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domenica 5 Luglio 2026
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    “Via Montopolo: una tragedia annunciata. Oggi è morto Matisse, domani potrebbe essere una persona”

    "Chi lo ha travolto non si è fermato. L’impatto è stato talmente violento da far addirittura sganciare il collare che portava al collo. Ma questa non vuole essere la storia di un gatto..."

    Ci sono dolori che non si possono descrivere.

    Venerdì sera 2 luglio il mio gatto Matisse è stato investito e ucciso in Via Montopolo, a San Casciano. Chi lo ha travolto non si è fermato.

    L’impatto è stato talmente violento da far addirittura sganciare il collare che portava al collo.

    Ma questa non vuole essere la storia di un gatto. Vorrei che fosse la storia di una tragedia annunciata.

    Da anni segnalo la pericolosità di via Montopolo. Molto prima che la questione arrivasse in consiglio comunale avevo già chiesto direttamente all’amministrazione di intervenire, rappresentando una situazione che chi vive questa strada conosce bene: auto che percorrono il tratto a velocità ben superiori ai limiti consentiti, una carreggiata in discesa che favorisce l’accelerazione e un costante senso di insicurezza per chi vi abita.

    Nel tempo sono seguite interrogazioni, lettere e ulteriori richieste nelle quali non mi sono limitata a denunciare il problema, ma ho anche proposto possibili soluzioni.

    Dopo anni di attesa è stato finalmente realizzato un attraversamento pedonale rialzato.

    Purtroppo devo dire con amarezza che quell’intervento non ha risolto il problema.

    L’attraversamento è poco pronunciato e, per come è stato realizzato, non determina un reale rallentamento dei veicoli. Il semplice limite dei 30 km/h, inoltre, non è accompagnato da una vera “Zona 30”, con tutti gli accorgimenti necessari per indurre gli automobilisti a moderare realmente la velocità.

    Matisse

    La sera dell’incidente mia figlia, insieme ad alcuni residenti che si sono fermati ad aiutarla, ha recuperato Matisse dalla strada.

    E mentre erano lì, in mezzo alla carreggiata, altre auto continuavano a transitare a velocità sostenuta.

    È un fatto che dovrebbe far riflettere tutti.

    In queste ore ho letto decine di messaggi di cittadini che confermano ciò che denuncio da tempo.

    Tra questi anche il post di un cittadino, che ringrazio, e che per primo si è fermato sul luogo dell’incidente ed ha assistito ai fatti e che ha espresso la preoccupazione che molti condividono: oggi è stato investito un gatto, domani potrebbe essere un bambino o un anziano.

    È esattamente questo il punto.

    Non voglio cercare colpevoli a tutti i costi, né alimentare polemiche.

    Vorrei semplicemente che questa tragedia non fosse inutile.

    Per questo nei prossimi giorni raccoglierò tutta la documentazione relativa alle segnalazioni effettuate negli anni, promuoverò una raccolta firme tra i residenti e chiederò nuovamente un confronto con l’amministrazione affinché vengano adottati interventi realmente efficaci.

    Se ciò non dovesse avvenire, valuterò di presentare un esposto alle autorità competenti.

    La sicurezza stradale non può essere affrontata con interventi simbolici.

    Ha bisogno di ascolto, di progettazione e di soluzioni adeguate.

    Perché oggi ho perso Matisse.

    E il mio pensiero, da allora, è sempre lo stesso: se al suo posto ci fosse stato un bambino?

    Spero che nessuno debba mai scoprirlo.

    Simona Codevilla

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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