Castello di Gabbiano: la mostra di Jules Maidoff

Inaugurata sabato 4 maggio, nel giorno del suo ottantesimo compleanno, la mostra personale di Jules Maidoff, nelle splendide sale del Castello di Gabbiano, a San Casciano.

Taglio del nastro alla presenza, fra gli altri, del direttore generale dell’azienda Ivano Reali e del sindaco di San Casciano Massimiliano Pescini. La personale rimarrà allestita per alcuni mesi, abbellendo le già splendide stanze della residenza per turisri inserita all’interno della grande azienda vitivinicola.
Maidoff nasce il 6 maggio 1933 a New York City.
Compie il suo percorso di formazione a N.Y. dove incontra i maggiori artisti contemporanei.
Nel 1956 la Borsa di studio Fulbright per l’Italia: il soggiorno in Italia segna l’inizio di un cammino di indagine artistica tuttora centrale nel lavoro di Maidoff: “Mi resi conto di quanto fosse difficile creare un vero quadro, combinando il contenuto sensuale con la tecnica”.
Dopo un anno torna a N.Y. dove completa i suoi studi guidato da Howard Conant and Esteban Vicente
Dal 1959 si susseguono numerose le sue mostre, i suoi lavori sono acquistati da collezionisti privati e pubblici. In breve conosce un grande successo, lavora come graphic design per il cinema e la musica.
Nel 1973, in occasione del suo quarantesimo compleanno, si trasferisce in Italia, in provincia di Arezzo.
Nel 1975 è il fondatore della scuola Studio Art Center International, a Firenze.
Al suo attivo più di cento mostre personali.
Dice in un’intervista rilasciata all’esperta d’arte Elisa Gradi: “Parto sempre dalla mia esperienza personale, dai miei sentimenti, per poi estenderne i contenuti ad un livello più generale. Non so se può dirsi impegno, i miei quadri rispecchiano la mia vita, sono tasselli della mia autobiografia. Posso però dire che il mio obiettivo è portare la gente a pensare. Motivo per il quale ho utilizzato e utilizzerei ogni mezzo. Spesso, nei miei dipinti, ho parlato di violenza. Violenza che spesso è mascherata come un gioco. Vedo che intorno a noi c’è moltissima violenza, e voglio trovare la mia via di espressione per descriverla, sperando che chi guarda i miei quadri possa comprendere il mio sentimento. Siamo circondati da un mondo di tendenze, di mode, ma ciò che dico con forza è che io devo seguire la mia strada, perché altrimenti sarebbe solo artificio, e nessuno mi capirebbe. Niente è detto, niente è stabilito”.
Info: www.castellogabbiano.it

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