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venerdì 19 Luglio 2024
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    Allenatore, società, giocatori: occhio che si coprono a vicenda

    Ho speso molto spazio di questa rubrica per ricordare a tutti quanto abbia operato male la proprietà, quanto abbia tirato il freno a mano soprattutto in gennaio con le famose dichiarazioni di Cognigni sulla Champions League (“bella ma anche pericolosa finanziariamente”).

     

    Ho anche scritto molto su Sousa e sui suoi ultimi 2 mesi a dir poco imbarazzanti, senza un’alternativa di gioco, senza un’idea, senza anima, senza preparazione fisica… Il tutto caldeggiato dalle parole più deliranti dell’anno (“i ragazzi hanno anche fatto troppo”) dette a metà febbraio.

     

    Del resto questa orripilante serie di risultati negativi non può essere una colpa esclusiva di qualche settore, a qualsiasi livello. E quindi, anche se in tono minore, qualcosa dovremo rimproverare anche ai nostri calciatori, alcuni veramente “seduti” da diverso tempo.

     

    Ultimi ma non ultimi anche noi tifosi. Facciamo gli striscioni a fine gennaio, in piena lotta Champions… Poi si finisce quinti e inanelliamo prestazioni mortifere e nessuno sa che pesci pigliare. Uno ce l’ha con la proprietà, l’altro con l’allenatore, l’altro con i giocatori, l’altro è felice perchè quinto è sempre meglio che sesto o settimo.

     

    Appurato tutto questo, la cosa che mi manda letteralmente ai matti è questa serie di dichiarazioni – nondichiarazioni che oltrepassano il senso del reale.

     

    Alcuni si lamentano del silenzio societario (anche se è bene sottolineare che se il silenzio deve essere rotto dalle penose banalità di Andrea Della Valle, forse meglio il silenzio), quando in realtà le dichiarazioni ci sono. Piano piano tutti i nostri “protagonisti” parlano e fanno a gara a chi spara dichiarazioni più “aliene”.

     

    Come se da agosto a ieri fossero stati su Marte e oggi fossero ri-scesi.

     

    Di poco fa le dichiarazioni di Pradè: “non ho visto atteggiamenti sbagliati dei giocatori”. Poi Sousa: “abbiamo voglia di vincere, di riprenderci per concludere bene la stagione come meritiamo”. Bernardeschi: “pensiamo solo a vincere”. Rogg: “difenderemo una posizione comunque non preventivata ad inizio stagione”.

     

    Non dimentichiamo poi il fondamentale Andrea Della Valle (a marzo): “abbiamo messo dei premi per il piazzamento Champions” (sì, ripeto. Lo ha messo a marzo il premio).

     

    No, non mi faccio prendere in giro nè dalla proprietà, nè dai più scarsi dirigenti degli ultimi 20 anni, nè da un allenatore che fa della comunicazione la sua arma di punta.

     

    Si stanno coprendo.

     

    La proprietà non vuole arrivare oltre il quarto posto e ogni anno se siamo sotto fa di tutto per risalire e se siamo sopra fa di tutto per rallentare.

     

    Paulo Sousa vuole la ribalta europea e se gli comprano quel che vuole bene, altrimenti tira i remi in barca, fa due dichiarazioni intelligenti per far innamorare i tifosi e poi “se ne lava le mani”, tanto una panchina la ritrova. Anche meglio di questa.

     

    I giocatori che si ritrovano senza alcun leader carismatico trainante (perchè quelli che abbiamo sembrano “Winnie the pooh”), appena hanno capito che non era più importante impegnarsi perchè salire non interessava, corrono la metà, si impegnano la metà, si incazzano la metà anche se riscuotono sempre prezzo pieno.

     

    E noi tifosi? Vogliamo davvero partecipare “a questa mensa”, oppure decidiamo la strada da percorrere?

     

    Vogliamo sostenere una situazione di questo tipo, con il bilancio perfetto, campioni pochi e vendibili, quarto-sesto posto praticamente garantito a vita…. Oppure vogliamo contestare civilmente una proprietà (loro sì) completamente asettica, composta da ragionieri e totali ignoranti di calcio, che non ha il minimo progetto in prospettiva sportiva nè il minimo interesse nella comunicazione, che non ha considerazione dei tifosi nè la minima percezione di come è fatta Firenze, pur essendo qui da 15 anni?

     

    Sarà bene pensarci. Velocemente.

     

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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