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sabato 13 Luglio 2024
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    Coronavirus: “Aumentano i tamponi, emergono nuovi casi, ma il sistema di cure regge”

    L'analisi approfondita da parte della Regione: casi, mortalità. caratteristiche, terapie intensive

    FIRENZE – La Regione Toscana fa "lcune considerazioni sull’ultima settimana di epidemia Covid-1919 in Toscana, sulla base di elaborazioni dell'Ars, l'Agenzia regionale di sanità".

     

    Potenziamento dei laboratori di analisi

     

    Sono saliti da 3 a 13 i laboratori di microbiologia che lavorano, 24 ore su 24, per analizzare i test specifici Covid-19.

     

    Questo ha notevolmente ampliato la capacità di effettuare tamponi su tutto il territorio regionale: "Siamo passati – si spiega – da una media di 114 tamponi giornalieri nella settimana 1-7 marzo, a 1.045 tamponi giornalieri nella settimana 15-21 marzo, a ben 1.968 tamponi giornalieri nella settimana appena conclusa, raddoppiando quindi in una settimana l’offerta".

     

    Più tamponi, più casi

     

    L’aumento dei tamponi effettuati ha ovviamente portato ad intercettare un numero crescente di casi: "Al 29 marzo – si evidenzia – erano 4.122 i casi totali accertati in regione, 11 casi ogni 10.000 abitanti, contro i quasi 41 della Lombardia ed i 16 della media italiana. Andamento dell’epidemia non uniforme sul territorio".

     

    "All’interno della regione – è lanalisi – l’epidemia sembra circolare in modo differenziato nei territori: l’Asl Toscana nord ovest è senza dubbio la più colpita, con 14 casi per 10.000 abitanti (soprattutto le province di Massa-Carrara e Lucca, rispettivamente con 25 e 17 casi per 10.000 abitanti), mentre l’Asl Toscana sud est e l’Asl Toscana centro hanno entrambi poco più di 9 casi per 10.000 abitanti. Anche l’iniziale criticità della provincia di Pistoia sembra superata. L’incremento medio giornaliero dei nuovi casi nell’ultima settimana è stato del 12%". 

     

    Caratteristiche dei casi toscani

     

    Dalla piattaforma dell’Istituto Superiore di Sanità dei casi positivi, alimentata dai dipartimenti di prevenzione delle tre Asl toscane, che ad oggi annovera quasi l’80% delle schede, emerge che il 55% dei casi sono maschi, con un'età mediana di 59 anni e che solo il 14% ha meno di 40 anni, confermando come i più giovani non vengano praticamente toccati dal virus.

     

    Riguardo allo stato clinico registrato al momento della positività, il 10% è risultato asintomatico, quasi il 30% ha condizioni cliniche lievi, il 33% severe, quasi il 5% gravi. Quasi un malato su tre ha almeno una patologia cronica.

     

    "Nell’ultima settimana – si rimarca – emerge una quota di casi sempre più alta in condizioni lievi. Pazienti deceduti".

     

    "Qualche considerazione – riprende lanalisi regionale – deve essere fatta anche sui deceduti, che a ieri (domenica 29 marzo) erano 213 (più 2 cittadini non toscani deceduti nella nostra regione). La letalità (numero di deceduti su casi positivi totali) è ad oggi in Toscana del 5,2%, contro il 15,4% della Lombardia, 11% dell’Emilia e della media italiana".

     

    "Ci sono differenze marcate – continuano dalla Regione – tra le tre Asl toscane, con la Asl Nord Ovest dove si riscontra una letalità del 6,8%, la Asl Toscana centro con una letalità del 4,8% e la Asl Sud Est con una letalità del 2,1%, in cui sono presenti tra i casi in generale molti più casi asintomatici. L’incremento della mortalità invece (deceduti sulla popolazione residente) mostra un aumento meno repentino nel tempo: solo il Veneto registra dati migliori della Toscana tra le regioni a forte circolazione del virus".

     

    "Nel corso dell’epidemia – continua l'analisi – si sono inoltre contratti i tempi dell’insorgenza dei sintomi ed allungati quelli tra ricovero ed il decesso".

     

    La risposta degli ospedali 

     

    La percentuale dei ricoverati sul numero dei casi positivi si sta riducendo in Toscana: si è passati dall’iniziale 50% all’attuale 33%, anche come conseguenza dell’emergere di casi lievi. Si registrano tuttavia forti variazioni tra le tre aree vaste (AV centro 48%; AV nord ovest 28%; AV sud est 18%, in parte come conseguenza di ciò, anche le percentuali dei ricoveri in terapia intensiva sono variabili, anche se in modo più limitato (AV centro 18%; AV nord ovest 22%; AV sud est 21%).

     

    Attualmente sono ricoverati in terapia intensiva oltre 270 pazienti, numero stabilizzato negli ultimi giorni: 135 in AV centro; 113 in AV nord ovest; 30 in AV sud est.

     

    "La vera risposta positiva – si rimarca – è che sono attualmente disponibili in Toscana 344 posti letto intensivi e 29 subintensivi (167 AV centro; 135 AV nord ovest; 40 AV sud est). E' in corso di allestimento il piano CROSS (la centrale operativa per le maxiemergenze) per l'estensione delle terapie intensive approvato dalla Protezione Civile: 280 nuovi posti letto di TI che vanno ad aggiungersi a quelli già in funzione".

     

    Alcune postazioni sono state già allestite, altre sono in corso di allestimento. Ecco quelle già allestite: 12 a Lucca (ospedale Campo di Marte), 10 a Pisa (ospedale Santa Chiara), 6 a Siena (ospedale Le Scotte); da domani saranno allestiti ulteriori 15 posti a Careggi.

     

    Ad oggi sono stati ricevuti: 296 monitor, 103 ventilatori, 30 aspiratori, 30 pompe per la nutrizione artificiale, 10 pompe siringa, 16 ecografi, 5 barelle di biocontenimento. Provenienti in parte da gara Consip (Piano Protezione civile nazionale), in parte da acquisti fatti dalla Regione Toscana, in parte da donazioni.

     

    Cosa possiamo prevedere per il futuro

     

    “Fare previsioni sul numero di casi delle prossime settimane non è facile – osserva Fabio Voller, coordinatore dell’Osservatorio di epidemiologia dell’Agenzia regionale di sanità – Abbiamo incrementato il numero di tamponi e quindi stiamo intercettando una quota di casi maggiore, anche se spesso con sintomi lievi. In termini previsionali si allungano quindi i tempi in cui si verificherà il momento in cui avremo pochi nuovi casi al giorno, probabilmente verso la fine di aprile. Per quanto riguarda i ricoveri e le terapie intensive avevamo ipotizzato la fine di marzo come il momento più critico per i tassi di occupazione ed in effetti dal 25 di marzo i dati si sono fortemente stabilizzati”.

    di REDAZIONE

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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