mercoledì 14 Aprile 2021
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    La Toscana arancione e quel post del presidente Giani che il sabato mattina non c’è più

    Il nuovo Governo deve modificare i tempi di definizione delle "zone". La politica e le istituzioni devono assumersi la responsabilità di una comunicazione trasparente e accettabile, nei modi e nei tempi

    Vorrei partire dalla fine. Dalla comunicazione fatta dal presidente della Regione, Eugenio Giani, ieri in serata, in cui annunciava il passaggio ufficiale in zona arancione della Toscana. Sui suoi profili social.

    Una comunicazione fatta, come di consueto, a margine della telefonata con il ministro della Salute Roberto Speranza (come correttamente Giani indica sempre nella sua “comunicazione del venerdì” sulla colorazione della Toscana).

    Una comunicazione che, a meno che io non si “rincitrullito” completamente, questa mattina è scomparsa dai profili social del Governatore.

    Sono andato a rivedere, stamattina, per verificare quello che già ieri stonava. Cioè che nel post di Giani non fosse indicato a chiare lettere l’inizio della zona arancione per domenica 14 febbraio.

    Una “dimenticanza”? Non penso. Sicuramente la volontà di sfumare una comunicazione che già si sapeva avrebbe fatto “imbelvire” migliaia di imprenditori e cittadini.

    La ciliegina sulla torta è, infine, la rimozione totale del post (sia sulla pagina Facebook che sull’account Twitter) di oggi: quindi, in pratica, l’unica forma di comunicazione semi-ufficiale in merito alla colorazione della Regione (e anche di questo parlerò), non c’è più.

    Ma andiamo per ordine. Il nuovo Governo deve assolutamente mettere mano all’organizzazione dei “colori”. E’ impensabile proseguire così.

    Non ho la competenza per dire se sui parametri scientifici. Di sicuro deve farlo su quelli temporali: comunicazione dei dati il mercoledì; analisi da parte del Comitato Tecnico Scientifico il giovedì; comunicazione (mai ufficiale!) il venerdì sera.

    Tre giorni per decidere e comunicare (in modo mai ufficiale se non tre righe “sepolte” sul sito del ministero della Salute!!) un qualcosa che va a modificare la vita delle persone ogni settimana. E’ diventato semplicemente inaccettabile.

    Io non conosco i tempi tecnici, ma vanno compressi. In un giorno, un giorno e mezzo al massimo.

    # Covid: anche l’ARS torna a criticare le modalità del sistema di “colorazione” delle Regioni

    E se i dati vengono comunicati il mercoledì, avere il mercoledì sera, o al massimo il giovedì mattina, la comunicazione (ufficiale!!!) da parte del ministero e della Regione, ovvero coloro che hanno competenze sanitarie.

    Chi ci segue sa bene quella che è sempre stata la linea editoriale del Gazzettino del Chianti sul Covid: la salute, prima di tutto e come base per ogni ripresa dal punto di vista economico.

    Ma non è più accettabile né tollerabile, dopo un anno di pandemia, questa organizzazione barocca, sfasata nei modi e nei tempi.

    Equivoca, in cui tutti cercano di nascondere la mano di un sasso che comunque va a colpire decine e decine di migliaia di persone e famiglie (e parlo solo della nostra regione)

    Che poi mette ad esempio un imprenditore del settore della ristorazione a fare, un venerdì sera di febbraio, un continuo “refresh” della pagina Facebook del presidente della Regione fino a che non vede quel dannato post.

    Che peraltro è pure incompleto. E che il sabato mattina non c’è più. In pratica, al momento, un cittadino toscano che volesse sapere di che diamine di colore è la sua regione, non ha (e non ce l’ha neanche la stampa, sia inteso) una comunicazione ufficiale (!!!!) da consultare.

    Semplicemente, basta. La politica, tutta, si assuma con chiarezza e trasparenza le sue responsabilità.

    Che diventano poi decisioni sulla pelle di ciascuno di noi. 

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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