IMPRUNETA – È stata inaugurata dal sindaco Riccardo Lazzerini, dal presidente di Auser Impruneta Felice Madaschi, dal gallerista Nicola Nozzoli e dal collezionista Felice Terziani la mostra antologica dedicata a Vinicio Berti, ospitata al Loggiato del Pellegrino a Impruneta.
L’esposizione ricostruisce l’intero percorso dell’artista: dagli esordi realistico‑espressionisti fino alla piena adesione alla pittura astratta, sancita nel 1950 con la firma del “Manifesto dell’astrattismo classico”.
Nato a Scandicci nel 1921, Berti documentò gli anni della guerra con disegni e dipinti; nel 1945 fondò con Brunetti e Caverni il giornale Torrente, esperienza che segnò il suo rapporto tra arte e impegno politico. Nel 1946 fu tra i promotori del movimento “Arte d’oggi”, riferimento per molti artisti italiani del dopoguerra.
Parallelamente sviluppò una vasta attività di illustratore e vignettista, legando il suo nome a personaggi come Gian Burrasca, Pinocchio, Chiodino e Atomino. Morì a Firenze nel 1991.
“Per me è davvero un onore che Auser Impruneta abbia deciso di organizzare questa mostra antologica così importante dedicata a Vinicio Berti – dice Lazzerini – un artista che considero ancora sottovalutato rispetto a tutto ciò che ha espresso”.
“Era un fiorentino – sottolinea – uno dei nostri, con un linguaggio immediatamente riconoscibile. Per molti è stato anche colui che ha illustrato e interpretato le storie di Pinocchio”.
“In una Firenze spesso conservatrice – conclude – un artista così immaginativo e audace rappresenta una rottura necessaria e preziosa, capace di riportare al centro un modo diverso di intendere l’arte”.
Orari di apertura: 1–2–3 luglio 17.30–19.30; 4–5 luglio 10.30–12.30; 8–9–10 luglio 17.30–19.30; 11–12 luglio 10.30–12.30.
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