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martedì 28 Giugno 2022
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    “Il percorso per la riconversione industriale di Testi uno dei migliori obiettivi raggiunti nel 2021”

    I sindaci Paolo Sottani e Roberto Ciappi sottolineano l'importanza dell'operazione, ufficializzata con la sottoscrizione del protocollo in Regione, che scommette sul futuro sostenibile dell'area

    GREVE IN CHIANTI – “Una nuova vita per l’insediamento di Testi che potrà rinascere nel Chianti fiorentino come attività produttiva inserita in un contesto paesaggistico di pregio, secondo criteri di sostenibilità economica e sociale”.

    E’ uno degli obiettivi ai quali hanno lavorato con grande determinazione le amministrazioni comunali coinvolte (Greve in Chianti e San Casciano) e per il quale, sottolineano, “sono stati fissati sulla carta i punti fermi di un’importante operazione che investe sulla rete di collaborazione tra la dimensione pubblica e quella privata”.

    Obiettivo? “Attuare una riqualificazione dell’area e una complessiva riconversione industriale del cementificio, di proprietà del gruppo Buzzi Unicem spa, situato nel Comune di Greve in Chianti al confine con il comune di San Casciano”. 

    L’obiettivo raggiunto con la firma del protocollo tra la Regione Toscana, i Comuni di Greve e di San Casciano e la società Buzzi Unicem Spa, è considerato dai sindaci Paolo Sottani e Roberto Ciappi “uno dei risultati migliori centrati nel 2021”.

    “Una sinergia – dicono – che si è costruita e rafforzata, passo dopo passo, sull’onda di un percorso di dialogo e confronto che è stato gradualmente portato avanti insieme all’ente regionale, alle lavoratrici e ai lavoratori e alle organizzazioni sindacali”.

    “Con una missione generativa e di ampio raggio – specificano – che è diventata il comune denominatore di un impegno collettivo: tutelare i diritti del lavoro, promuovere uno sviluppo sostenibile dell’area Chianti e dare nuove prospettive ad un sito caratterizzato da vocazioni e potenzialità che potranno dare linfa produttiva e turistico-culturale all’intera regione”.

    “Si tratta di un’operazione in cui crediamo fortemente per la quale lavoreremo sui temi dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale – dichiarano i sindaci Sottani e Ciappi – è importante che le attività che sorgeranno in futuro in quest’area siano compatibili e condivise pienamente con il territorio, frutto di un cammino da intraprendere insieme alle comunità, nella consapevolezza che la storia del Chianti è profondamente legata segnata dalla presenza dello stabilimento, un’attività storica risalente al 1890 con la quale più o meno tutte le famiglie di Greve in Chianti sono venute in contatto”.

    “Riteniamo necessaria – continuano – una riqualificazione dell’area in sintonia con il territorio e le sue peculiarità anche in funzione del progetto di candidatura del Chianti a Patrimonio Unesco che ci vede lavorare uniti e compatti per il raggiungimento di tale obiettivo. Ci siamo impegnati anche per il ricollocamento del personale in altre attività, ne è testimone l’accordo che come area Chianti abbiamo stipulato con le organizzazioni sindacali”.

    “Il sito di Testi riveste un ruolo strategico di respiro regionale e nazionale – rimarcano convintamente – ai fini dello sviluppo sostenibile, della tutela occupazionale e delle possibili relazioni da intessere con il mondo economico-produttivo territoriale. La forza di questa complessa operazione, culminata con la sottoscrizione del protocollo per la riconversione industriale dell’insediamento di Testi, risiede nell’aver costruito una rete di forze che intrecceranno risorse e competenze, grazie al sostegno e alla partecipazione attiva della Regione Toscana, per la quale ringraziamo il presidente Eugenio Giani, il consigliere Valerio Fabiani e il responsabile Paolo Tedeschi. Un’alleanza preziosa che, dialogando e confrontandosi costantemente, ha individuato con la società Buzzi Unicem un percorso comune per la riqualificazione ambientale e produttiva del sito”.

    “L’obiettivo condiviso – precisano – è continuare a lavorare insieme non solo per mantenere vitale e competitiva quest’area del Chianti, ma renderla un polo produttivo per l’economia circolare in grado di progettare, investire, garantire sostenibilità e salvaguardare i livelli occupazionali del nostro territorio”.

    “E dunque – concludono – ad agevolare e stimolare attività che creino connessioni con gli attori economici del Chianti fiorentino e senese, al fine di individuare possibili partnership sia industriali che commerciali, riferite ai processi che potrebbero essere inseriti nell’area”.

    Il cementificio visto da dentro

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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