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domenica 3 Luglio 2022
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    Medici di famiglia e Covid, la dottoressa Maria Cecilia Porciatti: “Il mio pensiero ai colleghi morti”

    "All'inizio? Fra i miei pazienti tanta, tanta paura. Chi ancora non si è vaccinato è difficilmente convincibile. Esenzioni per il vaccino? Mi sono rifiutata senza validi motivi"

    GREVE IN CHIANTI – Dopo le chiacchierate con Giovanni Redegalli (San Casciano) e Franco Gabriele (Impruneta), ci spostiamo a Greve in Chianti.

    Per capire come i grevigiani hanno vissuto la pandemia da Covid- 19 (e tutt’ora continuano a viverla) attraverso le parole di uno dei medici di famiglia più conosciuti nel comune chiantigiano: Maria Cecilia Porciatti.

    Con marzo 2020 la situazione è rapidamente cambiata per tutti, lasciandoci in una situazione di incertezza e timore. E i medici di famiglia ne sono stati, letteralmente, investiti. 

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    “L’ho vissuta come una cosa nuova, sconosciuta. E all’inizio, come ogni cosa che non si conosce, con un certo senso di timore e preoccupazione”: esordisce così la dottoressa Porciatti.

    Nonostante tutto, però, ci conferma di aver sempre cercato di essere presente: “Io l’ambulatorio non l’ho chiuso, sono sempre stata dentro, aperta negli orari stabiliti ormai da tempo. I pazienti, però, allora non venivano in studio, per timore. All’inizio della pandemia ho quindi lavorato per lo più telefonicamente”.

    L’avvento della pandemia è stato un qualcosa di vissuto inevitabilmente con timore dai pazienti, come afferma la dottoressa Porciatti.

    “Nonostante la mia disponibilità e l’apertura dell’ambulatorio – prosegue – nei mesi più concitati loro non sono venuti in studio. Hanno iniziato a ri-frequentarlo verso maggio 2020, quando la situazione si è un po’ calmata e i miei pazienti hanno, più o meno, ripreso a venire regolarmente qua da me in ambulatorio”.

    L’emozione che più li ha accomunati dal marzo 2020 in poi è stata, senza dubbio, la paura. Come per tutte le cose sconosciute: “L’avvento del Covid-19 – conferma – ha creato loro ansia e paura. Molta paura”.

    Per quanto riguarda i vaccini, la risposta che la dottoressa Porciatti ha registrato è stata positiva: “Ho vaccinato tutti gli over 80. E ora sto facendo la dose booster, la terza dose, a tutti gli over 80 che ho fra i miei pazienti”.

    La dottoressa ci conferma come, però, questa tendenza positiva (verso il vaccino) non caratterizzi solo gli anziani, ma anche le altre fasce di età: “Anche le altre persone si sono date da fare, sia i giovani che quelli di… mezza età. Si sono dati da fare per prenotare la vaccinazione sul sito delle Regione Toscana. Ritengo di avere una buona parte di pazienti vaccinati”.

    Non sono comunque mancati i pazienti che non si sono voluti vaccinare: “Chi ha messo la testa avanti è difficilmente convincibile – continua la dottoressa Porciatti – Io posso parlare per quelli che ho vaccinato e per quelli che so essersi vaccinati, in quanto miei pazienti. E posso dire che sono una larga fetta di popolazione”.

    Riguardo all’effetto green pass, non ha notato un aumento di richieste da parte di persone che chiedono, ad esempio, di farsi mettere in malattia: “Io ho avuto solo qualche sporadica richiesta di esenzione dalla vaccinazione – conferma Porciatti – ovvero la richiesta di poter non fare il vaccino, ma mi sono categoricamente rifiutata di farla senza un valido motivo medico”.

    “La legge – ricorda – stabilisce come un medico possa esentare un paziente da fare il vaccino completo solo se, dopo la prima dose, questo ha una reazione allergica importante, non piccole controindicazioni. Non essendo stato questo il caso di nessuno e non avendo, in alcuni casi, nemmeno voluto provare a fare la prima dose di vaccino, non è stato possibile certificarlo, in quanto non è vero. Nel complesso però sono state poche”.

    “Inoltre – riprende – non ho avuto richieste di persone che hanno chiesto di farsi mettere in malattia per effetto del green pass: sono state abbastanza coscienziose”.

    Il saluto finale della dottoressa è il ricordo verso tutti i colleghi morti a causa della pandemia, facendo come sempre il proprio dovere: “E’ a loro che va il mio pensiero”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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