spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
giovedì 11 Giugno 2026
spot_img
spot_img
Altre aree
    spot_img

    Don Bleader: da clandestino a sacerdote che abbraccia Papa Francesco

    L'orgoglio dei sancascianesi che, negli anni di "don Bledy" a San Casciano, lo hanno amato e apprezzato

    SAN CASCIANO – L’ultima volta che don Bleader Pio Xhuli è tornato a San Casciano, dopo essere stato nominato parroco nella chiesa di Santa Maria a Campi Bisenzio, è stato il 13 agosto per la festa del Santo patrono, San Cassiano.

     

    Fu lui a portare in processione per le vie del paese la reliquia: un onore che ben volentieri don Massimiliano Gori, proposto della Collegiata, si sentì di riservargli.

     

    Per gli anni (prima da diacono poi da sacerdote) che aveva passato al suo fianco. Per il grande affetto che la comunità di San Casciano aveva (e ha) nei suoi confronti.

     

    Un affetto che è diventato orgoglio (ed emozione) durante la visita del Santo Padre a Firenze, durante la quale Papa Francesco ha incontrato don Bleader. Che ha raccontato al Pontefice (e al mondo) la sua storia di clandestino… diventato sacerdote.

     

    Molti sancascianesi, dopo aver visto don Bleader (da molti storpiato da sempre in "don Bledy")parlare con Papa Francesco nel Duomo di Firenze, hanno ripercorso i tanti momenti che il sacerdote ha dedicato loro.

     

    In particolare alla Pieve di Santa Cecilia a Decimo, luogo oltremodo carico di significato a San Casciano, visto il legame con un sacerdote nel cuore di tantissimi: don Gino Gamannossi.

     

    Lo stesso don Bleader, che si definisce orgogliosamente un “prete di campagna”, non aveva mai parlato così esplicitamente (e pubblicamente) della sua vita… "precedente".

     

    Di quando, all’età di 16 anni, decise di partire da clandestino dall’Albania su una nave per approdare in Italia. Solo se qualcuno glielo chiedeva, ne parlava. Di quei giorni terribili, della vita senza una casa, dell'illuminaizone quando bussò alla porta di una chiesa fiorentina… .

     

    Voce potente, sguardo fiero e aperto, carattere informale, spesso ama citare canzoni contemporanea per spiegare e spiegarsi: don Bleader è riuscito a entrare nel cuore di tantissimi sancascianesi, che si sono anche commossi rivedendolo in questa situazione così particolare e straordinaria.

     

    Don Bleader che, comunque, mai ha rinnegato le sue radici. Nel giugno del 2013 riuscì anche a organizzare una mostra a Palazzo Panciatichi, a Firenze, dal titolo “Albania Athleta Chrisiti. Alle radici della libertà di un popolo”. All’inaugurazione oltre alla comunità albanese di Firenze, vi era anche la comunità di San Casciano al completo.

     

    Lì, durante il suo discorso inaugurale, ricordò che fu grazie a don Giancarlo Setti, quel sacerdote che gli aprì le porte della chiesa di Firenze dopo che era stato perfino a dormire sotto i ponti della città, che iniziò il suo cammino di fede… .

    di Antonio Taddei

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    Sostieni il Gazzettino del Chianti

    Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

    Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

    Leggi anche...