Prevedibile e anche ampiamente scritto negli articoli dei giorni scorsi.
Purtroppo è così e anche le solite banalità del “lottiamo fino in fondo” francamente mi rimangono molto molto difficili da scrivere.
La gara col Verona è il coronamento dell’ennesimo complotto architettato a danno di città, tifosi e staff sportivo.
Così come con Prandelli, con Montella e adesso con Paulo Sousa, si mina all’equilibrio della squadra con continue promesse disattese, con ripetute frasi che fanno seguire fatti tesi precisamente a coronare l’obiettivo che altro non è che “l’Europa minore”.
Tutto questo fu spiegato perfettamente da Cognigni, quando disse che la Champions era affascinante ma che presentava pericoli finanziari pluriennali, con l’obbligo di aumentare pericolosamente il monte ingaggi.
Ogni allenatore ha poi la propria forza interna alla proprietà e la propria forza mentale per resistere a quelle che sono continue prese in giro. Paulo Sousa era partito subito forte, con la cessione di Savic a 2 giorni dal suo arrivo, deglutita subito con difficoltà.
Il problema grosso del portoghese è che ha retto 4 mesi.
Ha sperato nel mercato di agosto, fatto comunque ampiamente al risparmio. Allora si è messo di impegno e avrà pensato: “Cazzo, se gli porto dei risultati non potranno non ascoltarmi e a gennaio completeranno la squadra!”, ma povero Paulino, ma dove hai vissuto fino a oggi… .
Come tu non possa sapere che qua non sono interessati ai punti ma solo al budget è incredibile. Ma le hai prese due o tre informazioni, prima di firmare?
Qua c’è un budget per tutto, anche per i punti da fare. Non puoi nè farne di più nè farne di meno, capisci?
Siccome però le rassicurazioni si susseguivano e Pradè & co. ribadivano con forza che il difensore sarebbe arrivato, magari Paulino ci ha creduto. E poi ci è rimasto male. Ma così male da perdere proprio le forze nervose.
Ed è così che ci trasciniamo da gennaio in poi, con un allenatore lucido a tratti che poi fa dichiarazioni deliranti (“I ragazzi hanno fatto anche troppo”) o formazioni che non hanno un riscontro logico (quella di ieri, Gonzalo a parte, è francamente cervellotica. Con 9 giorni di tempo per riposare e 10 sole gare al termine di tutto… Che senso ha fare ulteriori cambi quando hai già il capitano e i due mediani titolari indisponibili?)
E adesso siamo così, in mezzo al guado di una stagione a tratti sorprendente e poi deludente, nonostante la posizione in classifica sia più che dignitosa e i risultati più che consoni rispetto quella che è la storia della Fiorentina.
Con un allenatore completamente demotivato e demoralizzato, con una squadra che “oramai ha già dato anche troppo” ed è quindi autorizzata a mandare tutto in vacca.
Il problema non è affatto la classifica.
Il problema è avere una proprietà così importante che però non ha la minima intenzione di avere un rapporto con la città, che non chiarisce niente e ci riempie di bugie in serie.
Che si circonda di dirigenti completamente incapaci o menefreghisti, gente che compra calciatori a caso o che da due anni non ha trovato uno straccio di sponsor o un maledetto difensore centrale vivente.
Ci volevano far passare l’acquisto di Benalouane e Kone come genialate vere e proprie, trattative ben ponderate, quando invece sono state fatte completamente a caso, senza la minima previsione.
Ci vogliono far passare la volontà da parte di tutti di arrivare terzi quando la realtà è opposta.
Ci vogliono far passare questa continua ricerca della mediocrità come il punto più alto della storia di una squadra di calcio. E parecchi ci credono ancora.
Mi raccomando, adesso tutti uniti e compatti verso il nuovo obiettivo: fare causa al Leicester e chiedere i danni per averci venduto un calciatore rotto. Una battaglia di grande civiltà e progresso, paragonabile solo al “Cartellino Viola” o al “Terzo Tempo”.
Così che quando vinceremo la causa contro il Leicester e contro Salah ci ritroveremo tutti a festeggiare… . O forse ci sveglieremo tutti sudati.
© RIPRODUZIONE RISERVATA



































