Di tutti i risultati, la sconfitta di misura era di gran lunga il peggiore.
Naturale che la vittoria sarebbe stato il massimo, ma in mancanza di quella l’unico risultato che aveva una sorta di positività sarebbe stata la sconfitta con 3 o più gol di scarto.
No, no. Non sobbalzate. Non sono così rosicone dall’aver sperato di perdere. Siccome però non era possibile vincere, a quel punto era meglio prenderne di più, molti di più.
Del resto la squadra non mi soddisfa affatto e l’unico modo per far cambiare rotta ad un mercato che pare oltre ogni imbarazzo era quello di palesare grandi mancanze.
E' notizia recente infatti che la penosa prestazione di Tatarusanu abbia fatto talmente breccia che Corvino sembra si sia convinto nel cercare un nuovo portiere. Se tutti avessimo fatto ancora peggio, magari… . Magari un terzino destro titolare arrivava, che so.
Del resto, la Juve non fa del possesso palla una sua caratteristica e su quel punto di vista ci siamo quasi equivalsi. Il problema è stato più sulle conclusioni 19 a 4 per loro. Ma questo se vogliamo essere onesti, ci può anche stare a Torino.
Quello che dalle statistiche non traspare, ma che dalla TV è parso evidente (e dal vivo mi dicono ancora di più) è stato quel penoso atteggiamento patetico e dimesso che la Fiorentina ha tenuto per 96 lunghi minuti.
Il risultato non è mai stato in discussione, fin dal primissimo istante, quando la Juve è entrata come nel burro costringendo Badelj ad un fallo che poteva essere già da ammonizione al 15° secondo.
Il pareggio, frutto di un angolo battuto alla perfezione da Lurch Addams (inutile o quasi come sempre quando gioca contro una “grande”) e di un guizzo del meraviglioso Kalinic, non ha mai spostato l’ago della bilancia. Si capiva che la Juve avrebbe immediatamente segnato una seconda volta.
Nikola merita una menzione a parte.
Sembra giochi da solo. A testa bassa pressa, corre, svaria, tira, sgomita. Fa tutto da solo. Nessuno ha la sua grinta in campo, la sua continuità. Dico, anche quelle volte in cui fa schifo, anche quando non segna nemmeno con le mani, lui ha la stessa faccia, la stessa espressione, la stessa voglia.
Professionista vero, oramai è chiaro che uno così è più unico che raro in mezzo ad una rosa di calciatori pressochè inermi, che per paura di fare risultato in una gara importante prendono regolarmente gol l’azione successiva al pareggio.
È stato così lo scorso anno in qualche gara molto importante, è stato così quest’anno alla primissima occasione. Facciamo gol e dopo pochi secondi lo riprendiamo subito.
Manca uno che faccia un fallo brutale in mezzo al campo, uno che vada con le mani sulla riga per disperazione, uno che si incazzi che non sia il solito Astori (per altro non impeccabile sabato).
Manca questo spirito, quello spirito che ha contraddistinto la Fiorentina negli anni.
Ci ritroviamo con un allenatore che ci racconta di aver visto una Fiorentina che ha giocato alla pari contro la Juve, con un capitano che ci dice che vinceremo la prossima, con diversi tifosi che pensano che con un pelino di culo si poteva anche vincere.
La Fiorentina non è mai stata tutto questo, in tutti e 90 i suoi anni di storia. Ricordatevelo domenica sera, quando applaudirete quei campioni. Loro hanno lottato in ben altro modo.
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