BAGNO A RIPOLI – “Mentre un’ondata di calore soffoca l’Europa e ci ricorda che asfalto e cemento non sono neutri, il Comune di Bagno a Ripoli annuncia che bisogna togliere asfalto per fare spazio al verde. Bene. Ne siamo sinceramente felici. Meglio tardi che mai. Anzi: meglio obbligati che mai”.
E’ la riflessione della lista civica (e gruppo consiliare di opposizione) Per una Cittadinanza Attiva, che a Bagno a Ripoli fa sapere che “non siamo esattamente davanti a un improvviso lampo di lungimiranza”.
A Bagno a Ripoli diventa obbligatorio rimuovere asfalto e cemento per creare aree verdi
“Il depaving – ricordano – entra nel quadro degli obblighi europei sul ripristino della natura: lo stesso Regolamento UE che Cittadinanza Attiva, anche insieme al prof. Paolo Pileri, ha indicato da tempo come vincolante, mentre anche il Sindaco preferiva trattarlo come un riferimento lontano o non immediatamente rilevante”.
“Poi – aggiungono – come spesso accade, l’annuncio arriva con tutta la forza dei numeri, dei comunicati e dei reel. Peccato che il provvedimento debba ancora passare dal consiglio comunale…”.
“Quanto alla “condivisione” e al “patto tra forze politiche per il bene della cittadinanza” – rimarcano ancora – prendiamo nota: valgono soprattutto quando si devono fare le bucce a noi. Quando invece l’amministrazione presenta una proposta, il confronto può arrivare anche dopo l’annuncio pubblico”.
“Ma ora viene la parte interessante – incalzano – Capire se siamo davanti a una vera svolta o a una bella passata di verde sopra una politica urbanistica che continua a consumare territorio. Togliere 300 mq di asfalto da una scuola è positivo. Soprattutto sotto questo caldo. Ma se intanto si continuano a prevedere nuove impermeabilizzazioni, nuovi parcheggi e nuove trasformazioni, il depaving rischia di diventare solo una foglia di fico ecologica. Con poca ombra, peraltro”.
“Noi lo diciamo da tempo – ricordano – Da molto tempo. Se c’è un briciolo di lungimiranza in questa vicenda, appartiene a chi difende il territorio prima che diventi emergenza, non a chi lo scopre quando diventa obbligo. Quindi bene l’annuncio. Ora vediamo gli atti”.
“Quanti metri quadrati verranno davvero restituiti alla permeabilità? – domandano – Dove? Con quali tempi? Con quale monitoraggio? E soprattutto: quanta nuova impermeabilizzazione si intende evitare?”.
“Noi continueremo a guardare il territorio – concludono da Cittadinanza Attiva – non solo i comunicati. Il futuro non si depavimenta a parole”.
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