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mercoledì 8 Dicembre 2021
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    Vi racconto l’ospedale: che è un luogo magico. Da vedere con occhi diversi

    L’articolo di questa settimana lo dedico all’ospedale, l’ospedale però come lo vedo io, malato cronico con tre malattie addosso dalla nascita e grande frequentatore di ospedali fin da piccolo, sia come paziente (da ben 45 anni) che come clown_dottore (da ben 25 anni).

     

    Quasi tutte le volte che le persone parlano dell’ospedale lo fanno con tristezza, con rammarico, come fosse il luogo più brutto del mondo, un posto dove chi entra deve per forza soffrire, stare male e sperare di uscirne il prima possibile.

     

    So bene che se una persona si ammala non è una cosa che si può definire piacevole, ma questo solo a prima vista perchè in realtà nessuna cosa è solamente positiva o negativa e aggiungo anche che qualsiasi cosa può essere allo stesso tempo sia negativa che positiva, la differenza sta molto nella nostra interpretazione, nella maniera in cui la si affronta e nel modo in cui la si vive, la si gestisce e la si racconta.

     

    So per esperienza diretta che la malattia può anche essere una cosa meravigliosa grazie alla quale si cambia il nostro modo di vedere le cose, si migliora il rapporto col mondo e si cresce tantissimo.

     

    Per tutto questo mi permetto dire che l’ospedale in realtà è un posto magico, ve lo dico in questo preciso momento durante il quale sto affrontando da ben 14 mesi un’osteomielite alla gamba sinistra a seguito di un incidente e di un batterio preso proprio in sala operatoria, l’ospedale è il luogo migliore del mondo, l'unico luogo dove puoi entrare malato e uscire sano (anche morto a volte ma anche sano), se sei malato e vai al cinema entri malato e esci malato, se vai al bar uguale, l'unico luogo al mondo dove entrare malati e uscire sani è l'ospedale.

     

    Un luogo dove migliaia di persone ogni giorno entrano e escono chi per curarsi, chi per fare una visita a un parente o a un amico, chi per lavorare in tanti posti diversi (medici, infermieri, oss, osa, pulizie, bar, edicola) immaginate cosa succederebbe se TUTTI LORO ci entrassero con lo spirito giusto, quello di cura reciproca, curare e farsi curare (non siamo mai solo malati di malattie ma anche di tristezze, affanni) quel luogo splenderebbe così tanto che si vedrebbe dalla luna il brillio e la lucentezza.

     

    Se tutti ci entrassero nel modo giusto si ricreerebbe il cerchio magico della guarigione dei popoli antichi e degli sciamani.

     

    In fondo l'ospedale questo è, il cerchio magico della guarigione, solo che spesso non lo sappiamo usare, lo disprezziamo, ci scocciamo a stare in fila, ci trattiamo male gli uni con gli altri, se uno risponde male non viene mai in mente che ha necessità di cura e che noi siamo portatori sani di cura, TUTTI NOI LO SIAMO, anche se non ci crediamo lo siamo ugualmente.

     

    Tra i malati e i medici i più fortunati sono i malati, almeno loro sanno che sono malati e vanno là per curarsi, spesso i medici, che sono a loro volta malati di tristezze varie, o sono bruschi con le persone, o magari hanno problemi in famiglia, non lo ammettono e vanno ogni giorno in ospedale e non si curano, sciupano una grande occasione per superficialità, arroganza o poca attenzione ai bisogni del prossimo.

     

    Quando abbiamo davanti a noi una persona non possiamo mai sapere quale meraviglia stiamo guardando, cosa ha realizzato di grande nella sua vita o quanta saggezza potrebbe donarci se solo avessimo l’atteggiamento di ascolto e comprensione, e così, con noncuranza ci offendiamo a vicenda e nessuno si cura, o si “prende profondamente cura” dell’altro.

     

    Per cui la prossima volta che capitate in quel luogo magico provate a ringraziare di averlo a disposizione poichè ci son tante persone al mondo che lo vorrebbero avere a disposizione e non lo hanno, ascoltate chi vi sta intorno, osservate, parlate, siate gentili, aiutate, aprite una porta a qualcuno, prestate attenzione a una richiesta, impegnatevi, dialogate e siate grati di aver tanta gente che entra e esce e provate ad attivare il giusto atteggiamento, in una parola AMATE, sarete stupiti del risultato, credetemi.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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