PANZANO (GREVE IN CHIANTI) – Da Panzano in Chianti a LA, capitale della “West Coast” degli Stati Uniti d’America. Dalla bottega di Dario Cecchini a Eataly.
Panzanese Doc (anzi… Docg), Tommaso Iorio vive a Los Angeles: lo abbiamo contattato per farci raccontare un po’ come sta vivendo questa fase di pandemia nella “Città degli Angeli”. E ne è venuta fuori una chiacchierata davvero piacevole.
“Panzano è casa mia – inizia Tommaso – ed ero felicissimo e convinto che non mi sarei mai allontanato. Lavoravo (divertendomi) con Dario Cecchini, ho imparato tutto quello che so sulla ristorazione e l’accoglienza da lui, lo considero il mio maestro”.
“Dopo circa 8 anni di lavoro con Dario – prosegue – avevo capito che quella sarebbe stata la mia strada. E per dare maggior senso alla mia professione avevo deciso di fare esperienze lavorative a giro per il mondo; il destino ha voluto che un giorno come tanti, nel ristorante a Panzano, conoscessi una ragazza americana, avevo già deciso di partire e come prima tappa avevo scelto New York, città dove lavorava lei. Oggi siamo marito e moglie e viviamo a Los Angeles”.
Venendo all’attualità: “Qui la situazione Covid è simile alla fase due in Italia – spiega – non serve autocertificazione per spostarsi, possiamo fare jogging o una passeggiata, è obbligatoria la mascherina nei luoghi pubblici, sono chiusi ristoranti, bar, parrucchieri, palestre. A differenza dell’Italia però qui sono molto più abituati a fare “remote work”, cioè lavorare da casa e gli acquisti si fanno già molto in modalità pick-up, cioè ti fai preparare la spesa dal negozio, poi passi a prenderla e via. Oppure proprio in modalità delivery, cioè la ordini tramite una App e la aspetti a casa”.
“Ugualmente – prosegue – sono molto più abituati al take away per i ristoranti o i bar, infatti io lavoro da Eataly, sono un restaurant manager ma al momento siamo tutti impiegati nello store (negozio). Spesso preparo la spesa per qualcuno, con il quale attraverso l’App posso interagire e consigliargli prodotti ed abbinamenti come se fossimo faccia a faccia”.
“Eataly – ci racconta Tommaso – è una realtà entusiasmante, bell’ambiente, prodotti eccellenti, tanti ragazzi e tanta professionalità. Mi sento come un ambasciatore delle nostre produzioni e della nostra accoglienza, Dario in questo mi ha insegnato tantissimo. Quando parlo di vini con i clienti, mi emoziono come un bambino al Luna Park, vedo etichette che mi ricordano casa ed i miei amici, sapori che ho condiviso in compagnia e che ora felicemente promuovo in un paese lontano”.
“Due curiosità che rappresentano questo momento qui a Los Angeles – dice ridendo – sono il poco traffico (generalmente ci metto 40 minuti ad andare a lavoro, adesso me ne bastano 10) e la scomparsa dagli scaffali di Scottex e carta igienica”.
“Tra le tante code che si formano davanti ai negozi – racconta ancora – quelle più particolari per me sono davanti a Starbucks, è un rito da queste parti prendere da portar via un caffè americano o un cappuccino. E quelle davanti ai negozi che vendono marijuana: qui è legale la vendita dal 2016”.
“Volevo tornare ad aprile – conclude Tommaso – per stare con tutta la mia famiglia e partecipare alla Festa della Stagion Bona, ma questo virus mi ha bloccato ed ha fatto saltare la Festa. Forse riesco a giugno, oppure riproveremo a settembre, certo non mi arrendo. Sicuramente il prossimo 25 aprile voglio essere a Panzano per la Festa del 50+1 e vi saluto dicendovi che il mio sogno è quello prima o poi di tornare a stabilirmi a Panzano con una mia attività. Vedremo…”.
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