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mercoledì 8 Dicembre 2021
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    Ius Soli, cosa è, come funziona: una chiacchierata con Tommaso Grassi

    Nell’articolo di questa settimana vorrei parlare ed approfondire l’argomento dello Ius Soli, che è in approvazione in questi giorni e che ancora non si sa se il Parlamento lo approverà o meno.

     

    Per fare questo ho deciso di intervistare Tommaso Grassi di “Firenze riparte a sinistra” e insieme abbiamo fatto una chiacchierata su questo argomento.

     

    Buongiorno Tommaso, grazie di aver accettato questa intervista, la prima domanda che vorrei farti è questa: Lo Ius Soli che cosa è? Cosa prevede? Darà la cittadinanza a chi?

     

    "Iniziamo a dire che lo Ius Soli non prevede di concedere cittadinanze a pioggia per tutti quelli che sono in Italia. E non è nemmeno una sanatoria. In realtà se passasse lo Ius Soli rimarrebbe la stessa norma sui temi dell’immigrazione, quello che cambierebbe è che circa 800.000 bambini e ragazzi che sono nati in Italia da cittadini stranieri diventerebbero cittadini italiani a tutti gli effetti. Se questo succedesse non cambierebbe niente per tutti noi poichè questi bambini e ragazzi sono in Italia da sempre, giocano con i nostri figli, vanno a scuola con i nostri figli, fanno sport con i nostri figli, sono a tutti gli effetti uguali ai nostri figli. Ma non hanno diritto a considerarsi cittadini italiani e questo non è giusto, che cittadinanza dovrebbe avere chi è nato qui ed è sempre e solo stato qui?".

     

    Quando arriveranno ad avere 18 anni loro potranno comunque chiedere la cittadinanza italiana giusto?

     

    "Sì certo, se per tutti i loro 18 anni di vita sono stati in Italia hanno diritto a chiedere la cittadinanza lo stesso al compimento del 18esimo anno d’età".

     

    E allora cosa cambia con lo Ius Soli?

     

    "Cambia che adesso loro non si possono spostare dall’Italia se non per ferie, non possono per esempio andare a vivere un’esperienza all’estero per qualche tempo. E comunque non è detto che al compimento del diciottesimo anno di età avranno la cittadinanza italiana, dovranno affrontare un iter molto laborioso e lungo che dura circa due o tre anni, e fare tutte le pratiche come se fossero degli immigrati. Quando in realtà l’unica nazione che sentono propria è l’Italia, perchè nati e cresciuti qua come tutti noi. E questo non è giusto".

     

    Ma se passa la legge allora tuti i bambini che nasceranno in Italia saranno italiani? C’è il rischio, dice qualcuno, che le mamme vengano qua a partorire per dar loro la cittadinanza e l’Italia si riempia di stranieri?

     

    "No, non è così. Lo Ius Soli prevede che diventino cittadini italiani solo i bambini nati in Italia da genitori stranieri se residenti stabilmente in Italia da almeno 5 anni, non è che una persona arriva in Italia clandestina, partorisce e suo figlio diventa automaticamente italiano. Questa legge è studiata per agevolare quei bambini e ragazzi che starebbero comunque in Italia anche se non gli riconosciamo la cittadinanza, poichè nati e cresciuti qui come tutti noi. Sono i figli di quegli stranieri sani e integrati, che lavorano e vivono da noi da tanto tempo. Resterebbero in Italia comunque, tanto vale evitargli un iter burocratico inutile e farli sentire come noi, come dovrebbe essere e come è giusto sia".

     

    Quali diritti acquisiscono con la cittadinanza italiana?

     

    "Diritti fondamentali per ogni essere umano, dal diritto di voto e quindi alla partecipazione attiva alla vita sociale e politica di questo Paese come ogni buon cittadino ha il diritto/dovere di fare. Potranno accedere a concorsi pubblici, accedere a quelle prestazioni sanitarie che richiedono la cittadinanza, ma soprattutto la domanda fondamentale da farsi è: se tu nasci e vivi in un Paese non è giusto far parte a tutti gli effetti di quel Paese? Direi di sì".

     

    Diciamo sempre che gli italiani non fanno figli e che l’Italia è un Paese per vecchi, lo Ius Soli potrebbe risolvere questo problema secondo te?

     

    "Sì certo, ogni anno si stima nascerebbero circa 50.000 bambini che poi sarebbero italiani".

     

    E gli italiani che cosa ci si rimetterebbero?

     

    "Non ci rimetterebbero nulla, avrebbero solo più concittadini che non è negativa come cosa, ed inoltre questo è un caso in cui dare un diritto agli altri non toglie nessun diritto agli altri".

     

    Quanto manca all’approvazione della legge? Secondo te verrà approvata?

     

    "Deve passare il passaggio definitivo in Parlamento ed è all’ultimo punto dell’ordine del giorno di fine mandato prima di sciogliere le Camere per le elezioni verso gennaio, forse prima. Se saranno sciolte le Camere prima, la legge decade e se non viene votata non entrerà in vigore. E sembra che non lo faranno. Per me dovrebbero metterla all’ordine del giorno nei primi punti e dire: da qui a fine mandato facciamo sia il biotestamento che lo Ius Soli, visto tutto il tempo perso questo sarebbe un buon modo per dare un segnale positivo".

     

    Hai altro da aggiungere per concludere questa nostra chiacchierata?

     

    "Sì, vorrei dire e far notare a tutti che l’integrazione passa anche da far sentire tutte le persone uguali: questi bambini e ragazzi sono nati in Italia e non hanno nessuna differenza rispetto ai nostri figli, hanno solo la "colpa" di essere nati da genitori stranieri. E questa non può essere una colpa. Inoltre, per assurdo, un italiano che nasce qua e va via subito o che nasce all’estero da due genitori italiani e che magari non mette mai piede in Italia ha diritto alla doppia cittadinanza. E può votare. Mentre chi sta da sempre qui non può farlo, ti sembra logico?".

     

    Concludo questo articolo con due citazioni, la prima di Abraham Lincoln (16° presidente degli Stati Uniti d’America) e la seconda di William Faulkner (scrittore e poeta statunitense nonchè vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 1949)

     

    Tutti gli uomini nascono uguali, però è l’ultima volta in cui lo sono. (Abraham Lincoln)

     

    Vivere nel mondo di oggi ed essere contro l’uguaglianza per motivi di razza o colore è come vivere in Alaska ed essere contro la neve. (William Faulkner)

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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