GREVE IN CHIANTI – “La maggioranza e la minoranza di centrosinistra ha votato compatta contro la mozione presentata dal gruppo Per il cambiamento che chiedeva solidarietà ai due studenti del liceo di Cesena sanzionati per aver esposto lo striscione L’Italia agli italiani”.
A dirlo è Andrea Cuscito, consigliere comunale di Per il cambiamento, rappresentante di Futuro Nazionale (FN).
“Dopo aver bocciato ripetutamente le mozioni sulla sicurezza – prosegue – ricordando che il Governo sì ha le proprie competenze ma anche i Sindaci dei comuni italiani rivestono il ruolo di ufficiale di governo in materia di pubblica sicurezza, la sinistra di Greve in Chianti ha ora deciso di bocciare anche una semplice richiesta di buon senso: difendere due ragazzi italiani che hanno scritto L’Italia agli italiani“.
“Riteniamo estremamente grave – dice Cuscito – che i due studenti autori del gesto siano stati sanzionati con un 6 in condotta e con l’obbligo di redigere una tesina “rieducativa”. Chi manifesta un forte attaccamento alla propria identità nazionale dovrebbe essere valorizzato, non punito. Le scuole sono state attraversate da striscioni “Free Palestine”, bandiere dei centri sociali ecc senza alcuna conseguenza. Se però scrivi L’Italia agli italiani vieni punito”.
“Si chiedeva inoltre al sindaco e alla giunta – aggiunge – di sollecitare il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara affinché faccia chiarezza sull’accaduto e garantisca un comportamento omogeneo e imparziale, uniformità di trattamento all’interno delle scuole italiane, nel rispetto della Costituzione e senza pregiudizi ideologici”.
Il capogruppo consigliere Roberto Abate ha precisato che, “intanto il ministro Valditara ha chiesto chiarimenti alla preside, definendo la sanzione sproporzionata e sostenendo che la frase non sia, di per sé, razzista, chiedendo una ispezione all’ufficio scolastico regionale”.
Durante la discussione il consigliere Cuscito ha dichiarato: “Quest’anno ne abbiamo visti tanti di striscioni fuori dalle scuole: bandiere della flottiglia, dei centri sociali, LGBT, pro-Pal, con il benestare di insegnanti e dirigenti di sinistra. A Cesena però è successo l’imperdonabile: due ragazzi hanno scritto L’Italia agli italiani!. Apriti cielo!”.
“E cosa avrebbero dovuto scrivere? – domanda – L’Italia ai francesi? L’Italia ai bengalesi? No! L’Italia agli italiani! Invece sono stati sanzionati con 6 in condotta e obbligati a fare una tesina riparatoria dal titolo “Gli africani siamo noi”. Addirittura per qualcuno della sinistra dire L’Italia agli italiani vuol dire essere razzista! Questo è il mondo al contrario!”.
“Qual è la colpa di questi studenti? – ha domandato ancora Cuscito – Quella di essere italiani? Di avere idee diverse da qualche professore di sinistra?”.
“La sinistra – riprende l’esponente di FN – ha risposto con i consueti toni moralisti, parlando di “inclusività”. Peccato che la stessa inclusività non venga mai richiesta quando si va in Marocco o in Francia a pretendere “Il Marocco agli italiani” o “La Francia agli italiani”. Basta buonismo ipocrita. L’Italia agli italiani si diceva in passato e si può – e si deve – dire ancora nel 2026. Speriamo che i nostri figli possano gridarlo a gran voce anche in futuro, senza finire sotto processo”.
“Comprendiamo che per la sinistra il rapporto con il tricolore sia spesso complicato – incalza – Ci sembra che molti suoi esponenti si ricordino dell’esistenza della bandiera nazionale soltanto quando gioca l’Italia ai mondiali di calcio. Evidentemente se n’è dimenticata, visto che è la terza volta che li saltiamo. L’Italia e la bandiera italiana rappresentano la nostra storia, la nostra identità, la nostra comunità nazionale e i milioni di italiani che ogni giorno lavorano, studiano e contribuiscono alla crescita del Paese”.
“Fa sorridere – rincara – che alcuni esponenti della sinistra sia di maggioranza che di opposizione definiscano provocatoria la presenza dello striscione L’Italia agli Italiani mentre considerano del tutto normale che spazi occupati o autogestiti espongano stabilmente simboli politici e bandiere di altri Paesi. Evidentemente il problema non è il principio, ma il simbolo scelto. Noi continueremo serenamente a rivendicare l’identità nazionale italiana. Senza complessi, senza imbarazzi e senza dover chiedere il permesso a chi considera patriottismo e amore per la propria Nazione qualcosa di cui vergognarsi”.
“Per noi – conclude – la scritta L’Italia agli Italiani non è una provocazione. È semplicemente il sentimento di amore verso la nostra Patria. E la Patria si ama ogni giorno”.
©RIPRODUZIONE RISERVATA




































