mercoledì 12 Agosto 2020
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    Roberto Bianchi (Vignaioli di Radda): “Siamo preoccupati. E’ come se ci avessero spedito sulla Luna”

    "Per adesso, siamo a un calo di vendite quantificabili intorno al 70-80%. E la campagna non si ferma: dobbiamo continuare a lavorare e investire"

    RADDA IN CHIANTI – Che il settore vinicolo sia un cardine nell’economia del territorio raddese e del Chianti senese non è una novità. Non è una novità neppure che in questi mesi l’intero comparto se la stia cavando male.

    Ma per non rimanere sui soliti discorsi vaghi e sui soliti luoghi comuni, siamo andati a sentire qualcuno che potesse darci un quadro chiaro e preciso.

    “Inutile girarci intorno, siamo tutti molto preoccupati. È come se il primo marzo ci avessero spedito sulla Luna” ci dice Roberto Bianchi, presidente dell’associazione Vignaioli di Radda.

    “E il futuro – rincara – non si prospetta roseo, se si considera che la stagione turistica che sarebbe dovuta cominciare, e probabilmente non comincerà mai, porta di norma liquidità che quest’anno inevitabilmente mancherà. Per adesso, siamo a un calo di vendite quantificabili intorno al 70-80%”.

    I Vignaioli di Radda al Convento di Santa Maria al Prato (Casa Chianti Classico)

    Però, dal momento che questa è una situazione che si ripete identica per moltissimi settori, non rimane altro che rimboccarsi le maniche e cercare di reggere l’urto.

    Bisogna infatti tener presente che quando si parla dei vini di Radda, così come quelli di tutto il territorio del Gallo Nero, “si parla di un prodotto che primo non è deperibile o a scadenza come può essere per esempio il latte – dice Bianchi – Si tratta di vino di alta qualità, e che quindi non solo può rimanere fermo un po’ ma può trarne giovamento qualitativo ed economico”.

    È ovvio che questo non significa affatto che i viticoltori siano salvi, tutt’altro: “Il discorso si fa complesso – riflette il presidente dei Vignaioli raddesi – ma è certo che senza un intervento statale forte, questo comparto rischia veramente grosso. Si è sentito di molte proposte, alcune si sono attuate, ma per ora c’è poco di concreto. Anche perché è ovvio che il nostro settore fa parte di una filiera ben più grande (che va dalla ricezione turistica alla ristorazione) che al momento è a terra”.

    E guardando il sole tramontare oltre Radda e le sue vigne Roberto Bianchi spiega: “La campagna non si ferma; non c’è una chiave per chiudere e poi riaprire al momento giusto. Noi tutti abbiamo continuato a lavorare e a investire forze e risorse. Questo è il nostro mestiere”.

    Ma c’è una preoccupazione che a quanto pare colpisce più o meno tutti i produttori di vino in questi giorni e che uno fatica credere tale: la vendemmia che verrà.

    “Partendo dal presupposto che ci ritroveremo con molto invenduto – rilancia Bianchi – come fare con lo stoccaggio? Dove mettere il nuovo vino? Abbiamo già cominciato a ricevere offerte dai primi avvoltoi sia italiani che stranieri enormemente al ribasso”.

    E allora, quali prospettive? “Cercare di resistere e farsi forza a vicenda. Noi Vignaioli di Radda stiamo già lavorando in questo senso per cercare di trovare soluzioni pratiche ai nostri attuali problemi, come per esempio questo dello stoccaggio. Anche il Consorzio Vino Chianti Classico si è ovviamente mosso e sta lavorando in quest’ottica. Possibile una diminuzione delle rese e sicura una più restrittiva potatura verde”.

    Un certo spirito di intraprendenza comunque non viene a mancare nemmeno in momenti come questo.

    E infatti i Vignaioli hanno lanciato il Radda box (cassa da dodici bottiglie di tutti i produttori) di cui ne sono già stati venduti un centinaio.

    “Non è molto – ammette Bianchi – ma sono comunque quasi 1.200 bottiglie, grazie alle quali abbiamo potuto anche dare parte del ricavato a coloro che si sono davvero impegnati in questi mesi difficili”.

    E per il futuro? “Andare avanti e cercare di ripartire assieme a tutti i nostri clienti, trovando la maniera di essere tutti coinvolti, da noi produttori agli enotecari ai ristoratori”.

    La strada è davvero in salita, ma adesso come non mai l’unione può fare la forza.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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