La Fiorentina ha segnato 3 gol su azione in 6 gare (e un pezzetto).
Due di questi tre gol li ha fatti Babacar. L’altro lo ha fatto Badelj con un fortunoso e preciso tiro, finito sul palo interno contro la Roma.
Ora, questo significa qualcosa, ovviamente.
Significa che la Fiorentina fino a oggi aveva dato la precedenza all’equilibrio della difesa, cosa che era anche ampiamente riuscita in quanto fino a ieri eravamo la migliore difesa della serie
A, ma che la manovra d’attacco così era troppo penalizzata.
Siccome questo problema è palese e non discutibile, uno si aspetta che l’allenatore ponga rimedio e che proponga delle soluzioni.
E invece no, anche ieri Ilicic, Borja Valero e Kalinic.
Non è giusto sbagliare ancora in questa direzione, non è rispettoso.
Credo che Paulo Sousa ci debba delle spiegazioni chiare, quel “chi sta fuori ha sempre ragione” in risposta alle tante domande su Babacar in panchina non ha alcun senso.
Il mister è troppo abituato ad arzigogolare supercazzole nei confronti dei giornalisti, troppo abituato a parlare di “emosiòne”, di miglioramenti tecnici che dovrebbero avvenire nella fase del cross o della rifinitura.
Sono banalità, che io personalmente non voglio più sentire.
A Torino ci sta di perdere, i granata sono una squadra costruita molto bene, con riserve funzionali e capaci.
Si sono presi un bel portiere perchè quello di prima non era granchè, hanno rinforzato le fasce dopo la cessione di Bruno Peres in modo intelligente, hanno rinforzato la linea mediana che era quello che chiedeva il loro allenatore. Una squadra costruita con criterio, la loro.
Quindi niente da dire sulla sconfitta in sè per sè.
Molto da dire sul come l’abbiamo fatta maturare noi, che siamo il primo male di noi stessi.
Io sono il primo detrattore di questa proprietà e credo che una gestione così povera complessivamente (non di denaro, ma di tutto il resto: affetto, credibilità, intelligenza…) non si fosse mai vista a Firenze. I problemi nascono tutti da lì e da una gestione delle risorse ridicola, non me lo dimentico.
Ma non è che ogni settimana posso ribadirlo.
Poi c’è anche il campo, poi ci sono anche i giocatori e l’allenatore.
E se chi va in campo sembra quantomeno impegnarsi, chiedo concentrazione anche a chi allena.
Molto più di questa.
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