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martedì 30 Giugno 2026
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    Incendio e danneggiamento del Leccio di Belmonte: individuati i presunti responsabili

    Sono quattro minorenni, identificati grazie alle indagini dei carabinieri di Grassina: deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze

    BAGNO A RIPOLI – A seguito dell’evento incendiario che ha gravemente danneggiato il Leccio
    monumentale di Belmonte (albero ultrasecolare di altissimo valore storico, paesaggistico e ambientale, iscritto nel Registro Regionale degli Alberi Monumentali della Toscana), all’interno di una proprietà della Misericordia di Firenze, i carabinieri della Stazione di Grassina, hanno attivato subito un percorso investigativo.

    Che ha portato all’individuazione dei presunti responsabili, deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze. Si tratta, infatti, di minori di 18 anni.

    L’allarme è scattato nella notte tra il 20 e il 21 giugno, quando alcuni testimoni, notando fumo e bagliori provenire dall’area boschiva, hanno lanciato l’allarme al Numero Unico di Emergenza 112.

    Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri del Nucleo Radiomobile di Firenze, accertando che l’albero presentava gravi danni da combustione, con un particolare e preoccupante interessamento della cavità interna del tronco.

    A seguito di un sopralluogo effettuato da consulenti agronomici il 24 giugno, è emerso fortunatamente che il leccio conserva condizioni vegetative complessivamente buone.

    Gli esperti hanno evidenziato che, allo stato, non vi sono situazioni in grado di comprometterne la stabilità o la sopravvivenza, pur raccomandando un costante e attento monitoraggio.

    Nel frattempo le indagini, condotte dai carabinieri della Stazione di Grassina con il supporto dei carabinieri forestali e della Sezione Investigazioni Scientifiche di Firenze, sono partite dall’analisi dell’area circostante la pianta.

    Nelle immediate vicinanze sono stati rinvenuti numerosi indizi: contenitori di bevande, confezioni alimentari, residui di cibo e un’area circolare contenente cenere.

    L’elemento di svolta è stato il ritrovamento di uno scontrino fiscale emesso presso un supermercato locale, i cui articoli coincidevano con i residui trovati sul posto.

    L’acquisizione e l’analisi dei sistemi di videosorveglianza dell’esercizio commerciale e di un’azienda situata lungo il percorso verso il bosco hanno permesso di individuare un gruppo di quattro giovanissimi ragazzi, tutti minorenni, diretti verso l’area del Leccio con bottiglie e generi alimentari.

    Identificati e convocati in Stazione, i quattro giovani hanno ammesso le proprie responsabilità: raccontando di essersi recati presso l’albero e di aver acceso in prossimità del tronco, utilizzando un accendino e piccoli rami. Il loro intento era quello di cuocere dei wurstel acquistati poco prima.

    Accortisi dell’improvviso e pericoloso aumento delle fiamme, avrebbero (secondo il loro racconto) cercato di estinguere il fuoco utilizzando l’acqua in loro possesso e calpestando il materiale incendiato.

    Credendo erroneamente di aver spento del tutto il focolaio, si sono poi allontanati, senza avvisare nessuno dell’accaduto.

    Come confermato dalle perizie agronomiche, le particolari caratteristiche del legno e della struttura interna di un esemplare così vecchio hanno fatto sì che la combustione continuasse tuttavia a covare e propagarsi lentamente all’interno della cavità, emergendo in modo visibile solo in seguito.

    Alla luce delle evidenze raccolte e delle ammissioni, il loro comportamento è stato segnalato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze per le eventuali ipotesi di reato di distruzione, dispersione, deterioramento, deturpamento, imbrattamento e uso illecito di beni culturali o paesaggistici, danneggiamento seguito da incendio e violazione di domicilio.

    Al fine di tutelare il sito e monitorare la ripresa della pianta, l’area in cui insiste il leccio è stata ora delimitata con appositi nastri, cartelli e dotata di sistemi di fototrappole.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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