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lunedì 27 Aprile 2026
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    Borja e Gonzalo: i capitani viola senza coraggio nè carisma

    No per carità, non mi metterò a parlare di Chievo-Fiorentina, non avrei niente da dire.

     

    Vorrei aprire un piccolo discorso extra-societario. Oddio, non del tutto “extra”, la società c’entra sempre. Se ci ritroviamo in questa melma è certamente un merito loro quasi esclusivo. Però ci sono altre figure che godono di questo alibi per fare molto meno di quel che potrebbero.

     

    In primis l’allenatore. Uno che in 10 partite fa 8 punti, in questo mini-campionato sarebbe diciottesimo. Uno che dopo 4 mesi allucinanti ci dice: “Eh forse sì, anche io ho avuto un piccolo calo mentale”. Eh, giusto un pelino.  

     

    Il capitano, Gonzalo, oramai non è più presentabile da un bel po’ ma anche qui silenzio. È una costante di questi 4 anni in viola. Prima parte di stagione solitamente ottima, poi da gennaio in poi arrivano le amnesie.

     

    Il “sindaco” Borja poi, un centrocampista privo di qualsiasi malizia. Fin troppo generoso, accetta di giocare centrocampista centrale non avendone minimamente la forza nè la grinta. Borja è stato fantastico i primi due anni in viola con Pizarro e Aquilani che gli guardavano le spalle. Senza di loro ha avuto delle difficoltà molto grandi.

     

    Intendiamoci bene, non è che sono completamente pazzo. So anch’io che qualsiasi altro allenatore non avrebbe fatto molto meglio di questo quinto posto e che questi due sono presumibilmente i nostri migliori calciatori in rosa. Ma da loro mi aspettavo ben altro. Mi aspettavo più coraggio, mi aspettavo parole più importanti. Dovrebbero urlare con i compagni, trascinare il pubblico da dentro il campo, dovrebbero essere personalità trainanti.

     

    E invece no. Meno carisma c’è nello spogliatoio, più sarà facile per la società alterare le varie situazioni a proprio piacimento. Alla proprietà sono bastate due parole e due interviste per svuotare il “palloncino di entusiasmo” che c’era. Una mezza intervista di Cognigni, due vuote parole di Rogg e a tutti è improvvisamente mancata l’aria.

     

    Credete che con personalità come quelle di Prandelli, di Mutu o di Batistuta individui come Cognigni o Rogg avrebbero avuto peso?  Credete che Di Livio o Torricelli se lo sarebbero fatto dire “dai concentriamoci nella difesa del quinto posto, obiettivo molto importante” ?!

     

    Al Milan, Galliani è “alla canna del gas” da anni oramai. Per continuare ad ottenere rispetto da quel gruppo di calciatori oramai abbandonati a loro stessi ha bisogno di un capitano che non abbia troppa forza, che non abbia “le palle di dirgli niente”. Ecco perchè Montolivo è capitano da quattro anni.

     

    All’Inter è la stessa cosa. Ci hanno messo un ragazzino come Icardi che non ha niente di interista, e lo gestiscono come gli pare.

     

    Certo che Paulo Sousa, Gonzalo e Borja non sono il problema di questa Fiorentina, ma è un enorme problema se i tuoi uomini più rappresentativi sono privi di personalità, privi di “peso”.

     

    È un enorme problema se questi non riescono ad avere neanche un colloquio con la proprietà quando le cose vanno male, se non hanno “le palle” di alzare la voce, se al termine di partite come quella di Chievo nessuno prova a dire qualcosa in più. Solo Astori si sta esponendo nell’ultimo periodo e temo che la sua riconferma sia in grave pericolo.

     

    Nel calcio la tecnica è una parte di quel che serve per sfondare.

     

    Nel Bari di Ventura, Bonucci e Ranocchia erano due veri talenti. Ranocchia era più elegante, preciso, il meno falloso dei due. Sembrava destinato ad un futuro radioso. Seguo personalmente Ranocchia fin da quando era all’Arezzo.

     

    Eppure Bonucci è diventato un difensore di statura internazionale, ricercato perfino dal Real Madrid. L’altro – quello bravo – è finito a fare disastri alla Sampdoria, unico club che lo fa giocare con continuità. E vista la classifica, si vede pure.

     

    I tifosi queste cose le percepiscono subito. Pur riconoscendo valore a questi uomini, non ci sono cori personalizzati per un calciatore dai tempi di Toni e Mutu.

     

    C’è un enorme vuoto in questo momento. La Fiorentina è tutta completamente nelle mani sbagliate.

     

    Dove stanno finendo Inter, Milan, Fiorentina, Lazio e molte altre squadre senza le loro bandiere?

     

    Il Milan può fare a meno di uno come Maldini? La Fiorentina può fare a meno di uno come Antognoni, di uno come Batistuta?

     

    Senza identità, manca la passione. Senza passione manca la grinta e verranno a mancare anche i tifosi. La Fiorentina non è messa meglio di Inter, Milan e Lazio. Prima lo capiamo e prima troviamo una via d’uscita a questa prigione dorata.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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