La prima macchina fotografica a 12 anni: Luca Cappelli, un parrucchiere con le foto nel cuore

Gli inizi, la scoperta dei grandi parchi e delle riserve naturali, gli animali. Due volte ha rischiato di smettere, ma ha tenuto duro ed รจ sempre ripartito. Nel 2007 la nascita del Fotoclub Chianti

GREVE IN CHIANTI – Siamo nella piazza centrale di Greve in Chianti, entriamo nel salone di parrucchieri Studio20 e cerchiamo Luca Cappelli.

Un salone con una storia che inizia nel 1955 con il babbo Brunello, scomparso pochi mesi fa.

Stavolta perรฒ non vogliamo fissare un appuntamento o chiedere un consiglio sul taglio dei capelli, ma insieme a Luca vogliamo parlare della sua passione per la fotografia.

“Sono nato nel โ€˜58 e la prima macchina fotografica mi รจ stata regalata dai miei genitori quando avevo 12 anni, era una Koroll 35, completamente meccanica, con obiettivo fisso 55mm”: cosรฌ inizia Luca, con lo sguardo volto verso lโ€™orizzonte e la mente aperta ai ricordi dโ€™infanzia.

“La passione per la fotografia รจ arrivata a metร  anni ’80 – ricorda – quando ho scoperto la fotografia naturalistica. Il โ€œvero amoreโ€ in quel periodo era la radio (dopo mia moglie ovviamente), qui in paese avevamo una radio libera โ€œRadio Chiantiโ€, nata nel 1978 e molto ascoltata, io ero uno degli speaker piรน attivi”.

“Dopo qualche anno โ€“ prosegue Luca – prima con un amico e poi grazie ad un camperino Westfalia, e famiglia al seguito, ho iniziato a girare lโ€™Italia e lโ€™Europa alla scoperta dei grandi parchi e le riserve naturali, armato di macchina fotografia, davo la caccia agli animali presenti”.

“Questa passione – aggiunge – mi ha portato a collaborare con Panda Photo (del WWF), e a partecipare con discreto successo a concorsi fotografici in Italia e allโ€™estero. In quelli anni ho fatto parte dellโ€™Associazione Fotografi Naturalisti Italiani (AFNI), con la quale ho partecipato ad alcune mostre, ed ho realizzato anche una prima mostra e un audiovisivo sugli aspetti naturalistici del Chianti e uno sui Parchi e le Riserve naturali dโ€™Italia e dโ€™Europaโ€.

“Ci sono stati anche momenti in cui ho rischiato di abbandonare questa grande passione โ€“ ci dice abbassando lo sguardo – una volta, per un serio problema di salute, un altro quando, sono stato derubato di tutta lโ€™attrezzatura (tre macchine fotografiche, due obiettivi fissi, due zoom, due teleobiettivi)”.

Ma non si รจ arreso: “Ho continuato lโ€™attivitร , e nel 2001 ho realizzato una grande mostra fotografico-naturalistica dal titolo Il Monte San Michele e le colline del Chianti, esposta a Villa San Michele e alla Limonaia di Panzano. Piรน di cento immagini per raccontare gli aspetti meno noti, ma forse piรน preziosi, di questo territorio”.

“Degli aneddoti piacevoli โ€“ sorride mentre ne parla – sono stati lโ€™incontro e le foto, con il rarissimo ermellino in livrea invernale, nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. E quando una volpe, nel Parco Nazionale dโ€™Abruzzo, si รจ avvicinata a noi e ha cominciato a sgranocchiare pera e formaggio direttamente dalle mani di mia moglie”.

“Nel 2002, alla fotografia di natura ho cominciato a preferire quella di paesaggi. โ€“ prosegue nel racconto – Collaborando con la casa editrice โ€œEditori dellโ€™Aceroโ€ di Empoli, ho contribuito alla realizzazione di vari volumi sul paesaggio, i borghi, i centri storici ed altre bellezze della Toscana”.

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“Nel 2007 โ€“ ci racconta ancora – ho inaugurato con la mia mostra fotografica Il Chianti di Lunedรฌ, la nuova sala delle esposizioni del Comune di Greve in Chianti, โ€œIl Fiorinoโ€. Lo stesso anno, nasceva il Fotoclub Chianti. Con alcuni amici, appassionati di fotografia, mandiamo ancora avanti il Club organizzando corsi, mostre, serate e soprattutto concorsi fotografici dai vari temi: Dal tramonto allโ€™alba, Cogli lโ€™attimo, Sguardi sul mondo ed altri..

“Vorrei fare una riflessione โ€“ dice Luca – il mondo della fotografia nel corso degli anni รจ cambiato radicalmente, penso sia una delle arti che ha subito piรน trasformazioni, basti pensare allโ€™avvento del digitale che ha stravolto il modo di fotografare. Quando ho iniziato non esisteva lโ€™autofocus, fermare il movimento di unโ€™animale come il volo di un uccello, era unโ€™impresa ardua, si sprecavano rullini di diapositive, prima di ottenere uno scatto decente”.

“Con la tecnologia di adesso – conclude – si possono avere buone immagini, elaborarle con filtri e modifiche, addirittura il tutto con un telefono. Credi si sia perso un poโ€™ di poesia, se cosรฌ vogliamo dire, certo il piacere di fare un buon scatto, resta”.

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