SAN CASCIANO – “Con il sistema Taric, i sancascianesi sono sempre più dipendenti da un monopolio di fatto, che sfugge al controllo pubblico. Quali sono le garanzie che Alia offre rispetto all’aumento dei costi di gestione e alla qualità del lavoro impiegato, e come può il nostro Comune farle rispettare?”.
Lo ha chiesto la consigliera di opposizione (Sinistra Progetto Comune) Maria Piera Fusi, nella seduta del consiglio comunale del 16 aprile, in cui si è discusso delle nuove modalità di gestione del servizio rifiuti da parte Alia.
Una domanda fatta prima del voto sull’approvazione del nuovo sistema di tariffazione Taric (TAriffa RIfiuti Corrispettiva, che dovrebbe far pagare in base a quanto viene conferito) e dei regolamenti inerenti a questo passaggio.
“Non intendiamo difendere lo stato attuale delle cose – precisa Fusi – non ci convince il modo in cui è stata portata avanti la gestione del servizio rifiuti fino ad ora. Una raccolta porta a porta realizzata solo in parte, tariffe in costante e assenza premialità per i comportamenti virtuosi”.
“Tuttavia – riprende – il passaggio alla TARIC, gestita in maniera omogenea su più territori da Alia, significa anche il passaggio da un tributo pagato all’amministrazione locale, al pagare una tariffa direttamente all’azienda stessa, poiché dall’anno prossimo Alia emetterà direttamente le bollette per il servizio. Nonostante il capitale pubblico, Alia agisce di fatto come ente privato”.
“Come già abbiamo chiarito in passato in merito all’operazione Multiutility – sottolinea Fusi – la posizione di Alia ci preoccupa, poiché si sta configurando come un monopolio che gli enti locali non possono controllare. Insomma, quest’ultimo passaggio mina ancora di più il concetto di controllo pubblico, sia per quanto riguarda il costo dei servizi, che per quanto riguarda la loro gestione e l’indirizzo di futuri investimenti”.
Poi passa a indicare i punti critici sul servizio di raccolta e smaltimento con la Taric: “L’amministrazione sancascianese si mostra ottimista riguardo ciò che i cittadini andranno a pagare con questa nuova tariffazione, almeno per quanto riguarda la parte variabile della tariffa sembrerebbero esserci risvolti positivi. Ciò che però emerge dai comuni che già hanno attuato questo passaggio è che inevitabilmente i costi di gestione lievitano. E sono quelli che più pesano sull’importo in bolletta”.
“Crediamo che la direzione da intraprendere sia sicuramente quella di estendere la raccolta differenziata porta a porta a tutto il comune – puntualizza – andando a premiare i comportamenti virtuosi, per contenere la quota di residuo indifferenziato. Tuttavia, riteniamo che sarebbe opportuno sperimentare un sistema a tariffa puntuale, come quello proposto in campagna elettorale da Sinistra Progetto Comune, dove il peso della quota fissa viene ridotto di molto o eliminato del tutto, al fine di massimizzare l’impegno verso la differenziata e la riduzione dei rifiuti prodotti, invece che puntare a massimizzare le entrate finanziarie della società. All’interno della Carta della Qualità e del Regolamento per il servizio di Alia mancano infatti riferimenti chiari a dei vincoli che limitino l’aumento del costo dei servizi negli anni futuri”.
Punto due: “Ci chiediamo poi quali siano le garanzie nei confronti dei cittadini rispetto al servizio fornito da Alia: se questo rapporto si avvicina sempre di più a quello tra consumatori e un’azienda privata, che tra l’altro detiene il monopolio della gestione, quale leva possono avere i cittadini? In che modo si vigila su Alia e la si vincola al rispetto di quanto scritto nella Carta della Qualità, votata in consiglio?”.
Punto tre: “Non c’è stato nessun chiarimento riguardo gli standard di qualità dei rapporti di lavoro in Alia: un’azienda che gestisce capitali e servizi pubblici dovrebbe garantire standard di qualità anche in materia di lavoro. I diversi scioperi del personale Alia negli ultimi anni non fanno presagire bene in questo senso. E poi ci sono gli eventuali appalti: gli obblighi di Alia nei confronti della validità e dell’efficacia delle autorizzazioni ambientali di tutti i soggetti a cui affida le diverse fasi della gestione dei rifiuti, come da Regolamento, sono verificabili anche dai singoli enti locali?”.
E ancora: “Veniamo poi all’accesso agli atti da parte dell’utenza, un punto rilevante degli accordi sottoscritti dal nostro Comune. Considerando che Alia ha già negato in passato un accesso agli atti al consiglio comunale di Firenze, diniego confermato da una sentenza del TAR dell’11 luglio 2024, il quale ha giustificato la decisione con il fatto che Alia non ha più un’azionista pubblico di maggioranza e quindi è fuori dal controllo pubblico”.
“In conclusione – rimarca Fusi – riteniamo che il servizio raccolta rifiuti non debba essere terreno di profitto. Il modello di privatizzazione o di trazione a capitale privato che tanto è andato di moda negli ultimi decenni, mostra sempre più le proprie falle, sul nostro territorio e ovunque in Italia. Le amministrazioni devono accettare il fatto che i servizi essenziali devono tornare a essere pubblici, se davvero l’interesse di base fosse quello di garantire un giusto servizio a tutti i cittadini e le cittadine”.
“È assurdo – conclude la consigliera comunale di Sinistra Progetto Comune – che, oltre alle tasse, si debbano pagare ulteriori costi per un servizio fondamentale, costi sempre più elevati e per giunta versati a una gestione privata. Con il passaggio alla Taric si perfeziona il modello di gestione che ha trasformato i rifiuti nell’ennesima forma di speculazione sul territorio”.
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