domenica 5 Luglio 2020
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    Giulia Maria e Andrea: separati dal Covid il 13 marzo, si rivedono il 4 maggio. E 17 giorni dopo si sposano

    "Anche se non è stato il matrimonio da principessa che sognavo, con l’abito bianco in chiesa è stato ugualmente il mio bellissimo matrimonio"

    BARBERINO TAVARNELLE – “Anche se non è stato il matrimonio da principessa che sognavo, con l’abito bianco in chiesa è stato ugualmente il mio, bellissimo, matrimonio”.

    Si conclude così il racconto di Giulia Maria Bonarelli, che vive a Tignano e che il 21 maggio scorso si è sposata con il suo Andrea.

    Un matrimonio in piena pandemia da Covid-19. Che, come è accaduto a chi si è sposato in questo difficile periodo, ha anche alcuni tratti avventurosi.

    “Io e Andrea – dice Giulia Maria – lavoriamo in un hotel in Piemonte, rispettivamente come chef e pasticcere. L’8 di marzo ci viene comunicato che siamo nella zona rossa e quindi l’hotel deve chiudere”.

    “Il 13 marzo – racconta – siamo tornati alle nostre rispettive abitazioni (io a Barberino Tavarnelle e Andrea a Follonica). Da lì non ci siamo più visti fino al 4 maggio: per noi è stata durissima, perché in due anni e mezzo non siamo mai stati separati così a lungo”.

    Ma il dispiacere è doppio perché, come si svela Giulia Maria, “il 30 maggio dovevamo sposarci”.

    Intanto però si parte dalle piccole cose. Ovvero dal potersi ri-incontrare appena inizia la Fase 2: “Il 4 maggio, dopo tanti giorni, ci rivediamo. E io, bevendo un caffè, gli propongo di sposarci ugualmente (il matrimonio del 30 era stato chiaramente annullato)”.

    La risposta è… sì! E parte una corsa contro il tempo: “Abbiamo fatto i salti mortali, documenti in 12 giorni e la data fissata, il 21 maggio, era la prima disponibile. Tanta era la voglia di sposarci, nessuno ci avrebbe potuto separare di nuovo”.

    “I vestiti li abbiamo comprati in un negozio di Tavarnelle con consegna a domicilio – sorride – Il bouquet scelto per telefono, niente ristorante, niente festa. Ma soprattutto niente fedi”.

    Infine, il giorno del sì, in palazzo comunale a Barberino Val d’Elsa: “Potevamo entrare in quattro, noi due, mia madre (mia testimone) e sua sorella (sua testimone). Grazie al consigliere comunale Alberto Marini, che ci ha unito, sono entrati anche una cara amica di mia mamma (per me una zia), i genitori di Andrea e la sua nonna”.

    E finalmente Giulia Maria e Andrea si sono potuti guardare negli occhi. E dirsi, emozionati, sì. 

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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