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mercoledì 22 Maggio 2024
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    La fauna del Monte San Michele e dei Monti del Chianti: Anfibi e Rettili

    Di particolare interesse nell’area del San Michele è la presenza degli Anfibi, alcuni molto rari e vulnerabili.

     

    La loro presenza è strettamente legata a quella dell’acqua, soprattutto in concomitanza del periodo degli amori, primavera ed estate.

     

    Numerosi sono i corsi d’acqua minori confluenti nel bacino del fiume Greve, del fiume Arbia e dei corsi d’acqua tributari del fiume Arno. La tutela di queste specie dunque passa dalla tutela dei corsi d’acqua di quest’area.

     

    Alcuni Anfibi hanno risentito dell’aumento di altre specie animali, come gli Ungulati, in particolar modo del cinghiale che, con l’azione del grufolamento, distrugge i loro siti di riproduzione e preda alcuni esemplari.

     

    Altro fattore limitante è la perdita di qualità delle acque, la presenza di inquinanti, per esempio dovuti all’agricoltura o ad azioni illegali/incivili che possono favorire l’insorgere di patologie letali per queste specie.

     

    Anche la pulizia dei corsi d’acqua e la potatura della vegetazione ripariale può essere un grave fattore limitante. La vegetazione che percorre le aste fluviali, difatti, da un lato può garantire la protezione dal dissesto idrogeologico, diminuendo le erosioni e i fenomeni di piena (problematiche sempre più evidenti e frequenti dovute anche ai cambiamenti climatici); dall’altra parte, piante, arbusti, necromassa e alberi garantiscono un importante rifugio per Rettili e Anfibi, ma anche per le loro prede, ovvero Pesci e Insetti.

     

    La vegetazione diventa ancor più importante nei periodi di secca, perchè favorisce la formazione di pozze ombreggiate (meno soggette all’evaporazione) ma anche di siti di riproduzione e di alimentazione.

     

    Tutte queste strette relazione e la complessità dei sistemi fluviali rendono particolarmente difficile la gestione di questa tipologia di ecosistema. A complicare ancor di più tale situazione è anche la necessità di dover pulire e manutenere alcuni argini per evitare che un’eccessiva compresenza di alberi, arbusti e necromassa originino pericolosi ostacoli al decorso idrico favorendo la formazione di “blocchi temporanei” di ingenti quantità d’acqua che, una volta liberatesi, possono compromettere la sicurezza idrica delle aree limitrofe.

     

    La presenza di alcuni Anfibi nei nostri territori però non è solo legata alla complessità ambientale, ma anche alla pastorizia, anticamente diffusa sul San Michele e in generale nei territori del Chianti.

     

    Questo è il caso dell’Ululone appenninico, anuro dal caratteristico ventre giallo. La sua presenza, purtroppo, sembra essere sempre più compromessa dalla perdita di habitat.

     

    Dunque, la presenza di questi animali implica una gestione diretta del territorio, come per esempio dei pascoli che, utilizzati dagli animali, possono fornire una fonte di riparo per alcuni anfibi che utilizzano la formazione delle pozzanghere generate dal calpestamento del bestiame.

     

    Altri anuri presenti sono il rospo comune, molto diffuso, la rana italica e la rana dalmatina. Queste specie resistono maggiormente al degrado ambientale riuscendo ad adattarsi anche a situazione fortemente antropizzate, non è un caso infatti trovare questi Anfibi in prossimità di abitazioni e centri urbani.

     

    Un’ulteriore pericolo per gli Anfibi sono le strade. In particolar modo lo diventano quando, a seguito di periodi siccitosi, arrivano le piogge. Queste specie, difatti, con la presenza di acqua iniziano a spostarsi sul territorio ma troppo vengono investiti a centinaia lungo le nostre strade, come frequentemente avviene nel caso del rospo comune.

     

    A tal proposito è possibile diminuire, ancor meglio evitare queste situazioni, con una guida prudente o, utopisticamente, con la creazione di “rospodotti”, cioè apposite costruzioni sotterranee che permettono agli Anfibi di attraversare le strade passando attraverso piccoli canali interrati.

     

    Altre specie interessanti sono gli urodeli, come la salamandra pezzata, la salamandrina dagli occhiali e il tritone apuano, crestato e punteggiato.

     

    Di particolare interesse sono la salamandra pezzata e salamandrina dagli occhiali. Tali Urodeli sono poco diffusi nei Monti del Chianti, se non sporadicamente.

     

    I fattori che senz’altro hanno influito negativamente sulla loro diffusione sono la frammentazione e la distruzione dell’habitat (deforestazione, ceduazione di vaste superfici boscate e realizzazione di moderni impianti viticoli), mentre gli individui allo stadio larvale sono limitati sia dalle immissioni ittiche di specie predatrici, come i salmonidi, sia dalla distruzione dell’habitat (prelievo idrico e taglio della vegetazione ripariale).

     

    La loro presenza assieme a quella degli anuri è più importante di quanto si creda: oltre che rappresentare particolari indicatori biologici per lo stato di salubrità delle acque, sono una fonte trofica per piccoli Mammiferi, Pesci, Anfibi e per molte specie di Uccelli.

     

    Per quanto riguarda i Rettili, quest’ultimi oltrechè costituire un indice di biodiversità e salute dell’ambiente, rappresentano, come gli anfibi, un tassello nella dieta di molti animali, in particolare dei rapaci, e allo stesso tempo giocano un importante ruolo nel controllo delle popolazioni di roditori.

     

    Fra i più rari e di notevoli dimensioni ci sono il cervone e il colubro, mentre quello più noto e “pericoloso” per l’uomo è la vipera.

     

    I più diffusi sono i biacchi, i quali, oltrechè frequentare gli ambienti naturali, spesso colonizzano anche ambienti antropizzati. La loro presenza, come quella degli Anfibi, può essere diminuita dalla compresenza eccessiva degli Ungulati, in particolare del cinghiale, ma anche da quella dei gatti domestici in dispersione e dei corvidi.

     

    Infine, anche un ambiente non idoneo può essere un’importante causa di decremento delle popolazioni (assenza di acqua, di rifugi, di necromassa del bosco, inquinamento, passaggio di mezzi fuoristrada, barriere ecologiche). Sono inoltre presenti gli orbettini, la lucertola dei muri (abbondantemente diffusa) e il ramarro.

     

    Tra i Rettili, chi ha l’esistenza particolarmente difficile sono i serpenti: da un lato un aspetto non molto gradito, dall’altro vecchie credenze senza basi scientifiche. Eclatante è il caso della vipera. Questa specie, protetta, è in grado di colonizzare anche aree antropizzate quali orti e giardini.

     

    Essendo una specie velenosa la sua presenza non è certo ben gradita pertanto molti esemplari vengono uccisi. Parlare di questo animale non è mai semplice perchè se da un lato la sua presenza intimorisce e preoccupa, dall’altro è importante poichè preda molti roditori. Il consiglio, quando abbiamo a che fare con questo animale, è quello di non avvicinarsi, non maneggiarlo e tenere al guinzaglio i nostri cani che, incuriositi dalla sua presenza, si avvicinano pericolosamente.

     

    A tal proposito, su consiglio di un medico e di un veterinario, possiamo portare con noi, durante una passeggiata o una giornata di caccia, del cortisone che può rallentare gli effetti del veleno di questo serpente.

     

    Per approfondire l’argomento vipera potete leggere questo articolo.

     

    Se desiderate ulteriori dettagli contattatemi.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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