mercoledì 12 Agosto 2020
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    In volo in mongolfiera su Barberino Tavarnelle: una terrazza di magia affacciata sul Chianti

    Il Gazzettino del Chianti in anteprima su uno dei primi voli post lockdown di Balloon in Tuscany: una meraviglia indimenticabile

    TAVARNELLE (BARBERINO TAVARNELLE) – Dopo l’interruzione dell’attività durante il lockdown, Balloon in Tuscany è tornata a far volare le sue splendide mongolfiere nei cieli del Chianti.

    E noi del Gazzettino del Chianti, insieme al sindaco di Barberino Tavarnelle David Baroncelli, abbiamo il privilegio di provare questa fantastica esperienza: per noi per la prima volta in assoluto.

    Ci incontriamo alle 5.30 nel campo adiacente la strada del Cerro. E assistiamo affascinati ai preparativi: vediamo il pallone, via via che viene gonfiato, ergersi sempre più immenso davanti a noi.

    Una volta saliti, una sola raccomandazione: “Godetevi la magia”.

    Accanto al campo, il labirinto leonardiano fatto di girasoli – uno dei colpi di genio di Stefano Travaglia (fondatore con la compagna Gianna Volpi di Balloon in Tuscany) – prende forma.

    Saliamo. Siamo sopra le nuvole: la mente corre subito a Stefano (venuto a mancare da meno di un anno), gli tocchiamo la mano lassù.

    Arriviamo all’altezza del sole (o, almeno, così ci sembra), ed ecco che guardando dritto lo vediamo sorgere da dietro i monti: un vero e proprio spettacolo della natura.

    Nel frattempo il drone, guidato dalle sapienti mani di Alberto Becattini, ci gira intorno, scattando foto e girando video. Fissando per sempre quelle immagini che così potremo portare anche fisicamente a casa, oltre che nel cuore.

    Ci riabbassiamo. Sotto di noi boschi, oliveti, vigneti e campi che creano geometrie perfette. Le strade ancora deserte, la vita ancora ferma. Ma non quella della natura: avvistiamo un capriolo.

    E poi ci divertiamo a identificare San Donato in Poggio, Tignano con le sue case in fila, la Pieve di San Pietro in Bossolo, il convento del Morrocco, Tavarnelle, Marcialla in lontananza.

    Sono già passati quaranta minuti: letteralmente volati. E così ci prepariamo all’atterraggio, con un po’ di nostalgia, ma con la certezza che se è stata la prima volta non sarà l’ultima. In jeep raggiungiamo Gianna a casa, che ci ha preparato una colazione deliziosa.

    “Un’esperienza meravigliosa, un’emozione unica – questo il commento a caldo del sindaco – Un modo straordinario di valorizzare il nostro territorio. Che, se è bello da percorrere a piedi, lo è ancora di più visto dall’alto, per di più in una modalità totalmente green”.

    “Invito tutti a fare un giro in mongolfiera – dice – per scoprire il Chianti da un’altra prospettiva. E per vedere con i vostri occhi quanta passione mettono questi ragazzi”.

    “Un pensiero speciale va a Stefano – aggiunge il sindaco Baroncelli – che ha portato le mongolfiere a Tavarnelle. E che senz’altro sarà fiero del lavoro e dell’entusiasmo di Gianna e del suo staff”.

    “Insieme a Stefano – a parlare è Gianna – nel 1999 abbiamo aperto il primo porto aerostatico d’Italia sul lungarno di Firenze. Nel 2004 ci siamo trasferiti a Tavarnelle e ne abbiamo creato uno anche qui”.

    “Voliamo all’alba – spiega – Sul Chianti centrale o sulla Valdelsa (a seconda delle correnti). Per un’oretta, ma per l’esperienza completa occorrono circa tre ore. La mongolfiera è sicura al 100% e non dà fastidio perché ci si solleva piano piano”.

    “Una volta nella vita vale la pena di alzarsi in aria con questo fantastico mezzo naturale – conclude Gianna – il primo che l’uomo ha usato per volare. E’ quasi terapeutico. E’ una terrazza sul cielo”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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