GREVE IN CHIANTI – Tutto comincia a ripartire. Le persone escono, le risate dei bambini riecheggiano dai giardini e le attività sociali cercano di ridarci una normalità per troppe settimane persa.
Siamo andati a trovare Stefano Rachini, Marco e Pietro Cassini (padre e figlio), per fare una chiacchierata in merito alla loro mostra fotografica ed al concerto di Stefano, che si terranno sabato 20 giugno al Museo di San Francesco a Greve in Chianti.
“La mostra si chiama “Panchine” – ci spiega Marco – come luogo gratuito e democratico”.

Panchine per sostare, parlare, baciarsi, leggere, scrivere messaggi, litigare o per dormire. Panchine addirittura e tristemente da abitare.
“Attraverso tutti i giorni piazza Tasso per andare a lavoro – prosegue Marco – ho avuto modo di osservare come la stessa panchina nello stesso identico posto, ogni giorno potesse restituire una situazione umana e sociale diversa, un diverso quadro. Così, parlandone con Pietro, ci è venuta voglia di documentare queste storie”.
“Non siamo fotografi – ci dice Pietro – perciò questa non è proprio una mostra, ma è più un piccolo ferma-immagine, che ci piaceva condividere con altri, sperando di riuscire a trasmettere le emozioni che queste fotografie danno a noi”.
“In questi giorni – riflette – assume anche un significato più importante: uscire di nuovo, per andare a passeggiare, per poi sedersi da qualche parte, magari su una panchina”.
“Proprio su quest’idea – interviene Stefano – speriamo che l’esposizione ed il mio concerto rappresentino un segnale per un nuovo inizio. Suonerò dei miei pezzi, molti ripresi dall’ultimo album uscito, Where the Spirit“.
“Proprio come Marco e Pietro – ci racconta – attraverso la musica cerco di trasmettere emozioni, creare ogni volta delle nuove situazioni in cui sentirsi bene. Da tanto tempo, pensavamo insieme a Marco, di condividere un’esperienza simile, fino a pochi giorni fa lo credevamo impossibile, invece ci siamo e speriamo di riuscirci”.
“Questo è l’inizio di un progetto che mi piacerebbe portare avanti – prosegue Marco – l’importante per noi è voler condividere con altri delle immagini che ci suscitano forti emozioni e siamo curiosi di sapere, non tanto se le foto piacciono per quanto riguarda la tecnica o l’estetica, ma se riescono a trasmettere le emozioni che trasmettono a noi”.
“La solitudine, l’amicizia, il riposo, la passione e tanti altri sentimenti – prende la parola Pietro – occupano gli spazi neutrali che sono le panchine. E sono tutte emozioni che anche Stefano, con la sua musica, riesce a trasmettere, perciò è un connubio perfetto e per noi è un grande onore poter condividere con lui questa serata”.
“Condividere questa avventura con un bravo musicista come Stefano – conclude Marco Cassini -ma soprattutto con mio figlio, credo sia il sogno di ogni genitore, sicuramente lo è per me. Non vi resta che venire a vedere, ad ascoltare e poi a raccontarci la vostra esperienza.
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