La Toscana è piena di proverbi e detti meravigliosi. Questo è certamente quello che rappresenta meglio la Fiorentina degli ultimi mesi, forse anni.
Qual è la pèsca del Giunti? È quella dell'“acqua fino a’ hoglioni, e pesci punti”.
Il patron dice che si è fatto il massimo, i dirigenti dicono che si è fatto il massimo, l’allenatore dice che si è fatto più del massimo, i calciatori idem… Eppure non concluderemo niente o quasi niente neppure quest’anno.
Quantifichiamo innanzitutto questo “niente”.
Siamo pur sempre tra il quarto e il quinto posto, risultato che 10-15 anni fa tutti eravamo stra-consapevoli che fosse il punto dove la Fiorentina dovesse stabilmente stare.
Non riusciamo a vincere assolutamente una mazza e anche questo è un fatto del quale eravamo già tutti a conoscenza da quantomeno due generazioni.
Certo è che con questa proprietà, la “pèsca del Giunti” sembra più un motto che un semplice proverbio.
La retromarcia innescata col mercato di gennaio come era facilmente prevedibile ha innescato un meccanismo di ri-collocazione a catena, dove oramai tutti sono disuniti, si sentono poco rispettati, si sentono in dovere di tirare i remi in barca.
Del resto quello che dicono un po’ tutti è che “se io do il 110% per far raggiungere un obiettivo, ma al mio capo non interessa niente, allora ritorno a fare il mio e anche a me dopo non interessa più niente”.
Uhm.
Innanzitutto se io mi metto a dare il 110% per una cosa che faccio con dei compagni, con un gruppo di lavoro, con un pubblico che mi segue… A me piace continuare a farlo e se il mio capo “non mi caga” forse mi viene voglia di dare anche il 120% proprio per dimostrargli quanto sia incapace. Ma qua si sconfina nel carattere ed ognuno è giusto che abbia il suo.
Non dimentichiamo poi che la Fiorentina non è un’azienducola qualsiasi. È un posticino dove gli impiegati prendono di media sui 100.000 euro al mese. E che se li fischi un minutino poi “si sentono feriti”.
Sarebbe logico dunque che i suddetti impiegati facessero comunque il 110%, anche perchè più rendono e più verranno retribuiti in futuro, magari da altre azienducole. Facendo degli esempi, pare che per Babacar a gennaio ci avessero offerto 14-15 milioni di euro.
Non so se a luglio ce li offriranno di nuovo. Astori sembrava sicuro di andare agli Europei, adesso è Acerbi il favorito. Paulo Sousa sembrava avere il mondo ai piedi a Natale, adesso sembra che l’interesse sia un po’ scemato.
Da noi si considerano “fenomenali” allenatori che hanno fatto vedere un buon gioco per 4 mesi scarsi e magari si considerano “gobbi” allenatori che per 5 anni ti hanno fatto capire di che pasta erano fatti. Oppure si cerca in tutti i modi di difendere l’operato di un direttore sportivo che ha commesso degli errori disumani, acquistando giocatori infortunati senza neanche fare le visite mediche e per giunta agli ultimi secondi di mercato.
Infine si tende a difendere uno o più calciatori solo perchè autori di alcune belle prestazioni e per questo motivo ritenuti “straordinari” vita natural durante e di conseguenza esenti da critiche per sempre.
Non ci sono “assiomi” in questo giochino.
Credo di essermi espresso fin troppo chiaramente nei confronti della proprietà, rea di colpe gravissime e indimenticabili. Il problema principale di questa squadra è la gestione, stiamo rotolando via fino al quinto posto e la colpa in primis è dei proprietari.
Questo non è in discussione. Ma che non sia sempre e solo questo il problema.
Non possiamo continuare a dare alibi a giocatori che fanno perennemente prestazioni ridicole, nè ad allenatori che non hanno un’idea da novembre, nè a dirigenti che non comprano difensori da semestri.
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