Don Roberto Malpelo nella sua nuova comunità di Castellina in Chianti: “E’ il cuore che mi sta guidando”

"Essere parroco, sacerdote, è un dono. La comunità di Castellina in Chianti è davvero bella, umanamente e spiritualmente. Sono stato accolto in modo stupendo"

CASTELLINA IN CHIANTI – Don Roberto Malpelo è, da fine giugno, il nuovo parroco di Castellina in Chianti.

Una comunità che lo ha subito accolto con calore, e che domenica 21 luglio gli ha dato il benvenuto “ufficiale” durante la festa della Misericordia castellinese.

Il Gazzettino del Chianti ha così fatto due… chiacchiere con don Roberto. Per farsi racocntare il suo arrivo, le sue impressioni, i suoi obiettivi.

“Essere parroco, sacerdote – inizia don Roberto – è un dono. Il Signore continuamente ci riempie di doni: ogni uomo, ogni persona”.

“In questo tempo – continua – in questa stagione della mia vita il Signore, tramite la scelta del nostro Arcivescovo cardinale Augusto Paolo Lojudice,  mi ha fatto questo grande dono: essere parroco a Castellina in Chianti”.

“E’ il cuore che mi sta guidando in questi giorni – ci racconta ancora il sacerdote – una grande gratitudine”.

“La comunità di Castellina in Chianti – sottolinea – è davvero bella, umanamente e spiritualmente. Sono stato accolto in modo stupendo, e ringrazio tutti per l’affetto e il cuore accogliente”.

“Sono erede di un grande passato – tiene a dire – di sacerdoti che hanno lasciato un segno grande, bello, importante. Ricordo gli ultimi tre, monsignor Gino Giannnini, che è stato qui molti anni, don Luciano Tomek, don Renato Rotellini. Sacerdoti di profonda cultura, e di grande spiritualità”. 

Torna poi a guardare la “sua” nuova realtà: “Castellina è una realtà viva – la descrive così – con tante iniziative, la Misericordia, tante associazioni, culturali e di volontariato. Il fatto cristiano permea ogni aspetto dell’uomo, della natura, dell’arte, della cultura, e Castellina è un piccolo scrigno”.

Come la chiesa di San Salvatore, luogo di fede, spiritualità, comunità, ma anche di arte e cultura: “La chiesa come sempre, poiché è nel suo Dna, condividerà un cammino culturale di arte, di pietà popolare”.

“In tal senso ad esempio – annuncia – i primi di settembre ci sarà una settimana di festa religiosa in onore di San Fausto. Con iniziative popolari, culturali, ovviamente religiose, in onore di questo grande martire, amatissimo in tutta questa comunità”.

“Desidero essere sacerdote fra fratelli e sorelle, nella quotidianità – conclude don Roberto – nella semplice e bella vita di ogni giorno. E vorrei concludere citando un passo della lettera di San Pietro, che dice: Per grazia di Dio ogni cristiano deve creare pace e armonia, essere partecipe delle gioie e dei dolori di fratelli e sorelle, armati di affetto fraterno. Tutti noi siamo chiamati a vivere e donare la benedizione di Dio. Con questo cuore mi appresto a vivere questo periodo, mio e di questa comunità”.

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