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sabato 20 Giugno 2026
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    Khalid, don Flavio e l’Islam a Greve in Chianti

    GREVE IN CHIANTI – Khalid Maarouf è il presidente dell'associazione Comunità culturale islamica grevigiana, che dal 2011 raccoglie più di un centinaio di fedeli musulmani solo nel capoluogo.

     

    Marocchino di 38 anni, vive in Italia dall'inizio degli anni duemila, è sposato ed ha una figlia.

     

    Il Gazzettino del Chianti lo ha intervistato a pochi giorni dagli attentati di Parigi, chiedendogli prima di tutto di descrivere le emozioni con le quali un credente in Allah ha dovuto giocoforza confrontarsi dopo quei terribili fatti.

     

    Da tempo Khalid ha costruito un rapporto di dialogo e reciproca stima con don Flavio Rossetti, il parroco di Greve che assieme a lui ci ha guidati in questo breve reportage e che in più occasioni ha richiamato la propria comunità religiosa, quella cattolica, ad un maggiore senso di responsabilità e solidarietà nei confronti di chi ha bisogno e soprattutto di chi è “diverso” per fede, cultura, lingua e usanze.

     

    “Nessuno ci può dividere" dice Khalid rivolgendosi a don Flavio e sono parole che fanno eco a quelle che lo stesso parroco di Greve disse al Gazzettino del Chianti qualche mese fa, affermando che “il nostro Dio è lo stesso” e che “oltre i confini della parrocchia e della religiosità c'è una casa in cui dobbiamo vivere tutti assieme senza distinzione fra chi è cattolico, ortodosso, musulmano”.

     

    Insieme stanno lavorando per dare vita quanto prima a iniziative di solidarietà rivolte ai più deboli, che coinvolgano insieme la comunità cattolica e quella musulmana.

     

    Nel cercare di comprendere le radici della follia terroristica, Maarouf si dice convinto che la risposta più efficace stia dentro un diverso modello di integrazione e che l'Italia abbia la grande opportunità di creare una nuova generazione di italiani, investendo su chi arriva adesso.

     

    Matteo Morandini

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