GREVE IN CHIANTI – Siamo nella piazza centrale di Greve in Chianti, entriamo nel salone di parrucchieri Studio20 e cerchiamo Luca Cappelli.
Un salone con una storia che inizia nel 1955 con il babbo Brunello, scomparso pochi mesi fa.
Stavolta perรฒ non vogliamo fissare un appuntamento o chiedere un consiglio sul taglio dei capelli, ma insieme a Luca vogliamo parlare della sua passione per la fotografia.
“Sono nato nel โ58 e la prima macchina fotografica mi รจ stata regalata dai miei genitori quando avevo 12 anni, era una Koroll 35, completamente meccanica, con obiettivo fisso 55mm”: cosรฌ inizia Luca, con lo sguardo volto verso lโorizzonte e la mente aperta ai ricordi dโinfanzia.
“La passione per la fotografia รจ arrivata a metร anni ’80 – ricorda – quando ho scoperto la fotografia naturalistica. Il โvero amoreโ in quel periodo era la radio (dopo mia moglie ovviamente), qui in paese avevamo una radio libera โRadio Chiantiโ, nata nel 1978 e molto ascoltata, io ero uno degli speaker piรน attivi”.
“Dopo qualche anno โ prosegue Luca – prima con un amico e poi grazie ad un camperino Westfalia, e famiglia al seguito, ho iniziato a girare lโItalia e lโEuropa alla scoperta dei grandi parchi e le riserve naturali, armato di macchina fotografia, davo la caccia agli animali presenti”.

“Questa passione – aggiunge – mi ha portato a collaborare con Panda Photo (del WWF), e a partecipare con discreto successo a concorsi fotografici in Italia e allโestero. In quelli anni ho fatto parte dellโAssociazione Fotografi Naturalisti Italiani (AFNI), con la quale ho partecipato ad alcune mostre, ed ho realizzato anche una prima mostra e un audiovisivo sugli aspetti naturalistici del Chianti e uno sui Parchi e le Riserve naturali dโItalia e dโEuropaโ.
“Ci sono stati anche momenti in cui ho rischiato di abbandonare questa grande passione โ ci dice abbassando lo sguardo – una volta, per un serio problema di salute, un altro quando, sono stato derubato di tutta lโattrezzatura (tre macchine fotografiche, due obiettivi fissi, due zoom, due teleobiettivi)”.
Ma non si รจ arreso: “Ho continuato lโattivitร , e nel 2001 ho realizzato una grande mostra fotografico-naturalistica dal titolo Il Monte San Michele e le colline del Chianti, esposta a Villa San Michele e alla Limonaia di Panzano. Piรน di cento immagini per raccontare gli aspetti meno noti, ma forse piรน preziosi, di questo territorio”.
“Degli aneddoti piacevoli โ sorride mentre ne parla – sono stati lโincontro e le foto, con il rarissimo ermellino in livrea invernale, nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. E quando una volpe, nel Parco Nazionale dโAbruzzo, si รจ avvicinata a noi e ha cominciato a sgranocchiare pera e formaggio direttamente dalle mani di mia moglie”.
“Nel 2002, alla fotografia di natura ho cominciato a preferire quella di paesaggi. โ prosegue nel racconto – Collaborando con la casa editrice โEditori dellโAceroโ di Empoli, ho contribuito alla realizzazione di vari volumi sul paesaggio, i borghi, i centri storici ed altre bellezze della Toscana”.

“Nel 2007 โ ci racconta ancora – ho inaugurato con la mia mostra fotografica Il Chianti di Lunedรฌ, la nuova sala delle esposizioni del Comune di Greve in Chianti, โIl Fiorinoโ. Lo stesso anno, nasceva il Fotoclub Chianti. Con alcuni amici, appassionati di fotografia, mandiamo ancora avanti il Club organizzando corsi, mostre, serate e soprattutto concorsi fotografici dai vari temi: Dal tramonto allโalba, Cogli lโattimo, Sguardi sul mondo ed altri..
“Vorrei fare una riflessione โ dice Luca – il mondo della fotografia nel corso degli anni รจ cambiato radicalmente, penso sia una delle arti che ha subito piรน trasformazioni, basti pensare allโavvento del digitale che ha stravolto il modo di fotografare. Quando ho iniziato non esisteva lโautofocus, fermare il movimento di unโanimale come il volo di un uccello, era unโimpresa ardua, si sprecavano rullini di diapositive, prima di ottenere uno scatto decente”.
“Con la tecnologia di adesso – conclude – si possono avere buone immagini, elaborarle con filtri e modifiche, addirittura il tutto con un telefono. Credi si sia perso un poโ di poesia, se cosรฌ vogliamo dire, certo il piacere di fare un buon scatto, resta”.
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