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sabato 25 Giugno 2022
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    Francesco Giovanchelli: una lunga storia d’amore con il caffè. Andiamo a farcela raccontare…

    Nel suo Spazio Caffè Firenze, in via Dogali 3, alla scoperta del suo mondo e della sua filosofia: "Divulgare e promuovere caffè di alta qualità che abbiano una storia da raccontare"

    FIRENZE – Il caffè è presente nella nostra vita quotidiana in modo trasversale. Spesso però non ci chiediamo come siano composte le miscele della nostra moka, delle cialde che utilizziamo, dell’espresso che prendiamo al bar… .

    Come ogni prodotto agricolo, con successive lavorazioni, il caffè ha invece una, molte storie da raccontare.

    E c’è chi, come Francesco Giovanchelli, con il caffè ha una vera e propria storia d’amore. Che coltiva con passione, ogni giorno, fra profumi inebrianti, tostature e macinature, in un piccolo-grande angolo di gusto nel cuore di Firenze.

    Siamo andati a trovarlo nel suo Spazio Caffè Firenze, in via Dogali 3 (una traversa di viale dei Mille).

    Francesco, come nasce la passione per il caffè?

    “La passione del caffè nasce da piccolo quando giocavo tra i corridoi della torrefazione di mio nonno, dove i miei genitori lavoravano; ma la mia storia non ha un percorso comune, perché in quell’azienda non ho mai lavorato. Prima di decidere di dedicarmi esclusivamente al caffè ho intrapreso molti altri percorsi formativi e fatto altri lavori. Ho fatto il corso per Sommelier AIS che mi ha instradato all’assaggio ed all’analisi sensoriale, ho fatto il cameriere e il barman che mi hanno insegnato il rapporto con il pubblico, ho fatto l’agente di commercio nel settore del vino che mi ha insegnato aspetti commerciali ed i rapporti B2B. Tutto ciò mi ha permesso di avere una visione più ampia del mondo del lavoro e della realtà in cui viviamo”.

    In che modo è diventata il tuo lavoro e come sei arrivato a fondare Spazio Caffè Firenze?

    Spazio Caffè Firenze nasce anni fa da mio padre, che finito il suo percorso lavorativo precedente, decise di intraprendere la sua strada, con una piccola tostatrice Probat 5 kg e tanta voglia di rivalsa. Dopo anni, ed il mio subentro, Spazio Caffè Firenze si è evoluta trasformandosi in un hub di ricerca e sperimentazione su Caffè Specialty, tracciabili, su progetti a sostegno di coltivatori svantaggiati come la nuova campagna Women’s Coffee Project, su ricerca e sperimentazione di nuovi metodi di estrazione, esempio i caffè filtrati oppure estrazioni con Aeropress. Tutto ciò che coglie la mia curiosità merita la mia attenzione e la mia dedizione nel farlo conoscere al pubblico”.

    Quale la tua filosofia di fondo, sulla quale basi la tua attività?

    “La mia idea è ben precisa: divulgare e promuovere caffè di alta qualità che abbiano una storia da raccontare. Una filosofia che accompagna la mia vita da sempre e che trova riscontro nella sempre maggiore richiesta di prodotti tracciabili, sostenibili e solidali verso le popolazioni coltivatrici”.

    Quale la differenza fra i caffè che escono dalla tua torrefazione e i caffè che troviamo, ad esempio, al supermercato?

    “Ce ne sono molte a dire il vero: la ricerca di materia prima di qualità superiore, la capacità di recepire piccoli lotti, la tracciabilità dei miei prodotti, la tostatura mai scura perché utilizzando caffè di altissima qualità non abbiamo difetti da nascondere, la freschezza del prodotto perché tostiamo settimanalmente piccole quantità con l’intento di non farlo mai durare oltre due mesi dalla produzione. La trasparenza del nostro pacchetto dove troverete tutte le informazioni che riguardano quello che avete acquistato. Esempio: troverete la data di tostatura e la data di confezionamento (che coincidono), il nome del caffè, la piantagione da dove arriva, a che altezza è stato coltivato, quale processo di produzione ha avuto in piantagione e quali cultivar contiene il lotto in questione; insomma una scheda di tracciatura dove l’utente finale possa capire ciò che beve! cCome in una bella bottiglia di vino”.

    C’è, infine, un tuo caffè… ideale?

    “Chiedere ad un torrefattore specializzato come me se esiste un caffè ideale è come chiedere ad un sommelier Ais se ha un’etichetta preferita. La mente direbbe non esiste un caffè ideale perché il caffè è un prodotto della terra, ed ogni raccolto è diverso da quello prima! Il cuore direbbe Ethiopia Naturale estratto in espresso, ma adoro anche i caffè centroamericani lavati estratti a filtro. Insomma, non saprei scegliere con precisione data la complessità di questo mondo, ma una cosa è certa e mi piacerebbe che lo fosse anche per i consumatori: siate curiosi e assaggiate molti caffè diversi e quando comprate un pacchetto leggete bene l’etichetta. Se non vi racconta con precisione ciò che contiene non è un buon segno”.

    (CONTENUTO SPONSORIZZATO)

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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