BARBERINO TAVARNELLE – Il risveglio di ieri mattina, lunedì 29 giugno, è stato terribile per tutta la comunità di Barberino Tavarnelle: che da allora piange per l’improvvisa scomparsa di Massimo Marzi.
A soli sessantaquattro anni, è venuto a mancare per un malore nella notte tra il 28 e il 29 giugno, lui che fino all’ultimo è stato un vulcano di idee, un uomo poliedrico che in tante, tantissime occasioni ha messo a disposizione del paese il proprio estro e talento.
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Lutto a Tavarnelle: a 64 anni si è spento all’improvviso Massimo Marzi, patron de “La Gramola”
Nato a Barberino ma residente a Tavarnelle da sempre, dopo gli studi di ragioneria ha lavorato alla Mobilvetta, finché il suo spirito imprenditoriale non l’ha portato a gestire, insieme alla moglie Cecilia, un chiosco di panini a Castellina in Chianti, La casa di Ban.
Ma il suo grande sogno l’ha coronato nel 1994 quando, sempre con Cecilia, anima gemella nella vita privata e nel lavoro, ha aperto l’Osteria “La Gramola”, in centro a Tavarnelle.
Lì, dove è riuscito a creare un gruppo coeso e una formula fatta di tradizione e innovazione, Massimo esprimeva appieno il suo amore per il cibo e l’ospitalità.
Sommelier, esperto di olio d’oliva, si dilettava a sperimentare nuove ricette, a abbinare i vini e ad accogliere i clienti, per lui amici.
Oltre ad essere un ristoratore e un imprenditore, Massimo era anche un artista: aveva una grande predisposizione per la fotografia e la scrittura e una passione per l’arte e la storia.
Infatti aveva allestito una rassegna dei dipinti di Patrizio Landolfi nel suo locale (ne avevamo parlato qui), aveva scritto vari libri, di cui uno sulle vie di Tavarnelle, e si divertiva ad aiutare il figlio maggiore, Ugo, nei suoi reportage fotografici.
La famiglia era un punto cardine della vita di Massimo: appena poteva, approfittava delle pause per stare con i nipoti, Luciano, Nora, Olivia, Lola e Sveva, i bambini dei figli Ugo ed Emma, e nei pochi giorni liberi gli piaceva fare vacanze e gite fuori porta con Cecilia e gli amici.
Un’altra buona parte del suo tempo la impiegava nella promozione e nella valorizzazione del territorio, a partire dalle sue eccellenze, enogastronomiche e non solo.
Attivo in “Chianti promotion” insieme all’amica Katia Torresi, ha poi avuto una delle sue intuizioni.
Ha pensato di istituire un’associazione di commercianti e artigiani del paese, il Centro Commerciale Naturale “Di Bottega in Bottega”, del quale è stato presidente dal 2015 al 2022, tesoriere e consigliere, oltre che punto di riferimento fondamentale, negli ultimi due mandati.
Faceva parte anche di Confcommercio Firenze, da cui è arrivato, insieme a quello di tanti altri, il triste cordoglio.
Qui di seguito riportiamo i saluti, pieni di affetto, di alcuni colleghi e amici che, nonostante il profondo dolore, ci hanno tenuto a ricordarlo e ringraziarlo per il suo aiuto e il suo esempio.
KATIA TORRESI
“E’ una perdita immane – a parlare è Katia Torresi, la proprietaria di ristorante Borgo Antico, ancora sotto shock per la terribile notizia – Massimo ha fatto tantissimo per il territorio, specialmente per i commercianti”.
“Lo conoscevo da trentacinque anni e per me era un amico, oltre che un collega – ci confida – Abbiamo incominciato a collaborare quando entrambi facevamo parte di “Chianti promotion” e abbiamo continuato a farlo durante la sua presidenza del CCN, quando io ero vice presidente”.
“Era sempre presente ed era bravissimo al computer – aggiunge Katia – Dava l’impressione di essere burbero ma in realtà non lo era. Chi andava oltre per conoscerlo non poteva che apprezzarlo”.
GIULIA MARIA BONARELLI
“Qualunque problema avessi – interviene, commossa, Giulia Maria Bonarelli, presidente del CCN dal 2022 e titolare del Civico 202 – Massimo c’è sempre stato. Metteva da parte il suo lavoro per aiutarmi: insieme abbiamo fatti i bilanci, presentato domanda alla Regione, siamo andati in Comune…”.
“Aveva un grande amore per questo paese – continua – Ci siamo sentiti anche domenica sera e avremmo dovuto incontrarci l’indomani per uno dei suoi tanti progetti: una passeggiata dal Borghetto alla Pieve, suddivisa in tappe, ad ognuna delle quali avrebbe dovuto esserci un QR code con la spiegazione”.
“Aveva molta esperienza sia nella ristorazione che nelle attività del CCN – conclude Giulia Maria – La prima volta che l’ho incontrato mi era sembrato algido, sulle sue, ma poi ho scoperto che aveva un cuore d’oro”.
SIMONE SESTINI
“Con Massimo – inizia Simone Sestini, ex titolare di un bistrot pizzeria in via Roma – ci siamo conosciuti nella compartecipazione al CCN nel periodo in cui ho gestito il Godipopolo”.
“Sempre disponibile, capace, deciso – aggiunge – certe volte non è stato compreso né apprezzato, ma questo purtroppo è lo scotto che spesso paga chi sa vedere oltre”.
“Abbiamo avuto modo di confrontarsi in varie occasioni – racconta – Non sempre ci trovavamo d’accordo, ma questo faceva parte di un dialogo, di un approfondimento per arrivare a conseguire degli obiettivi”.
“Non ho un ricordo specifico – prosegue – Erano tutti giorni speciali quelli in cui mi fermavo alla Gramola per chiacchierare, discutere, per fare qualcosa per la comunità. La particolarità con lui era la quotidianità: prendere un caffè e elaborare progetti, visioni, fantasie da concretizzare”.
“Era una persona rara per la polivalenza del suo valore – dice Simone – che si esprimeva non solo nella ristorazione ma anche nella scrittura e nella fotografia. Sapeva raggiungere con la mente dei traguardi che per altri sono solo utopie”.
PAOLO PANI
“Oltre che un collega – è la volta di Paolo Pani, titolare de La cantina dei tartufi – Massimo è stato un amico, specialmente nell’ultimo anno”.
“Pur essendo concorrenti – ci tiene a sottolineare Paolo, commosso – mi ha sostenuto nella mia attività, aiutandomi e dandomi idee: ho avviato la mia attività da poco, mentre lui in questo campo aveva già tanta esperienza”.
“Il paese – conclude Paolo – ha perso una persona importante, che si è data tanto da fare e che valeva tanto”.
PIERLUIGI ZUCCONI E PAOLO BILIOTTI
“A solo un mese dalla scomparsa di Marco Vignozzi – la parola passa agli amici storici Pierluigi Zucconi e Paolo Biliotti – è venuto a mancare un altro nostro amico storico: noi quattro ci conoscevamo sin dai tempi dei banchi di scuola al Roncalli e siamo sempre stati molto uniti”.
“Abbiamo fatto tanti weekend e tante vacanze insieme – raccontano – Massimo ci faceva le foto e al ritorno ci regalava un libro ricordo: era sempre con la macchina fotografica in mano. Oltre alle persone, gli piaceva immortalare la natura, specialmente gli uccelli”.
“Era un inventore: gli piaceva sperimentare piatti nuovi – proseguono – Aveva tante idee e iniziative, tanta voglia di fare e di vivere. Appena stavamo tornando da una vacanza, proponeva già una nuova destinazione”.
“Era una persona molto positiva, sempre allegra – completano così il quadro di Massimo i compagni di scuola Pierluigi e Paolo – che non si lamentava mai e riusciva a tirare su il morale agli altri”.
LEONARDO E CRISTINA
“Caro Massimo – scrivono Leonardo e Cristina, rivolgendosi direttamente al loro caro amico – ancora non ci sembra vero che tu non ci sia più, che non ci accoglierai con bacio e abbraccio all’entrata della Gramola, che non ci farai assaggiare un nuovo piatto o un nuovo vino elencandone tutte le qualità, che non ci chiederai: “Quando si va in gita?””.
“Già… – ricordano con grande nostalgia Leonardo e Cristina, nella loro lettera di addio – Le nostre gite “gastro-fotografiche” in cerca di volatili e di ristoranti, fra risate, confidenze e candeline da soffiare, resteranno per sempre nei nostri cuori spezzati”.
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