mercoledì 3 Marzo 2021
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    La terza ondata che partirà dalla seconda: la Toscana oggi è messa 25 volte peggio dell’1 settembre

    I positivi quotidiani sono 25 volte in più di quelli di allora. Le ospedalizzazioni 26 volte in più di allora. Quindi, Dpcm e non Dpcm, cosa c'è ancora da capire? A dicembre e gennaio ci giochiamo tutto

    La terza ondata di questa maledetta pandemia ci sarà. Eccome se ci sarà. E rischia di essere travolgente.

    Non voglio riportare i tanti pareri in questo senso, più o meno illustri. Né riportare le varie posizioni della politica, che valgono come tali (ovvero interessate, più o meno, al consenso).

    Voglio fare un ragionamento molto banale, da uomo della strada, da cittadino. Immerso, come ciascuno di noi, in questa situazione dalla fine di febbraio. 

    La seconda ondata che stiamo vivendo (anche se a qualcuno pare addirittura che sia già passata… mah) è partita praticamente da casi zero. 

    Il lockdown durissimo di primavera, l’arrivo dell’estate subito dopo, avevano portato (non sto a ripetere cose che avrete già letto dappertutto) alla situazione di interi reparti Covid svuotati, sintomatologie quasi assenti, contagi che si contavano sulle dita di una mano.

    Poi, fra estate allegra, virus “clinicamente morti”, implementazioni di test e tracciamento non pervenute (in Toscana il sistema dei 500 “tracciatori” è stato allestito con la marea già ampiamente montata), la ripartenza delle scuole, i trasporti pubblici strapieni, … abbiamo visto quanto rapidamente l’onda si sia alzata.

    Portando, rimango alla Toscana, a picchi neanche sfiorati durante la prima ondata. Molti più ricoverati. Molti più morti.

    Oggi, prima settimana di dicembre, in Toscana siamo nell’ordine di un migliaio (poco meno) di casi al giorno. Ospedali sempre molto, molto pieni; terapie intensive anche.

    Le ospedalizzazioni stanno diminuendo molto lentamente. Gli organici di medici, infermieri, operatori sanitari, sono sempre stracarichi di lavoro. E anche loro alle prese con il virus.

    Il tutto mentre nella nostra regione la circolazione del Covid-19 è ben diversa da quella che c’era prima della seconda ondata. 

    L’1 settembre scorso in Toscana erano stati individuati 40 casi di positività in tutta la regione. Quindi, con i circa mille casi attuali al giorno, oggi la circolazione è di 25 volte superiore.

    I ricoverati erano 62 (di cui 9 in terapia intensiva): oggi, lunedì 7 dicembre, i ricoverati sono 1.618 (di cui 253 in terapia intensiva). In pratica abbiamo 26 volte gli ospedalizzati dell’1 settembre.

    Qui non si tratta di valutare i Dpcm che si sono susseguiti, né essere “chiusuristi” o “aperturisti”.

    Oppure guardare il dito (“Fanno stare insieme a Natale quelli che vivono nello stesso comune e non quelli che stanno magari a 3 km ma sono in un altro comune”) e non la Luna (l’oggettività della situazione sanitaria).

    I Dpcm, così come tutte le misure prese in ogni parte del mondo, prestano il fianco a innumerevoli interpretazioni, critiche feroci, anche ironie. Di tutto di più.

    Ma mirano a far convivere, in un equilibrio impossibile, la gestione sanitaria (che fino a che non avremo cure e vaccini avrebbe una sola opzione, ovvero il tutti a casa) e quella economica.

    Oltre che tenere presente la salute mentale delle popolazioni, oggettivamente “affaticate” (uso un eufemismo) dopo quasi un anno di pandemia.

    Quindi, al di là di tutto quello che potete dire e pensare sulle misure prese, siamo d’accordo che oggi siamo in una situazione di contagio/occupazione ospedaliera, rimanendo alla Toscana, 25 volte più grave dell’1 settembre scorso?

    Ecco, pensate alle prossime settimane. Cosa pensate che potrà accadere se la terza ondata inizierà a salire da questa situazione? Lo potete immaginare.

    Inoltre a un certo punto arriverà anche l’influenza stagionale. E’ vero, le misure di distanziamento in atto per il Covid-19 le renderanno la vita più dura. Così come l’elevato numero di vaccinazioni in più rispetto agli anni scorsi. Ma un impatto ci sarà.

    Quindi, mentre iniziamo a toccare con mano l’inizio della riscossa, l’avvio delle vaccinazioni anti-Covid, gli anticorpi monoclonali che speriamo di avere da marzo, il rischio è quello di vedere il traguardo e “rompere” il trotto, come certi cavalli.

    Qui ci sarebbe da abbassare drasticamente la circolazione del virus, e svuotare il prima possibile gli ospedali. 

    Ma questo, con le scuole comunque aperte (superiori a parte), lockdown ampiamente più blando di quello di primavera, molte più persone in giro, non potrà accadere. Ad andar bene si continuerà in questa lenta, lentissima discesa. In alcune zone del nostro Paese la lenta discesa è già scomparsa, e ci sono stalli o timide risalite.

    E allora, mi domando, serve davvero un Dpcm per farci capire che in dicembre e gennaio ci giochiamo tutto?

    Che se riparte un contagio sui livelli di quello di ottobre-novembre, ma innestato a partire dalla situazione attuale, non arriverà un’ondata ma un maremoto?

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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