mercoledì 14 Aprile 2021
Altre aree

    Turismo nel Chianti: quei camperisti che proprio non interessano a questo territorio

    Qui nella "Camper Valley", dove i mezzi si producono, il comparto sta andando molto bene. E quindi, direte, in ottica di rilancio turistico si lavora per accoglierli questi camper? Non proprio...

    Era il 16 maggio dello scorso anno quando pubblicavamo un editoriale (trovate il link qua sotto) che introduceva il tema di rendere il Chianti “camper friendly”.

    # Un’estate 2020 in cui creare una zona “Chianti Camper Friendly”? Noi lanciamo questa idea

    Un territorio, il nostro, che storicamente ha snobbato i camperisti. Un territorio che ha vissuto a lungo, in particolare, sul turismo straniero che volava qui da ogni angolo del globo. Investendoci e puntandoci (comprensibilmente) molto.

    Oggi che la situazione causata dalla pandemia da Covid-19 ha fatto letteralmente esplodere il comparto turistico, c’è da capire come ci si può muovere nei prossimi mesi. Anni.

    Perché anche il 2021 non sarà certo l’anno del “liberi tutti”. In cui americani, europei, cinesi, indiani, brasiliani, russi, torneranno nel Chianti come accadeva ante-Covid.

    Era il maggio 2020, dicevamo, quando sul Gazzettino del Chianti lanciavamo la proposta di rendere il nostro territorio più “amichevole” nei confronti dei camper e dei camperisti.

    Per attrarre turismo italiano ed europeo, che si muoverà in modo importante su questi mezzi.

    Lo dicono le analisi dei futuri flussi turistici.

    Lo dicono le dinamiche che stanno interessando molte aziende della nostra “Camper Valley”.

    Eh sì, perché (scusate il dettaglio) parliamo di accogliere camperisti in quella che è la culla nella produzione di questi veicoli. A livello europeo.

    Tanto che Laika stabilizza, assume e apre nuove linee (nei vecchi stabilimenti alla Sambuca).

    Tanto che Trigano (zona industriale Poggibonsi-San Gimignano) “ha registrato una vera impennata di ordini nell’insolita primavera-estate post Covid” (lo spiegava nei giorni scorsi Regione Toscana).

    Mi direte, quindi, che a livello locale, nei comuni chiantigiani, si guarderà ai camperisti come possibile ambito di investimento. Di riposizionamento. Ci sarà un bel dibattito pubblico, costruttivo.

    Si staranno pensando e allestendo aree; lavorando insieme ad aziende agricole e agrituristiche per realizzare agri-camping, zone di sosta, in cui vivere in camper e fruire dei servizi delle aziende stesse. Si starà pensando a campagne di comunicazione.

    Che vi devo dire. Se lo si sta facendo… lo si sta facendo molto, molto, molto sotto traccia. Pure troppo.

    La sensazione invece, molto netta, è che al Chianti i camper piaccia produrli. Ma non accoglierli.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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