GREVE IN CHIANTI – Pubblichiamo l’ultimo saluto del sindaco di Greve in Chianti, Paolo Sottani, a Franco Bernabei.
L’enologo, veneto di nascita ma grevigiano di “adozione”, si è spento a 73 anni.
Lunedì 6 luglio si sono svolti i funerali nella chiesa di Santa Croce, a Greve in Chianti.
Greve in Chianti, addio a uno dei grandi del vino italiano: a 73 anni si è spento Franco Bernabei
Ci troviamo qui, oggi, a Greve in Chianti, in tantissimi, venuti da ogni parte d’Italia, per vivere insieme un momento che nessuno di noi avrebbe voluto affrontare.
Un momento di dolore profondo, di commozione sincera, ma anche di gratitudine. Perché quando una comunità si raccoglie così numerosa attorno a una famiglia, attorno a una persona che non c’è più, significa che quella vita ha lasciato un segno vero.
Significa che il cammino di Franco Bernabei non è stato soltanto una storia personale, professionale o familiare, ma è diventato parte della storia di tanti di noi.
Come avrete potuto vedere in questi giorni, sono stati moltissimi i comunicati, i messaggi, i ricordi di tante persone; Imprenditori, professionisti, amici, personalità legate al mondo del vino, ma non solo.
Trovarmi qui, oggi, a portare anche io un ricordo di Franco mi mette sinceramente in difficoltà, perché ci sono molte persone più titolate del sottoscritto per raccontare la grandezza della sua esperienza e della sua competenza, la portata del suo contributo.
Ma Franco Bernabei è stato certamente una figura di rilievo per Greve in Chianti, per il Chianti e per l’intero settore italiano del vino.
Per questo, a nome della nostra comunità, desidero esprimere le più sentite condoglianze alla moglie Daniela, ai figli Marco e Matteo, ai suoi familiari e a tutte le tantissime persone che oggi piangono la sua scomparsa.
Franco Bernabei non ha mai voluto abbandonare il legame con la sua città natale, Abano Terme, ma a tutti gli effetti possiamo considerarlo un nostro concittadino, un grevigiano di adozione.
Arrivò a Greve in Chianti nel lontano 1972, quando il nostro Chianti non era ancora quello che conosciamo oggi. Fu raggiunto dopo pochi anni dalla moglie Daniela, con la quale ha condiviso oltre cinquant’anni di vita, costruendo qui la sua famiglia, crescendo i figli e vedendo nascere e crescere i nipoti.
Sabato scorso, durante un mio saluto alla famiglia, Daniela mi raccontava che non avrebbe mai immaginato di potersi trasferire a Greve. Quando Franco la chiamò, venne qui senza alcuna intenzione di rimanerci davvero. E invece Greve è diventata anche la sua casa.
Insieme a Franco ha visto cambiare profondamente questo territorio, lo ha visto trasformarsi, crescere, affermarsi, fino a diventare uno dei luoghi più riconosciuti e amati nel panorama vitivinicolo internazionale.
Franco Bernabei aveva le sue convinzioni. Credeva profondamente nel vitigno Sangiovese, tanto da essere stato soprannominato “Mister Sangiovese”.
Pensare, negli anni Settanta, a un vino fatto solo con vitigno Sangiovese nel nostro territorio era visionario.
A lui, che ne era un convinto sostenitore, questa idea attirò critiche, resistenze e difficoltà nei primi anni della sua attività. Estremizzando, potremmo dire che Franco fu considerato quasi un eretico.
Ma era una persona determinata, convinta delle proprie idee, schietta, diretta, capace di portare avanti una visione anche quando quella visione sembrava andare controcorrente.
E così, in questa come in altre questioni, il tempo gli ha dato ragione. Per la verità, gli sono bastati pochi anni per passare dall’essere considerato un eretico a diventare “Mister Sangiovese”, contribuendo in maniera determinante a fare del Sangiovese e del Chianti Classico, in questi cinquant’anni, uno dei vini più apprezzati al mondo.
Ha formato un’intera generazione di imprenditori del vino e di professionisti, ed è stato uno dei protagonisti del cambiamento della percezione del vino italiano nel mondo.
Lo può testimoniare Giovanni Manetti, attuale presidente del Consorzio del Chianti Classico, allora giovane imprenditore che si affacciava al mondo del vino e che fin dall’inizio seguì i consigli e le intuizioni che Franco Bernabei gli indicava come suo enologo.
Questo è solo un esempio, perché sono tantissime le aziende, prima nel Chianti Classico e poi in diverse regioni d’Italia, che sono cresciute in qualità, entrando nei mercati internazionali, anche grazie al lavoro, alla competenza e alla visione di Franco.
Nel corso della sua carriera Franco Bernabei ha ricevuto i più prestigiosi riconoscimenti del settore ed è stato chiamato a intervenire in moltissimi convegni, incontri e occasioni pubbliche, portando ovunque la sua esperienza e la sua autorevolezza.
Ma credo che il riconoscimento più grande sia quello che oggi vediamo attorno a noi: la stima di chi ha lavorato con lui, l’affetto di chi lo ha conosciuto, il rispetto di un intero settore che in lui ha visto non solo un tecnico di altissimo livello, ma un punto di riferimento, una persona capace di indicare una strada.
Franco non si è limitato a interpretare il vino: ha contribuito a cambiarne il linguaggio, l’identità e la prospettiva.
Franco ci ha lasciato prematuramente, all’età di 73 anni, quando ancora molto aveva da dare al nostro territorio e al mondo del vino in generale.
Oggi lascia una responsabilità importante ai figli Marco e Matteo chiamati a proseguire un percorso che Franco ha saputo tracciare con forza, competenza e passione.
Un’eredità che non consiste nel ripetere semplicemente ciò che lui ha fatto, ma nel custodirne lo spirito, continuando a guardare avanti con la stessa serietà e la stessa capacità di innovare.
Pur essendo di origine veneta, e pur non avendo mai perso il suo accento, Franco Bernabei si pone nel nostro territorio come una figura di primo piano. La sua filosofia è diventata, in molti aspetti, anche la filosofia del Chianti: unire vino e rispetto del territorio, qualità e identità, innovazione e radici.
In questo modo ha contribuito anche a far crescere la conoscenza turistica del nostro Chianti, perché quando un vino racconta bene la propria terra, porta con sé anche il paesaggio, la cultura, la storia e la comunità che lo hanno generato.
Permettetemi anche un ricordo personale. Ho imparato a conoscere Franco da quando ho iniziato il mio percorso nell’amministrazione comunale, e in questi anni ho avuto modo di apprezzarne la capacità, la competenza e la lucidità.
Dall’inizio del mio mandato di sindaco, abbiamo scoperto di condividere una prospettiva per il territorio: la volontà di portare in alto il nostro Chianti e, con esso, il nostro prodotto principe, il vino.
I suoi consigli mi sono stati molto utili nel rapporto con il settore vitivinicolo, e più volte ho trovato in lui un interlocutore competente, attento, appassionato e profondamente legato a questa terra.
Il suo essere diretto, a volte anche molto diretto, è stato da me sempre apprezzato. Franco diceva ciò che riteneva giusto, con chiarezza e con lealtà.
E questa è una qualità rara, soprattutto quando è accompagnata da competenza e da amore sincero per il territorio.
Con lui si poteva discutere, ci si poteva confrontare, anche non essere d’accordo, ma si sapeva sempre di avere davanti una persona autentica.
Oltre alla sua competenza, alla sua esperienza e alla sua storia, che lo hanno reso un maestro del vino, mi mancherà proprio questo: la sua onestà intellettuale.
La capacità di dire le cose come stavano, di difendere le proprie idee senza ambiguità, di guardare ai problemi con concretezza e insieme con visione.
È una qualità che non si insegna nei convegni e non si misura nei riconoscimenti, ma che resta impressa nelle persone e nelle relazioni.
Grazie Franco, per tutto quello che hai fatto per questo territorio in questi anni. Greve in Chianti non lo dimenticherà. Il Chianti non lo dimenticherà. La tua assenza lascia un vuoto grande, ma il tuo lavoro e la tua visione continuerà ad accompagnarci.
Ne parlerò con calma con la famiglia, non è questo il momento, però sarebbe bello poter continuare a ricordare Franco Bernabei, con una borsa di studio o un premio annuale che potremmo istituire, come amministrazione comunale ma solo se sarà anche una loro volontà.
A Daniela, a Marco, a Matteo, ai familiari e a tutte le persone a lui più care va il nostro abbraccio più forte.
A nome dell’amministrazione comunale e di tutta la comunità di Greve in Chianti, esprimo le nostre più sentite condoglianze.
Paolo Sottani, sindaco di Greve in Chianti
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