SAN CASCIANO – L’ultimo millennio della bellissima, complessa, spesso turbolenta storia del nostro Paese, ripercorso in 1.200 metri lineari di filze, registri, carte, pergamene, libri, che ammontano a oltre 12.000 unità, raccolte nel prezioso archivio della Famiglia Corsini che, dopo tre secoli, lascia il fiorentino Palazzo Corsini al Parione, sul Lungarno omonimo, per la nuova sede di Villa Le Corti, a San Casciano.
Quella Villa Le Corti che fu il primo grande edificio voluto dalla famiglia (Bartolomeo Corsini affidò il progetto al pittore e architetto Santi Di Tito, uno fra i massimi maestri toscani della metà del Cinquecento) per sottolineare il proprio status sociale e politico.
Proprio a San Casciano, accanto al Convento intitolato a Sant’Andrea, Tommaso Corsini (1835-1919) ha voluto costruire la cappella gentilizia dove i membri della famiglia riposano.
Un archivio dunque che trova coerentemente dimora nel luogo che più si lega alla memoria di una fra le più grandi Famiglie italiane.
Il trasferimento, avvenuto sotto la tutela della Soprintendenza Archivistica per la Toscana, è stato co-finanziato dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e coordinato dal dottor Aubrey Westinghouse.
“Portare un nome che ha tracciato una storia lunga un millennio – esordisce Filippo Corsini, presidente del Comitato per la Fondazione Corsini – è certamente fonte di grande responsabilità. Abbiamo deciso il trasferimento dell’Archivio che documenta questo lungo percorso, guardando al futuro nel solco della tradizione che vede il primogenito prendersi cura della memoria di famiglia".
"Oggi la nostra storia è custodita a Villa Le Corti – sottolinea – dove, accanto alla residenza e la cantina, progettata come un’unica fabbrica da Santi di Tito, su una proprietà acquistata nel 1427 sorge la Cappella Corsini. Siamo certi che gli ingredienti per favorire l’accesso agli studiosi ci siano tutti: la prossimità con Firenze, il silenzio della campagna chiantigiana e, perché no, un ottimo vino e la buona tavola!”.
‘’Siamo orgogliosi – dichiara il presidente dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze Umberto Tombari – di poter consentire la futura consultazione di un tesoro così prezioso per gli studiosi di tutto il mondo qual è l’Archivio Corsini".
"Non si tratta, infatti – tiene a sottolineare – di favorire solo la conoscenza della storia di una famiglia, seppure importantissima per Firenze e la Toscana, ma di aprire una pagina fino ad oggi inedita della storia del nostro Paese, raccontata attraverso carteggi, ricevute, contratti e testamenti assolutamente sconosciuti. Fa anche onore a Filippo Corsini avere voluto affidare questo tesoro a una Fondazione che si occuperà della conservazione e della consultazione delle carte, segno generoso della volontà di mettere a disposizione della comunità scientifica internazionale una testimonianza intima e preziosa del proprio passato”.
“L’Archivio Corsini, sicuramente uno dei più ricchi archivi privati presenti in Toscana – precisa Diana Toccafondi, Soprintendente Archivistico per la Toscana – costituisce non solo un deposito documentario imprescindibile per la storia di Firenze e della Toscana ma anche (per il ruolo rivestito da molti eminenti membri della famiglia) una fonte la cui importanza travalica la dimensione regionale e si estende alla storia d’Italia e d’Europa".
"Il valore di questo complesso e articolato sistema di fondi familiari – ricorda – è stato riconosciuto dallo Stato che, attraverso la Soprintendenza Archivistica per la Toscana, lo ha dichiarato di interesse storico particolarmente importante, ascrivendolo in tal modo al patrimonio culturale della Nazione, meritevole di salvaguardia e tutela e intervenendo più volte con restauri di documenti particolarmente danneggiati".
"La cura con cui la famiglia Corsini ha sempre conservato il proprio ingente patrimonio di memoria – continua – arricchitosi nel tempo (per effetto di vicende genealogiche – con l’apporto di altre famiglie (come gli Scotto, i Martellini, i Cambray-Digny, i Rinuccini e i Buondelmonti), è all’origine di interventi di riordino disposti in particolare a partire dai secoli XVIII e XIX".
"Così scriveva Bartolomeo di Filippo Corsini (1729–1792) nel suo testamento – ricorda ancora – Tre anni e mezzo sono stato fermo in Firenze per leggere e esaminare attentamente i fogli dell’archivio della mia casa, che anche con non piccola spesa ho fatto rimettere in buon ordine".
"Con il recente trasferimento – conclude – le migliaia di filze e registri, collocate nelle sei stanze del palazzo fiorentino di via del Parione, trovano una degna cornice in una più razionale collocazione e riorganizzazione a Villa Le Corti: da questa complessa operazione, autorizzata dalla Soprintendenza Archivistica che ha seguito e affiancato gli incaricati anche con proprio personale, risulta un miglioramento sensibile sia delle condizioni di conservazione materiale dei documenti sia delle possibilità di ordinamento e descrizione, a tutto vantaggio della valorizzazione e della ricerca. Inizia così una nuova vita per l’Archivio Corsini, nel solco della grande tradizione di cura e attenzione per la propria memoria sempre dimostrata dalla famiglia”.
di Redazione
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