprenditori ad investire. Sull’aspetto della burocrazia ci batteremo in modo duro, non ci bastano più le promesse o gli attestati di solidarietà, vogliamo solo fatti!”.

    🍷 RADDA IN CHIANTI – Roberto Bianchi (Vignaioli di Radda): “Siamo preoccupati. E’ come se ci avessero spedito sulla Luna”

    🍷 MONTEFIORALLE – Paolo Baldini (Viticoltori Montefioralle): “Abbiamo approfittato del momento per guardare al futuro”

    🍷 GAIOLE IN CHIANTI – Francesco Ricasoli (Viticoltori Gaiole): “Durissimo l’impatto sul vino del crollo del turismo”

    🍷 CASTELLINA IN CHIANTI – Guido Serio (Viticoltori di Castellina in Chianti): “Da aprile si è fermato tutto. Ma non i lavori in campagna!”

    In questo periodo l’associazione San Casciano Classico ha rappresentato un qualcosa che vi ha tenuto uniti?

    “Associazioni come la nostra sono sempre più importanti. Ormai si vivono con distacco le grandi organizzazioni sindacali agricole, sempre più lontane dai nostri bisogni, ma anzi spesso complici nel creare quella burocrazia a noi nemica. Noi viticoltori di San Casciano Classico ci siamo uniti per valorizzare al meglio il nostro territorio, ma anche per essere voce credibile e ascoltata dalle istituzione del nostro comune. In momenti di crisi come questo, la possibilità di confrontarsi tra noi imprenditori è fondamentale per cercare tutte le possibili soluzioni e il confronto nelle piccole associazioni comunali è più libero, diretto e sereno”.

    Come si immagina, infine, i prossimi mesi?

    “Per i prossimi mesi vedo una grande incertezza. Confido comunque molto nella ripartenza di grandi e importanti paesi come gli Stati Uniti d’America. In questi giorni è poi arrivata la notizia di come l’Europa intende affrontare la crisi, per l’Italia sono previsti contributi a fondo perduto e prestiti per una cifra che si aggira attorno ai 170 miliardi di euro. Se saremo capaci  di sfruttare questa occasione, riformando la giustizia e migliorando l’efficienza della pubblica amministrazione, così come ci chiede l’Europa, ripartiremo all grande, perché nessun Paese al mondo è capace di proporre prodotti unici come la nostra agricoltura sa fare”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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