Caldo estremo in cantieri e cave, l’allarme di Fillea Cgil Toscana: “Rafforzare i controlli”

"Sia garantito il rigoroso rispetto delle linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare e il rispetto dell'ordinanza emessa dalla Regione Toscana"

FIRENZE – Ancora giorni di fuoco, con temperature anche attorno a 40 gradi renderanno particolarmente complicate e rischiose le attività lavorative svolte all’aperto a partire dai cantieri e dalle cave.

“Come Fillea Cgil Toscana – dicono dal sindacato delle costruzioni – rivolgiamo un appello alle istituzioni competenti, agli organi di vigilanza e alle imprese, affinché sia garantito il rigoroso rispetto delle linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare e il rispetto dell’ordinanza emessa dalla Regione Toscana, in assenza purtroppo di una legge nazionale che definisca regole chiare e uniformi per la gestione del rischio da calore”.

“È indispensabile intensificare le ispezioni – suggeriscono – per verificare non solo il rispetto delle disposizioni relative all’emergenza caldo ma anche l’osservanza di tutte le norme in materia di sicurezza, al fine di prevenire infortuni e salvaguardare la salute e la sicurezza che deve essere garantita a tutti i lavoratori della catena degli appalti e dei subappalti”.

“La proposta di legge di iniziativa popolare “i Diritti non si appaltano” – ricordano – voluta, promossa e sostenute dalla Cgil è per provare a contrastare una condizione di sfruttamento permanente che vivono le lavoratrici e i lavoratori in appalto”.

“Noi – sottolineano – vogliamo stesso lavoro, stesso contratto, stesse tutele per chi lavora in appalto e subappalto, vietare il subappalto a cascata nei settori a maggior rischio perché è nel subappalto che aumentano le irregolarità, gli infortuni, lo sfruttamento e i ricatti”.

La Fillea Cgil Toscana “metterà in campo tutti gli strumenti a propria disposizione, continuerà a impegnarsi con determinazione per rafforzare la cultura della prevenzione, della sicurezza e della legalità nei luoghi di lavoro affinché nessuno debba più perdere la vita mentre svolge il proprio lavoro come Cornel Teslaru Titi, l’ultimo operaio quarantottenne morto, in Toscana in un cantiere a Sesto Fiorentino”.

“Invitiamo lavoratori e le lavoratrici a segnalare, anche tramite i loro rappresentanti, violazioni delle norme o situazioni di pericolo” riprendono ancora.

“Siamo convinti – concludono – che sia necessario rafforzare e diffondere la cultura della sicurezza soprattutto attraverso la prevenzione, il rispetto delle regole e il rafforzamento dei controlli che rappresentano strumenti indispensabili per garantire condizioni di lavoro dignitose e sicure”.

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