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lunedì 5 Dicembre 2022
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    I giovani della scuola di Chiantiform protagonisti di Officina Italia su Rai3

    I sindaci del Chianti: "Un'opportunità formativa che garantisce lavoro nelle aziende del nostro territorio"

    SAN CASCIANO – I giovani del Chianti coltivano il loro futuro nelle opportunità della terra. Nelle scorse settimane hanno svolto una delle fasi più importanti delle loro lezioni “sul campo”, tra le vigne e gli ulivi al fianco dei docenti, e alcuni iscritti al primo anno della scuola sono ancora impegnati a raccogliere le olive e a seguire il processo della spremitura a freddo nei frantoi, impianti tecnologici in contesti storico-ambientali di elevato pregio, attivi nel territorio del Chianti Classico.

     

    Sono nove i ragazzi della sesta edizione della scuola promossa dai Comuni del Chianti, iniziata lo scorso marzo, che a San Casciano, nella sede di via della Libertà, adiacente alla scuola media Ippolito Nievo, hanno scelto di essere protagonisti del loro futuro imparando a conoscere i segreti della terra e ad apprendere strumenti e attività del mondo dell’agricoltura.

     

    E’ il sogno che stanno realizzando, quello di lavorare nel luogo in cui sono nati, e che hanno raccontato alle telecamere del programma nazionale Officina Italia, in un servizio di Frida Zampella, andato in onda ieri su Rai 3.

     

    Gli studenti, inseriti in un percorso professionale biennale che forma i professionisti della coltivazione e ne certifica le competenze a livello europeo, hanno un’età compresa tra i 16 e i 18 anni (non compiuti al momento dell’iscrizione) e un comune denominatore: l’interruzione degli studi degli istituti superiori, dopo aver concluso l’iter della scuola dell’obbligo.

     

    “L’opportunità che deriva da una formazione altamente professionalizzante e settoriale come quella proposta da Chiantiform – commenta i sindaci del Chianti – è quella di offrire una chance lavorativa concreta, i ragazzi acquisiscono nozioni pratiche, oltre a quelle teoriche condotte da insegnanti e professionisti del settore. Delle 2100 ore complessive 800 le trascorrono tra i campi e in azienda, avendo così la possibilità di farsi conoscere e prendere contatti con la rete di aziende agricole che collabora attivamente con la scuola e nella maggior parte dei casi assume i giovani, usciti dal corso”.

     

    Duplice dunque la funzione dell’attività formativa di Chiantiform che insegna in aula e all’aperto la coltivazione della vite e dell’olivo, la potatura, il processo di trasformazione dei prodotti agroalimentari, il lavoro in cantina, l’accoglienza e la conoscenza generale delle attività inerenti alla vita della fattoria.

     

    “Siamo di fronte ad un percorso formativo di successo, attestato dal 90 per cento dei diplomati, assunti dalle aziende anche a tempo indeterminato – aggiungono i sindaci – che ha un’importante funzione sociale ed economica. La scuola forma i professionisti che avranno un ruolo fondamentale nel sostenere il ruolo e il rilancio dell’agricoltura come pilastro economico nello scenario nazionale e mantenere vitali, belle e produttive le colline del nostro territorio.

     

    L’altro obiettivo su cui investiamo, grazie alle risorse ministeriali, oltre 100mila euro il contributo statale finanziato da Fondi Sociali Europei, attraverso la Regione Toscana Giovani, che ad ogni nuova edizione è stato assegnato alla scuola, è indirizzare i giovani drop out alla progettazione di una nuova vita scolastica e lavorativa allo scopo di contrastare la dispersione scolastica, fenomeno che in Toscana si aggira intorno al 10 per cento, e inserire i ragazzi quasi nell’immediato nel mondo del lavoro, un percorso che stimola, qualifica figure specifiche di cui le aziende hanno bisogno e danno fiducia al futuro dei giovani non interessati a coltivare il sistema tradizionale scolastico”.

     

    La scuola è presieduta da Roberto Rappuoli, diretta da Giordano Meneghini con una valida équipe di segreteria organizzativa e tutor coordinata da Dorina Lile.

     

    Per vedere il servizio clicca qui (minuto 24')

     

    di REDAZIONE

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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