GREVE IN CHIANTI – In periodo di quarantena, con gli ospedali sotto pressione, i centri trasfusionali hanno iniziato a risentire del calo del flusso di donatori; si susseguono gli appelli in tv sullo stare in casa ma anche sul donare il sangue.
E proprio su questo abbiamo deciso di fare una piccola indagine in territorio grevigiano, da sempre sensibile al tema. per capire cosa succede davvero e come possiamo fare a donare anche in questo momento.
Attraverso il Centro Nazionale Sangue si apprende che, con l’avvento del Coronavirus, si è verificato un forte calo nelle eccedenze, praticamente azzerate, un segno che anche dove storicamente si raccoglie di più ci sono delle difficoltà, e si cominciano a vedere le prime richieste da parte di alcune regioni, a partire dal Lazio.
Al momento il sistema sta assorbendo questo calo grazie alla forte riduzione degli interventi chirurgici programmati, che al momento sono sospesi.
Ma non tutte le regioni sono autosufficienti, e venendo a mancare le riserve delle regioni più virtuose, il sistema rischia di andare in sofferenza. Provocando gravi ripercussioni sulle terapie necessarie a migliaia di pazienti al giorno.
Per avere un contatto diretto col nostro territorio abbiamo rintracciato Paolo Mariani, storico oresidente, oggi onorario, dell’Avis di Strada in Chianti, che raccoglie sangue e plasma da decenni.
Con l’attuale presidente, Paolo Tepsich (nella foto in alto), ci hanno dato conferma di quanto detto ed invitano tutti ad andare a donare e di non temere “perché le strutture per la donazione sono sicure e ben controllate – sottolineano – Per il tragitto basta portarsi dietro la copia della prenotazione ed il tesserino Avis e non si incorre in rischi di sanzioni da parte delle forze dell’ordine”.
Per avere un parere medico, abbiamo contattato la dottoressa Rossana Cerrati, nell’ambiente delle donazioni da anni, che ci dice: “I centri trasfusionali sono tutti in funzione ed è garantita la sicurezza sia dei donatori che degli operatori sanitari”.
“Si è registrato un forte calo nei giorni immediatamente successivi al primo contagio su Firenze – racconta – poi, passata la paura iniziale, le donazioni sono aumentate. Ma non siamo mai più arrivati ai livelli di prima; negli ultimi giorni dopo gli annunci sembra che la situazione sia migliorata, ma è presto per dirlo. Voglio ribadire che la sicurezza delle strutture trasfusionali è massima e la necessità di sangue e plasma è sempre costante”.
“Consiglio a tutti – conclude la dottoressa Cerrati – di prenotare prima di recarsi nei centri, soprattutto in questo periodo, perché la sicurezza di tutti dipende da una buona organizzazione. E conoscendo esattamente il numero dei donatori i centri trasfusionali riescono ad organizzarsi alla perfezione”.
Per poter donare è sufficiente: avere un’età compresa tra 18 e i 60 anni per diventare donatori di sangue intero (65 anni è l’età massima per proseguire l’attività di donazione per i donatori periodici, con deroghe a giudizio del medico).
Pesare almeno 50 kg; essere ritenuto in stato di buona salute dal medico presente nel Centro Trasfusionale; avere con sé un documento di identità e la tessera sanitaria. La donazione è semplice e sicura. Il prelievo è eseguito da personale qualificato che utilizza materiale sterilizzato e monouso.
Da quando esiste il pericolo del Coronavirus, sono stati aggiunti dei controlli sul donatore e sul materiale biologico donato a garanzia del ricevente.
Il lavoratore dipendente ha diritto a una giornata libera dal lavoro il giorno della donazione, viene fornito un certificato dal centro trasfusionale che va consegnato poi al datore di lavoro, l’astensione è obbligatoria per lavori pesanti o impegnativi ed anche per i liberi professionisti in cui è richiesta una particolare attenzione e lucidità.
Il donatore viene esentato dal pagamento del parcheggio dell’ospedale (laddove richiesto). Con le nuove norme sulla circolazione, bisogna avere con se l’autocertificazione e possibilmente la prenotazione per la donazione: per prenotare basta cercare i numeri appositi sui siti dei vari Centri Trasfusionali.
Il consiglio che vi vogliamo dare è quello di limitare al massimo possibile gli spostamenti, ma di considerare la donazione di sangue e plasma come un servizio di primaria necessità per la nostra comunità.
Comunità che in un periodo di profonda crisi e paura, si sta riscoprendo unita e solidale, purtroppo molte malattie non sanno del Coronavirus e tante persone hanno sempre bisogno di un aiuto; tutti noi questo aiuto possiamo darlo in un modo semplicissimo, donando sangue e plasma.
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