mercoledì 14 Aprile 2021
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    “Vaccini, gli errori della campagna in Toscana”: medico di famiglia chiantigiano scrive a Giani

    La lettera della dottoressa Ilenia Falai, medico di medicina generale a Greve in Chianti, al presidente della Regione: "Criticità evidenti, a partire dall'informazione ai cittadini più anziani"

    GREVE IN CHIANTI – La campagna vaccinale in Toscana procede, come accade anche in molte altre Regioni, fra luci e ombre.

    In parte a causa della fornitura, ancora scarsa e mai sicura, delle dosi. In parte per l’organizzazione data dalla Regione.

    E’ in particolare sulla priorità (e la rapidità) di vaccinazione degli over 80 che si stanno concentrando le critiche nei confronti dei vertici regionali.

    # “Vaccinazione anti Covid: ho contatti familiari con il Lazio. E lì è tutto molto più semplice”

    A questo proposito riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata al presidente, Eugenio Giani, da chi lavora in prima linea. 

    Ovvero la dottoressa Ilenia Falai, medico di famiglia a Greve in Chianti, che come altri colleghi ha l’onere della vaccinazione degli over 80 con chiamata diretta.

    Egregio presidente Giani, ho deciso di scriverLe alla fine dell’ennesima giornata di lavoro passata al telefono con i miei assistiti che mi chiedono continuamente come devono fare per vaccinarsi.

    Sono Ilenia Falai, Medico di Medicina Generale a Greve in Chianti.

    Le criticità organizzative della campagna vaccinale in Toscana sono talmente evidenti che ciò che sto per scriverLe è assolutamente banale e sotto gli occhi di tutti, ma proprio per questo credo sia assolutamente necessario e possibile correggere il tiro.

    Per prima cosa mi permetto di segnalarle che moltissime delle persone che potrebbero in questo momento avere accesso al vaccino non hanno ancora fatto la prenotazione semplicemente perché non sanno di avere questa possibilità.

    Con quale mezzo di comunicazione la Regione Toscana ha deciso di informare i propri cittadini su quella che dovrebbe essere la campagna vaccinale più importante del secolo?

    Le faccio presente che Facebook, Instagram ed i vari social non coprono la totalità della
    popolazione, e tengono fuori gran parte di coloro che già avrebbero diritto al vaccino.

    L’accesso all’informazione è un diritto di tutti, e a molti cittadini questo diritto è, attualmente, negato.

    Secondo punto: al momento l’unica modalità prevista per la prenotazione è quella telematica.

    Mentre spiego ai miei assistiti un po’ più anziani che ci si prenota solo su internet, mentre scandisco e ripeto più volte “prenotavaccinopuntosanitàpuntotoscanapuntoit” io stessa mi sento ridicola, perché mi rendo conto che molti di loro non sanno nemmeno di cosa io stia parlando.

    Si renderà conto che molti cittadini nati tra il 1941 ed il 1945 (non voglio dire 1951) non possiedono un computer e non hanno una linea internet.

    Molti di loro, anche se ce l’hanno, non sono in grado di portare a termine autonomamente la procedura di prenotazione, seppure in teoria semplice.

    Alcuni tra questi non hanno un figlio o un familiare che possa farlo per loro. Quindi restano tagliati fuori, perché non possono esercitare il loro diritto/dovere di prenotare la vaccinazione.

    Mi chiedo se sia possibile prevedere anche la possibilità di prenotazione telefonica, sicuramente più accessibile ai cittadini anziani, o se si possano prevedere dei punti di prenotazione diffusi in modo capillare sul territorio.

    Altra categoria messa in forte difficoltà è quella delle cosiddette “persone estremamente vulnerabili”.

    I più fortunati sono riusciti a fare una pre-iscrizione ed hanno ricevuto un codice per la prenotazione. La prenotazione è diventata un’indecente corsa al click più veloce.

    Non so se Lei stesso ci abbia mai provato, così per curiosità, ma La invito a farlo.

    Io sì, ci ho provato e dopo un’ora e mezzo, ripeto un’ora e mezzo di tempo, in cui la rotellina girava a vuoto intervallata da rassicuranti messaggi del tipo “tranquilli signori non c’è verso di prenotare ma non è colpa vostra”, finalmente arrivata a selezionare un luogo e una data, le dosi erano esaurite.

    La frustrazione, mista alla rabbia e al dispiacere di non essere riuscita a prenotare il vaccino per il proprio caro, malato, Le assicuro sono fortissimi.

    Ma se è vero che gli estremamente vulnerabili sono coloro che sono affetti da gravi patologie, da gravi deficit fisici e/o mentali, come pensa che possano fare a prenotare l’appuntamento per il vaccino in questo modo?

    Non sarebbe stato possibile una volta raccolte le preadesioni mettere a calendario le vaccinazioni ed informare i cittadini della data e del luogo dell’appuntamento?

    E ancora, se la Regione Toscana ha deciso che l’unico canale di prenotazione valido fosse quello telematico, allora da cittadina pretendo che il portale sia fatto in modo tale da supportare un numero elevato, tra l’altro prevedibile, di accessi.

    L’ultima considerazione la riservo alla (mancata) vaccinazione dei volontari delle varie Associazioni, così numerose in Toscana.

    Il volontariato è storicamente un valore indiscusso nella nostra Regione. Sono tantissime in Toscana le persone, più o meno giovani, che mettono il loro tempo e le loro energie a disposizione della collettività e che coprono servizi essenziali in questo momento.

    # Vaccini: il presidente della Regione Giani risponde alla lettera del medico di famiglia chiantigiano

    Penso ai volontari che fanno servizio sulle ambulanze, che accompagnano i soggetti non trasportabili per visite specialistiche o esami diagnostici, a coloro che nel periodo più duro stavano fuori dai supermercati a misurare la temperatura ai clienti, a coloro che assicurano la
    spesa e i farmaci a chi si trova in quarantena o in isolamento domiciliare.

    Questi generosi cittadini devono essere vaccinati il prima possibile.

    La Sanità Toscana è da sempre motivo di orgoglio, facciamo in modo che anche in questo periodo storico così difficile vengano garantiti l’accesso all’informazione e l’universalità del diritto alla salute a tutti i cittadini, con particolare attenzione ai più fragili.

    Certa di un Suo riscontro Le auguro buon lavoro e le porgo i miei più cordiali saluti.

    Dottoressa Ilenia Falai

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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