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martedì 7 Febbraio 2023
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    Tavarnuzze: padre, madre e due figli. “Presto sfrattati in mezzo di strada”

    La famiglia Faviani e il suo appello: "Rischiamo di finire in macchina o in una casa famiglia"

    TAVARNUZZE (IMPRUNETA) – L'ultima carta che si giocano è quella di metterci la faccia, con un appello su Facebook che ha il sapore di un tentativo disperato.

     

    Era il 20 maggio dello scorso anno quando sul Gazzettino del Chianti raccontammo i problemi della famiglia Faviani di Tavarnuzze: equamente divisi, purtroppo, fra mancanza di lavoro e problemi di salute.

     

    # ARTICOLO / Le nostre famiglie in difficoltà: da Tavarnuzze la storia di Debora e Paolo

     

    MAGGIO 2016 – L'appello di mamma Debora sul Gazzettino del Chianti

     

    Nelle settimane seguenti qualcosa si era mosso. Soprattutto per il babbo, Paolo, che aveva trovato un lavoro. Lavoro che purtroppo oggi non c'è più, e si ripropone una situazione ancora più drammatica, visto che è stato notificato loro lo sfratto esecutivo.
     

    "In molti sanno – scrive su Facebook mamma Debora, che compone la famiglia insieme a babbo Paolo, due figli, un cane – mentre altri si chiederanno come mai in questi giorni e non solo sono più sfinita di sempre".

     

    "Quello che pubblico – ammette – non è per niente facile da esternare, ma ogni piccola parte di questa battaglia va vissuta e combattuta, anche se siamo allo stremo di ogni minima forza!".

     

    "In tutto questo lungo tempo – rimarca – abbiamo cercato con ogni mezzo di non mollare e portare avanti tutto quello che andava portato, lottando ogni secondo, non mollando mai per noi e soprattutto per i nostri bambini!!".

     

    "Adesso è freddo – prosegue – e con queste parole e scusanti hanno rimandato a maggio ciò che ci spetta. Le forze dell'ordine busseranno alla nostra porta e lì non ci sarà altro da fare".

     

    Prospettive drammatiche davanti a loro: "La strada la macchina sembra esser uno dei rifugi possibili… anzi il solo rifugio possibile per noi! Per noi famiglia che oltre alla mancanza di lavoro che ha portato a tutto questo ha visto un ulteriore crollo quando anche la salute è venuta meno".

     

    "Non mi prolungo – conclude Debora – non ne ho altre di parole, vi chiedo solo di far girare il più possibile questo messaggio perché si sappia cosa non viene fatto. E semmai ci fosse un modo per aiutarci, anche un piccolissimo modo, noi siamo qui disponibili a ricevere. Anche fosse una sola parola. Grazie a chi sarà con noi in questa ennesima battaglia".

    di Matteo Pucci

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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