mercoledì 12 Agosto 2020
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    Ansia e paura, uguali o diverse? Guida pratica per decifrare queste emozioni

    Tutti prima o poi ci siamo imbattuti in quella sensazione spiacevole chiamata ansia.

     

    Ma perchè ci crea così tanti problemi?

     

    Ansia e paura sono la stessa cosa o sono qualcosa di diverso?

     

    Un tassello fondamentale da sapere è che è grazie a quella emozione, ed insieme alla paura, che siamo arrivati ad essere la specie dominante.

     

    Senza queste due emozioni, saremmo sopravvissuti pochi istanti durante la nostra evoluzione.

     

    Sono emozioni che si attivano davanti ad una minaccia e che ci hanno permesso di scansare pericoli, leoni, nemici ed altri scenari alquanto dannosi.

     

    Oggi queste emozioni vengono attivate più per problemi collegati a qualcosa di più ordinario (come le bollette da pagare a fine mese) che di un leone in mezzo alla savana e quindi per questo possono portare con sè, apparentemente, più problemi che soluzioni.

     

    Pensiamo all’ansia poco prima di un colloquio, prima dell’esito di un esame medico o di un’interrogazione.

     

    Pensiamo e sentiamo che quell’ansia non ci è utile, anzi, che probabilmente ci blocca davanti all’esame o che non ci permette di studiare come vorremmo.

     

    Prima di tutto bisogna fare una distinzione, viene definita ansia quell’emozione senza oggetto e paura quell’emozione con oggetto.

     

    Quando abbiamo davanti a noi molto chiaramente la minaccia (ad esempio un serpente) allora proviamo paura, quando invece la minaccia non è così chiara e lo scenario temuto non è così ben definito, allora molto probabilmente stiamo provando ansia.

     

    Da sapere inoltre che possiamo provare ansia e paura in due modi diversi.

     

    Le emozioni di ansia e paura vengono innescate dal sistema limbico, il sistema del cervello deputato alle emozioni, il quale racchiude l’amigdala, l’ippocampo, il talamo ed altre aree cerebrali.

     

    Se per caso state attraversando sulle strisce ed un’auto inchioda a pochi metri da voi, il talamo in pochissimi istanti prova a calcolare cosa fare e come farlo ed invia un segnale di allerta a tutto il corpo per farvi saltare o correre più velocemente.

     

    In quel momento probabilmente proverete un’intensa paura, emozione che, scaturita dal sistema limbico, farà in modo che tutto il corpo possa reagire come in una sorta di modalità turbo.

     

    In questo caso parliamo appunto di paura poichè abbiamo ben presente il pericolo, la minaccia, ovvero l’auto che ha inchiodato a pochi metri da noi.

     

    In questo scenario la paura svolge un ruolo chiave nella sopravvivenza ed in questo esempio specifico l’emozione provata è partita direttamente dal sistema limbico.

     

    Ci sono però situazioni in cui è la zona più alta del nostro cervello, la neocorteccia, che fa attivare il sistema limbico e ci porta a provare quella fastidiosa sensazione che chiamiamo ansia.

     

    Generalmente questo accade perchè il cervello, soprattutto la parte frontale, è impegnato a prevedere tutto ciò a cui andiamo incontro. Pensiamo ad un’interrogazione, in questo caso, quella parte del cervello sarà impegnata a capire che tipo di domande il professore potrà farci, se sarà buono o cattivo, che cosa potrebbe andare storto… .

     

    Ecco che da quel momento in poi inizieremo a provare ansia che sarà tanto più grande tanto più lo scenario temuto, ad esempio una bocciatura, sarà grave, molto probabile, penseremo che non abbiamo studiato abbastanza e tanto più, nel caso diventasse reale, la percezione che non ne usciremo vivi, magari da un rimprovero da parte dei genitori.

     

    In un quadro del genere, naturalmente, siamo portati a pensare che l’ansia sia qualcosa di negativo, brutto, da non provare, non funzionale.

     

    In realtà se ben gestite e comprese, l’ansia come la paura, diventano per noi un meccanismo indispensabile per affrontare le minacce della vita in modo più efficace, ci mettono nelle condizioni di affrontare certi problemi nel migliore dei modi.

     

    Pensando allo studio, senza ansia, non saremmo abbastanza motivati a studiare o saremmo poco attivati, faremmo poco o nulla.

     

    Generalmente però abbiamo difficoltà nel gestirla o la gestiamo male, per esempio, provando a fare altro o evitando quelle situazioni che colleghiamo ad una forte ansia.

     

    Distrarci o evitare non sono di per sè cattive strategie, il problema si crea quando diventano le uniche strategie per gestire l’ansia e per provarne di meno. Per quanto nel breve periodo tutto ciò sembra funzionare, nel lungo, sentiremo molta più ansia.

     

    Ecco che allora tutto il sistema andrà in blocco e arriveremmo a pensare che troppa ansia non è produttiva, però in questo caso non sarà stata l’ansia a creare i problemi, ma le nostre strategie per gestirla ed impiegarla in modi più funzionali.

     

    Ci sono tanti e vari modi per gestire l’ansia e farla nostra amica.

     

    Un semplice trucco quando proviamo ansia è quello di mettere nero su bianco cosa ci stiamo immaginando, cosa ci passa per la testa, che scenari immaginiamo di così tremendi e scriverli come fossero una sceneggiatura di un film, senza fermarsi a scrivere: andrà tutto male.

     

    Cosa e come ci immaginiamo che possa andare tutto male? Se a questa domanda non riusciamo a scrivere più di due o tre righi vuol dire che siamo immersi nella nebbia ed in quel caso, la cosa più utile da fare, e provare a descrivere il più dettagliatamente possibile i vari passaggi del perchè le cose dovrebbero andare così male come pensiamo.

     

    Molto probabilmente dopo un primo, veloce e transitorio picco d’ansia, inizieremo a sentirci meglio e forse ad organizzare in un modo più efficace anche il nostro lavoro poichè forse scopriremo che in realtà non è che lo sappiamo così bene cosa e come accadrà ciò che temiamo.

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