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giovedì 25 Luglio 2024
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    Addio Daniele Pradè. Torna Corvino e non mi entusiasmo

    E dire che ve lo avevo scritto la settimana scorsa…: “ma che grinta che ha Danielino nostro”…

     

    Chissà, magari ci credeva davvero e magari sperava davvero di proseguire ancora un altro anno qua a Firenze.

     

    Del resto, lui una piazza così importante nel breve periodo non la ritrova e quindi a costo di avere il contratto rinnovato annualmente, a costo di avere autonomie sempre più risicate, a costo di dover fare da parafulmine a qualsiasi brutta situazione gli si ponesse di fronte… Sarebbe rimasto anche altri dodici mesi a far finta di fare il direttore sportivo.

     

    No grazie, Daniele. Ne prendono uno meno rosicone, che conoscono meglio, che magari avrà mille difetti ma che certi errori non li fa o quantomeno li maschera meglio.

     

    “Salah mai in Italia”, “Salah nostro almeno per 18 mesi”, “non ci faremo trovare impreparati”, “il difensore arriverà” e non so quante altre le frasi lasciate ai posteri negli ultimi periodi, direi di non rivangare oltre.

     

    Prima stagione davvero straordinaria, una delle migliori mai viste personalmente con acquisti pressochè tutti azzeccati, ottime cessioni e passivo contenuto.

     

    La seconda sembrava quella dello “scatto”. Sembrava di rivivere quel 2008/2009 con una serie di acquisti eccezionale. E invece era solo l’inizio della fine. Rossi che avrebbe retto solo 4 mesi, Gomez neanche quelli, Ilicic desaparecido.

     

    Quello sforzo finanziario ha limitato di molto il suo raggio d’azione l’anno successivo e ancor di più quest’anno dove non ha potuto praticamente operare, visto che i denari li gestiva Cognigni e le finte trattative le facevano Angeloni e Pereira.

     

    Certo, quell’ultimo giorno di mercato dove in pochi minuti ha chiuso personalmente gli ingaggi di Kone e di Benalouane (con modalità a dir poco inumane) non credo che abbiano aiutato ad avere dubbi sulla prosecuzione del rapporto. Ad ogni modo oramai è finita.

     

    Ritorna Pantaleo Corvino: specialità plusvalenze. O quantomeno, al 99% sarà così.

     

    Del resto, a causa dell’operazione Gomez (oppure di operazioni tipo Micah Richards, costato quasi 10 milioni lordi di solo prestito) ci ritroviamo un bilancio che sta per sforare il “Fair-Play Finanziario” imposto dalla UEFA e quindi urge richiamare la vecchia fiamma, quella che sai già quello che ti può dare, quella che sai già come accontentare.

     

    Bah, personalmente non è che sia molto contento.

     

    Ritengo Corvino molto più competente di Pradè ma 7 anni mi erano stati sufficienti.

     

    Quell’italiano un po’ così, quell’espressione un po’ così, quegli “Sgudetti” un po’ così mi erano bastati, non vedevo l’esigenza di ripercorrere quella vecchia strada.

     

    Evidentemente non la pensano così i Della Valle. E Sousa? Come la penserà?

     

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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