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mercoledì 8 Dicembre 2021
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    La pet therapy al Santa Maria Annunziata cerca sponsor. Altrimenti chiuderà

    Oggi vorrei parlarvi di una bella iniziativa che esiste da oltre un anno all’ospedale Santa Maria Annunziata di Ponte a Niccheri, la pet-therapy nel reparto psichiatria.

     

    Questo progetto è stato fortemente voluto e incoraggiato dall’associazione Clowncare m’illumino d’immenso (i dottori-clown dei quali io faccio parte che da svariati anni lavorano in questo ospedale in vari reparti tra cui, appunto, il reparto di psichiatria).

     

    Abbiamo coinvolto un’altra associazione, l’accademia cinofila fiorentina, che svolge attività di pet therapy da svariati anni in diversi luoghi come reparti ospedalieri, case di riposo e altro.

     

    Questo è stato il primo reparto di psichiatria a livello italiano ad aver aperto le porte alla pet- therapy ed è quindi un progetto innovativo.

     

    Il progetto ha avuto ottimi risultati in tantissime situazioni e con tantissimi pazienti che hanno beneficiato dell’attività svolta con questi animali che, di volta in volta, venivano portati in ospedale.

     

    Quando sentiamo parlare di pet therapy il nostro pensiero va subito ai cani ma in realtà l’accademia cinofila fiorentina utilizza diverse tipologie di animali come cani, galline, porcellini d’india e tartarughe.

     

    Questo perchè ogni animale, avendo caratteristiche diverse, interagisce differentemente con le persone per cui chi potrebbe magari aver paura di un cane può iniziare con una tartaruga o con un porcellino d’india che sono più piccoli e meno facilmente ci si spaventa a vederli.

     

    Nel reparto psichiatrico questa caratteristica di differenziazione è risultata spesso vincente e gli operatori sono così riusciti a far avvicinare tutti a un animale e ad interagire con esso.

     

    Come tutti i progetti però, anche la pet-therapy, ha un costo poichè gli operatori vanno pagati, gli animali nutriti, curati e tenuti bene per far sì che siano in grado di compiere il loro lavoro senza stress e in completo rispetto sia dell’animale che del paziente nonchè dell’ambiente ospedaliero presso il quale lavorano e transitano.

     

    Purtroppo, come spesso succede in Italia, tutti sono contenti ed entusiasti di un bel progetto ma non si trovano i fondi pubblici necessari a coprire le spese minime di supporto a questa meravigliosa attività che si vedrà, suo malgrado e con gran dispiacere sia dei pazienti che degli operatori sia sanitari che di pet therapy, ad interrompere il servizio per mancanza fondi a fine settembre 2017.

     

    I fondi necessari a coprire un anno di pet therapy (consistenti in un intervento pomeridiano alla settimana) sono circa 2.500/3.000 euro (sono quindi costi bassissimi se si pensa a cosa fanno e a quanto sono utili) ma nè la Asl nè i vari enti pubblici che hanno contattato in questi mesi sono in grado di far fronte a tale spesa pur considerando il progetto bello, innovativo e di aiuto per i pazienti psichiatrici del nostro territorio.

     

    Essendo sia l’associazione dei clown che quella degli operatori di pet therapy due piccole associazioni abbiamo grosse difficoltà a reperire i fondi necessari a far proseguire tale progetto, cerchiamo perciò qualcuno che abbia voglia di investire dei soldi per sponsorizzare questo bel progetto.

     

    Se fra i lettori o i loro conoscenti ci fosse qualcuno disposto a farlo può inviare una mail a dottornuvola@alice.it e proporsi così da poter organizzare un incontro con l’associazione che si occupa di gestire questo servizio.

     

    Nella speranza che un progetto così bello e innovativo che tutti noi abbiamo fortemente desiderato possa non chiudere i battenti ricordo anche che un paese civile lo è davvero quando si prende profondamente cura di tutte le persone comprese quelle malate e in particolar modo di quelle malate di malattie mentali invalidanti che già di per sè sono tanto messi alla prova e in difficoltà (spesso anche senza la minima possibilità di difendersi da soli e chiedere ciò che gli spetterebbe di diritto in quanto molto fragili e disperati) da non dover anche subire ulteriori peggioramenti a causa dei servizi mancanti a causa dei fondi necessari a garantirli.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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