BAGNO A RIPOLI – La Biblioteca Comunale di Bagno a Ripoli ricorda Riccardo Francovich, professore di archeologia medievale e studioso di fama internazionale, cittadino di Bagno a Ripoli per oltre un trentennio.
Lo fa ospitando la mostra 'Riccardo Francovich. Conoscere il passato, costruire la conoscenza', organizzata dal Dipartimento di Scienze Storiche e dei Beni Culturali dell'Università di Siena, già allestita l'anno scorso a Siena, Montalcino, San Miniato, Rocca San Silvestro, Poggibonsi e Grosseto.
L'esposizione, che sarà inaugurata sabato 10 febbraio 2018, alle 17 nello Spazio Più della Biblioteca, sarà visitabile fino al 24 febbraio, nei consueti orari di apertura della biblioteca (lun-giov. 8.30-19; ven. 13.30-19; sab. 8.30-19).
Interventi di: Annalisa Massari, assessora alla cultura del Comune di Bagno a Ripoli; arch. Giuseppe Bartolini; Giovanna Bianchi (Università di Siena); Tommaso Detti (Università di Siena); Stefano Gasparri (Università di Venezia, presidente Sismed-Società Italiana degli Storici Medievisti); Maria Cristina La Rocca (Università di Padova).
“La mostra è l'occasione per ricordare la figura di un grande studioso di fama internazionale, per molti anni cittadino di Bagno a Ripoli – dicono il sindaco e l'assessora alla cultura -. Attraverso filmati, foto e testi, l'esposizione, che sta percorrendo i comuni in cui Francovich, fiorentino, svolse la sua opera di studioso e ricercatore, ricostruisce il suo percorso umano e intellettuale, dalle prime campagne di scavo alla fondazione della rivista 'Archeologia Medievale', un punto di riferimento per una disciplina al cui sviluppo egli dette un contributo fondamentale".
Continua il sindaco: "Se ne ricordano le ricerche, i progetti e i risultati, ottenuti con un approccio innovativo e originale: per primo intuì ad esempio l'importanza dell’informatica in Archeologia. Per Francovich ricostruire storie attraverso l’archeologia significava pure animare la vita culturale e intervenire nella salvaguardia degli stessi beni culturali, un messaggio attuale, che seppe trasmettere con entusiasmo alle generazioni di studenti che lo conobbero. Apprezziamo la sua opera di innovazione e promozione della cultura, che nei nostri programmi ha un ruolo di fondamentale importanza come contributo formativo e come attenzione ai bisogni culturali della comunità ripolese”.
di Redazione
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