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giovedì 30 Giugno 2022
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    Olio extravergine d’oliva e terracotta d’Impruneta: binomio d’eccezione… anche nella bottiglia

    Presentata la nuova bottiglia della De.Co. (Denominazione Comunale) con etichetta in cotto. Nell'ambito di Buongiorno Ceramica! alla Fornace Mariani - M.I.T.A.L.

    IMPRUNETA – L’occasione è quella giusta anche per lanciare un prodotto che unisce tradizioni secolari. Come quelle delle produzione dell’olio extravergine d’oliva e della terracotta.

    Un sabato di metà maggio. Antica Fornace Mariani – M.I.T.A.L. Terrecotte in via di Cappello, a Impruneta.

    E’ il primo degli eventi legati alla cultura della terracotta imprunetina, sulla scia dell’evento nazionale di Buongiorno Ceramica!, la manifestazione promossa dall’Associazione Italiana Città della Ceramiche (a Impruneta si prosegue fino al 22 maggio, qui le info).

    Per non farsi mancare la parte enogastronomica, siamo pure in concomitanza con il primo appuntamento di Enogastronomica 2022, progetto itinerante di Confesercenti Firenze, durante il quale numerose aziende agricole del territorio presentano i loro prodotti. 

    Olio e terracotta, dicevamo. L’occasione è infatti perfetta per il lancio, da parte delle aziende agricole La Querce, Lanciola, Diadema Wine & EVO, La Colombaia Ville di Bagnolo, Poggio de’ Galli, Dimora Ghirlandaio e Fattoria Triboli, della nuova bottiglia DE.CO., (Denominazione Comunale) per l’olio extravergine d’oliva d’Impruneta.

    Bottiglia che, oltre a presentarsi come lavoro di sinergia tra i produttori, va a riunire quelle che sono due tra le eccellenza d’Impruneta. La terracotta, come detto, di cui è fatta l’etichetta; e l’olio, contenuto all’interno della bottiglia.

    La splendida location è stata l’Antica Fornace Mariani, che è stato possibile visitare con una guida d’eccezione: Enrico Mariani, uno dei tre fratelli, insieme a Luigi e Franco, che ancora oggi gestiscono la Fornace. Facendo, come racconta lo stesso Enrico “un vero lavoro di squadra”.

    Fornace che ha una storia fortemente legata a quella della famiglia Mariani, e vede i suoi inizi alla fine dell’800 con il capostipite di questa famiglia di “fornaciai”, Anselmo Mariani.

    L’attività è stata poi trasmessa ai suoi figli, Angiolo e Armeno, per poi passare ai tre figli di Angiolo, gli attuali proprietari.

    Inizialmente, la produzione si incentrava su materiali utilizzati nel campo dell’edilizia. Poi, con il tempo, si sono aggiunte anche le terrecotte artistiche fatte a mano, così realizzate ancora oggi.

    Questa antica fornace produce tutt’ora le tegole per i restauri della cupola di Santa Maria del Fiore del Brunelleschi, a Firenze, della quale si possono ammirare gli stampi di due misure differenti all’interno della Fornace.

    Al termine della visita, per coniugare artigianato e cibo nel segno delle eccellenze, il pranzo, immersi nel verde del giardino della Fornace, durante il quale è stato possibile gustare piatti della tradizione imprunetina.

    Come l’immancabile “Peposo alla Fornacina” proposto dalla chef Michela Papi del Ristoro Bellavista.

    Lo chef Alessio Leporatti di Diadema Restaurant del Relais Villa Olmo ha invece proposto il con il suo “Risotto con il fagiano, timo e nocciola tostata”.

    Erano presenti come produttori anche la Macelleria Falorni, con i suoi salumi d’eccezione, e la Fattoria Triboli, con la sua selezione di formaggi vegani e altri squisiti prodotti.

    Il tutto è stato accompagnato dai vini delle aziende La Querce, Lanciola, Diadema Wine & EVO e Fattoria La Colombaia Ville di Bagnolo.

    “Le attività storiche del cotto imprunetino rappresentano ancora oggi una realtà fondamentale. Non solo per il territorio dal punto di vista di impresa, ma guardando al testimone che questi artigiani veicolano”, ha detto l’assessore allo sviluppo economico del Comune di Impruneta Matteo Aramini.

    “Questi artisti/artigiani – ha aggiunto – hanno ereditato questo testimone e lo tramanderanno a chi verrà successivamente”.

    “Resta fondamentale questo tipo di attività – ha concluso – che in qualche modo traghettano la storia e le tradizione dei territori: che sono a loro volta culture”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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