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martedì 21 Maggio 2024
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    Affrancamento 2023. Un’occasione… ma non per tutti! Ne parliamo su ChiantInvesto

    Un’opportunità fiscale che non capita molto spesso. Necessario però fare bene i conti per non far sì che diventi un boomerang

    La Legge di bilancio 2023 (L. 29/12/2022, n.197) contiene alcuni interventi che impattano positivamente sulla fiscalità dei rendimenti finanziari degli investitori.

    Con l’intento di anticipare un gettito fiscale futuro, lo Stato dà la possibilità alle sole persone fisiche (e soggetti a queste fiscalmente equiparati come Fondazioni, Enti, Onlus e società semplici) di poter esercitare specifiche opzioni per cui, in cambio del pagamento di un’imposta, è possibile ottenere un risparmio fiscale.

    La modalità e l’entità del risparmio cambia a seconda del tipo di strumento su cui si era investiti alla data del 31 dicembre 2022 e che si è mantenuto sino ad oggi.

    Nello specifico la legge prevede che gli investitori possono quindi:

    AFFRANCARE entro il 30 giugno 2023 il costo fiscale con il pagamento del 14% sulle plusvalenze (anziché del 26%) su tutti i fondi d’investimento italiani ed esteri e su alcune categorie di polizze assicurative (escluse quelle in scadenza o da riscattare prima del 1° gennaio 2025).

    RIVALUTARE entro il 15 novembre 2023 il costo fiscale delle partecipazioni societarie anche quotate (quindi anche le normali azioni) con il pagamento del 16% sul valore “normale” al 31 dicembre 2022.

    Conviene?

    Quella che in prima battuta potrebbe sembrare un’opportunità da non perdere richiede invece, come al solito, valutazioni più approfondite per misurarne la convenienza o meno. Sì, perché l’opzione specifica esercitata in modo errato non solo non può portare alcun beneficio ma può addirittura creare una rimessa economica.

    Per avere un quadro più esaustivo affrontiamo separatamente le due tipologie di opzione esercitabili in modo da capire per ciascuna come trarne beneficio.

    AFFRANCAMENTO

    Esercitandolo si acconsente al pagamento di un’imposta del 14% sulle plusvalenze virtuali che si erano maturate sugli strumenti sopra citati al 31 dicembre 2022.

    Per avere una convenienza è necessario quindi innanzitutto che ci siano state delle plusvalenze alla data di riferimento e che la tassazione dello strumento preso in esame sia superiore all’imposta da pagare.

    È bene ricordare infatti che i fondi d’investimento che investono totalmente in titoli di stato White List applicano una tassazione solo del 12,5%. Di conseguenza, salvo diversa futura indicazione dell’Agenzia delle Entrate, esercitando l’opzione per questi strumenti si avrebbe un danno fiscale anziché un guadagno.

    L’opzione risulta invece vantaggiosa per gli strumenti con una componente totalmente azionaria dato che sono sottoposti ad una tassazione del 26%; pagando solo il 14% si sfrutterebbe a pieno il beneficio fiscale.

    Per tutti gli strumenti bilanciati, flessibili o multiasset, in quanto solitamente sono un mix tra titoli di stato white list ed altro con la conseguenza di ricadere in un’aliquota fiscale media che si pone tra il 12,5% e il 26%, sono necessarie valutazioni specifiche da fare caso per caso per capirne la convenienza o meno.

    RIVALUTAZIONE

    Come evidenziato precedentemente la seconda tipologia di opzione esercitabile che la legge di bilancio prevede è la rivalutazione delle quote societarie, le azioni.

    Pagando il 16% sull’intero valore delle partecipazioni (e non sulle plusvalenze in questo caso), si effettua una sorta di “saldo e stralcio” fiscale che farà aggiornare le quote con il nuovo prezzo di carico.

    Per capirne la convenienza o meno in questo caso è necessario effettuare un calcolo specifico; in linea di massima possiamo però dire fin da subito che l’opzione risulta vantaggiosa per coloro che posseggono titoli azionari da un po’ di tempo e che presentano buoni aumenti di prezzo… in altre parole la classica situazione del buon vecchio “cassettista”.

    CONCLUSIONI

    Per molti non sarà assolutamente una cuccagna ma questo provvedimento potrebbe rappresentare per qualcuno un’opportunità da cogliere al volo.

    Serve però approfondire bene per capirne la convenienza, di conseguenza l’invito è sempre quello di rivolgersi al professionista di fiducia per valutare la bontà o meno dell’operazione.


    Biografia e contatti

    Umberto Bagnoli è un Consulente Finanziario iscritto all’albo OCF matricola n. 460860.

    Oltre alla professione, da anni promuove l’educazione e la cultura finanziaria delle persone attraverso eventi sul territorio. Oggi scrive anche su investireconmetodo.it e sulle omonime pagine Facebook e Linkedin.

    📨 Mail: umberto@investireconmetodo.it

    📞 Telefono: 0554788111

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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