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giovedì 4 Giugno 2026
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    Giuseppina Brogioni, 106 anni: festa per la quarta donna più anziana d’Italia

    Vive all'Rsa di Villa San Martino: la nipote Caterina ci racconta la storia di una donna forte e indipendente

    SAN CASCIANO – Il Comune di San Casciano supera un primato di longevità grazie a Giuseppina Brogioni, che il 27 gennaio ha compiuto la bellezza di 106 anni.

     

    Probabilmente rientra tra le nonne più anziane della Toscana e anche (forse) tra le quattro persone più anziane d’Italia.

     

    Tra l’altro ha festeggiato ben due volte il compleanno: prima insieme con altri ospiti dell'Rsa Villa San Martino, dove è ospite, con la sorpresa di avere i ballerini del circolo Arci San Casciano ASD “Il Talismano” composto da Fabio, Roberta, Marcello, Maria, Fabrizio, Lorena, Giuliano, Cristina e le giovani Francesca, Claudia, Chiara Sabrina, che con la loro esibizione hanno creato un’atmosfera davvero unica, invogliando a fare due passi di danza anche ai più arzilli ospiti.

     

    Dopo il ballo è arrivato il momento di spengere le candeline, e nonn è stata… da solo: 106 anni di Giuseppina, 93 di Flora Scuffi, 85 di Sira Alisi, 77 di Guerrando Lotti.

     

    Poi Giuseppina Brogioni è passata a spengere le candeline su un’altra torta, stavolta con l’amata nipote Caterina Pini, il sindaco di San Casciano Massimiliano Pescini, la direzione della Rsa Villa San Martino e i loro dipendenti. 

     

    Giuseppina è nata nel 1910 nella frazione della Fornace, al Bargino, primogenita di due maschi, già da piccola mostrava un caratterino tosto, ci racconta la nipote Caterina: "Io fino a poco tempo fa la chiamavo "Rotmaier". La sua mamma, la nonna Italia (nonna di mia mamma), la chiamava "signora Cutero", facendo riferimento alle formiche rosse".

     

    "Ha lasciato la sua casa della Fornace a soli 12 anni – ricorda – per essere indipendente, trasferendosi a Firenze. Inizialmente ospitata da lontani parenti, fino a quando è arrivata alla maggiore età, ha fatto la bambinaia, la colf, la cuoca, la governante, sempre in famiglie facoltose".

     

    "Negli anni -prosegue – era riuscita a mettere da parte una cospicua somma che le permise di aprire una pensione (uno dei primi B&B) in via della Colonna, affittando camere a studenti e cucinando, sempre come se fosse una grande famiglia. Attiva e intraprendente, si è sempre fatta rispettare, soprattutto dagli uomini, in anni in cui la donna era ritenuta inferiore".

     

    "Nel 1975 decise di lasciare la pensione – continua la storia – era arrivato il momento di fermarsi e sebbene ancora giovane, decise di andare al pensionato in via del Porcellana. Questo fino al 1998 quando il pensionato fu trasferito nella casa famiglia in via Modigliani (zona Isolotto)".

     

    La definisce "una lavoratrice instancabile, sua era la frase famosa “impara l’arte e mettila da parte”, non credo di avere mai visto mia zia ferma, fino a due anni fa lavorava a maglia e ancora prima che iniziasse l’arte del riciclo, era normale trovarla a lavorare l’uncinetto con gomitoli di lana recuperata e nastri di plastica recuperati da sacchetti tagliati con precisione".

     

    "Aveva tanti amici e ammiratori – dice sorridendo – ma ha avuto un solo grande amore in giovane età, purtroppo finito male. E’ stata anche una seconda mamma per la mia mamma e sono tante le storie che mi ha raccontato e che oggi posso solo rileggere sui libri di storia. Posso solo dire che è stata ed è una piccola grande donna con un bel caratterino (perché di litigate ne ho fatte tante con lei) ma che darei anche solo un millesimo della mia vita per essere quello che è stata lei, oltre al fatto che alla veneranda età di 106 anni, non disdegna ancora un buon bicchiere di vino!".

     

    "Tra l’altro – svela – credo che sia fra le poche se non l’unica, che a ottobre 2015 ha dovuto rinnovare la carta d’identità".

     

    Ed è stata Caterina a volere che la zia tornasse nel suo paese, San Casciano, tanto che un giorno decise di farla salire in macchina e portarla alla Rsa di Villa San Martino, dove è ospite dall’ottobre 2014. 

     

    Altra curiosità; dopo aver spento le candeline nonna Giuseppina non solo ha mangiato un po’ di torta, ma ha bevuto anche un po’ di spumante. Che dire, Auguroni Giuseppina e… ben tornata a San Casciano!

    di Antonio Taddei

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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