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venerdì 14 Giugno 2024
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    L’ex consigliere di VIVA Fabio Baldi: “Mi sono iscritto (di nuovo) al Pd. Ecco per chi voterò alle elezioni”

    A una settimana dalle urne, il grande oppositore di Paolo Sottani racconta il suo rientro nel partito: "Scegliete quei candidati che parlano di alleanza a sinistra, e non con Italia Viva"

    GREVE IN CHIANTI – La figura di Fabio Baldi nella politica grevigiana non è certo secondaria, visto anche il ruolo di ferreo oppositore in consiglio comunale (nella lista VIVA – Cittadini per Greve in Chianti) alla giunta guidata da Paolo Sottani negli ultimi cinque anni.

    La sua “sterzata” quindi, raccontata per filo e per segno al Gazzettino del Chianti, è una notizia.

    “Dopo mesi di attesa – inizia Baldi – ho alla fine ricevuto la notizia che la mia iscrizione al Pd è andata a buon fine. Mi sono iscritto di nuovo al Pd l’11 maggio 2024, on line”.

    “L’ho fatto – prosegue – perché dal 26 febbraio 2023 con la vittoria di Elly Schlein alle primarie aperte il Partito democratico a livello nazionale è tornato ad essere il mio partito, il partito della sinistra e del lavoro, l’erede di quel “Partito” a cui ho dato nel corso degli anni un contributo forte e convinto di militanza, passione, idee e sacrifici”.

    Fabio Baldi che è stato l’ultimo segretario comunale del Pci di Greve in Chianti, il primo del Pds di Achille Occhetto, “uno dei fondatori del Pd a Greve in Chianti” precisa.

    Uscito dai Dem “ai tempi di Matteo Renzi e del Job Act – dice ancora Baldi – per seguire Pierluigi Bersani e Roberto Speranza in Art. 1 MDP”.

    Molto, molto critico con la passate amministrazioni comunali, tanto da essere stato candidato ed eletto nella lista civica di sinistra VIVA – Cittadini per Greve in Chianti.

    Pesanti le sue denunce sulla gestione Sottani negli ultimi dieci anni: “Scuole cadenti ed impianti sportivi chiusi – ricorda Baldi – soldi nelle casse del Comune non spesi per gestire in maniera efficiente e moderna la macchina comunale”.

    “Che nel precedente mandato qualcosa non sia andato bene – rincara – ce lo dice lo stesso Pd grevigiano, che degli undici consiglieri uscenti ne ricandida solo due. D’altra parte dal 2019 ben cinque sono state le dimissioni nella maggioranza e, fra queste, ben tre assessori”.

    “Presenza solo formale in consiglio degli eletti – dice ancora, caustico – quasi nessun intervento durante le sessanta e più sedute del consiglio comunale; frazioni non rappresentate ed abbandonate come stiamo ascoltando negli incontri con i cittadini di tutte le liste di questa stanca campagna elettorale. Alzatori di mano e non consiglieri comunali: li ho spesso apostrofati così senza avere grandi reazioni. Uno spettacolo davvero deprimente”.

    “C’è bisogno di gente nuova – esorta – ma soprattutto preparata ed appassionata per risollevare le sorti del nostro comune. Perché non mi sono candidato di nuovo? Me lo chiedono in molti…”.

    Poi, risponde: “Perché quelle battaglie intendo combatterle, ripartendo da semplice iscritto, con ancora più forza dentro il Partito democratico, il mio partito da sempre; un partito che aveva cambiato natura con Renzi e che ora torna, con Elly Schlein, a rappresentare gli stessi valori, le stesse classi sociali che per tanti anni ha rappresentato”.

    “Ho cercato durante la composizione delle alleanze – svela – di far sì che si costituisse anche a Greve il cosiddetto “campo largo” della sinistra come chiede Elly Schlein; non ci sono riuscito ma non ho perso allora, né ora in campagna elettorale, né perderò dopo il 9 giugno, le speranze ed i contatti con le forze più coerenti della sinistra”.

    “Da giugno 2023 – aggiunge Baldi – data in cui Bersani è rientrato nel Pd insieme a tutti i compagni di Art.1, ho tentato di partecipare al dibattito interno al Pd grevigiano ma mi è stato impedito anche in malo modo applicando un cavillo dello Statuto”.

    Poi, un’occhiata anche alle Europee: “L’8 e il 9 giugno voterò con convinzione il Partito democratico alle elezioni europee, con preferenze ad Elly Schlein, Marco Tarquinio, già direttore dell’Avvenire il giornale dei vescovi e grande sostenitore della pace in questo tempo di guerre e Camilla Laureti, eurodeputata uscente”.

    “Per le comunali – rilancia – faccio un appello agli elettori del Partito democratico che hanno questa volta il compito importantissimo di cercare il cambiamento: votate quei candidati consiglieri che più rappresentano le frazioni, che più rappresentano competenze e passione progressista da portare in un’amministrazione nuova che avrà molto da fare”.

    “Scegliete i vostri rappresentanti non per fazione politica locale – dice ancora Baldi – ma perché il prossimo consiglio comunale sia il reale centro degli interessi della nostra comunità. Scegliete i vostri rappresentanti tenendo conto anche del fatto che il progetto politico del Partito democratico è quello dell’alleanza con tutte le forze politiche della sinistra e non l’innaturale alleanza locale con Italia Viva”.

    “Dal 1999 – torna ancora indietro con la memoria – ai tempi del terzo mandato di Paolo Saturnini, a Greve in Chianti noi del “Partito” ci siamo divisi in due fazioni che non si salutano e non dialogano. Su queste divisioni si sono poi innestate le divisioni delle primarie e le divisioni nazionali”.

    “E’ l’ora di superarle – auspica – perché a mio parere da lì è davvero iniziato il declino di Greve in Chianti: pochi nuovi progetti, nessuna nuova idea che guardi al futuro del nostro territorio. Troppo spesso si sono scelte le persone per fedeltà di fazione più che per passione e competenza. Forse Greve in Chianti sta vivendo di rendita ma la qualità della vita del nostro territorio sta calando soprattutto nelle frazioni”.

    “L’auspicio che faccio – conclude – è che siano elette davvero persone nuove e progressiste in tutte le liste non di destra e che queste dialoghino da subito per un miglior futuro di Greve in Chianti, iniziando una nuova stagione di confronto e progettualità comune. Greve in Chianti ne ha davvero bisogno”.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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